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Articolo 1077 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Servitù costituite sul fondo enfiteutico

Dispositivo dell'art. 1077 Codice civile

Le servitù costituite dall'enfiteuta [959] sul fondo enfiteutico cessano quando l'enfiteusi si estingue per decorso del termine, per prescrizione o per devoluzione.

Ratio Legis

All'enfiteuta è permessa esclusivamente la costituzione delle servitù volontarie sul fondo enfiteutico. La medesima facoltà è consentita, in relazione costituzione alle servitù coattive riferite allo stesso, al solo proprietario; esse devono, infatti, durare fin quando persiste la necessità della loro esistenza, a prescindere dalla durata dell'enfiteusi.

Spiegazione dell'art. 1077 Codice civile

Estinzione e conservazione delle servitù costituite dall'enfiteuta.

La disciplina dell'estinzione delle servitù costituite dall'enfiteuta, passivamente, sul fondo enfiteutico, era disciplinata dal codice abrogato in termini non adeguati. L'articolo 665, con formula generica, le dichiarava estinte con l'estinzione dell'enfiteusi.

Alcuni autori prospettarono la necessità di distinguere fra varie ipotesi di estinzione dell'enfiteusi, e precisamente fra i casi in cui l'enfiteusi si estingue con ritorno del fondo al concedente (decorrenza del termine, non uso, devoluzione) e quelli in cui cessa bensì l'enfiteusi come diritto formale, ma non cessa il dominio dell'ex-enfiteuta sul fondo, che anzi passa in sua proprietà (affrancazione, successione al concedente, ecc.). Se era logico riconnettere l'estinzione delle servitù costituite dall'enfiteuta all'estinzione dell'enfiteusi nella prima serie di ipotesi, perché altrimenti la loro permanenza avrebbe pregiudicato gli interessi del concedente che doveva avere il fondo in ritorno libero dalle servitù di cui non l'avesse egli stesso gravato, non lo era nella seconda in quanto il fondo servente si consolidava nel pieno dominio di chi l'aveva assoggettato a servitù.

La distinzione fu accolta nell'attuale art. 1077 che dispone l'estinzione delle servitù costituite dall'enfiteuta non più sic et simpliciter per l'estinzione della stessa enfiteusi (come faceva il codice abrogato e anche il progetto preliminare), ma solo per i casi di estinzione da decorso del termine, non uso e devoluzione: per i casi cioè in cui l'enfiteusi finisce col ritorno del fondo al proprietario concedente.

Negli altri casi, pertanto, quando l'enfiteuta consolida il diritto di proprietà sul fondo che ha già in enfiteusi, anche le servitù passive da lui costituite rimangono e si consolidano definitivamente.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

513 Circa le servitù costituite dall'enfiteuta sul fondo enfiteutico, ho avuto già occasione di accennare che, non potendo pregiudicare gli interessi del concedente, esse seguono la sorte dell'enfiteusi, se questa si estingue per decorrenza del termine, per devoluzione o per prescrizione (art. 1077 del c.c.). Con formula generica il codice precedente (art. 665) le dichiarava estinte con l'estinzione dell'enfiteusi; appare però necessario distinguere i vari casi di estinzione del rapporto enfiteutico, non potendo nella norma ricomprendersi, senza ledere i diritti dei terzi, anche l'ipotesi che l'enfiteusi si estingua per confusione. Non si estinguono, invece, per l'estinzione dell'enfiteusi, qualunque sia la causa dell'estinzione, o per l'estinzione dell'usufrutto le servitù attive costituite dall'enfiteuta o dall'usufruttuario, poiché esse si concretano in un miglioramento del fondo, di cui accrescono il valore; né, per identità di ragione, si estinguono con lo scioglimento del matrimonio le servitù costituite dal marito a favore del fondo totale (art. 1078 del c.c.). Anche questa norma ha rispondenza nel codice precedente (art. 665), il quale, però, come si è notato, taceva circa il potere dell'usufruttuario di costituire servitù attive.

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