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Articolo 2504 quater Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Invalidità della fusione

Dispositivo dell'art. 2504 quater Codice civile

Eseguite le iscrizioni dell'atto di fusione a norma del secondo comma dell'articolo 2504, l'invalidità dell'atto di fusione non può essere pronunciata (1).

Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai soci o ai terzi danneggiati dalla fusione.

Note

(1) Con l'iscrizione dell'atto di fusione nel registro delle imprese, gli effetti della scissione diventano irrevocabili e non più contestabili, con la conseguenza che il socio eventualmente leso potrà agire esclusivamente sotto il profilo risarcitorio.

Ratio Legis

La norma mira ad evitare il sorgere delle difficoltà nell'ipotesi in cui venisse dichiarata nulla una fusione relative alla suddivisione dei patrimoni ormai unificati.

Spiegazione dell'art. 2504 quater Codice civile

L'iscrizione dell'atto di fusione nel registro delle imprese determina ha efficacia sanante sia per gli eventuali vizi che colpiscono l'atto di fusione o di scissione, sia quelli che si verificano durante l'iter procedimentale che porta alla formazione dell'atto.
Al fine di garantire la stabilità degli effetti degli atti societari, la tutela dei soggetti danneggiati dalla fusione è spostata dal piano reale a quello obbligatorio.
Rimane la possibilità per i soci di chiedere, nell'intervallo di tempo che intercorre tra la decisione di fusione e l'iscrizione dell'atto di fusione, di proporre l'impugnativa dinanzi all'autorità giudiziaria ed ottenere la sospensione della stipula dell'atto di fusione ex art. 2378, 3° comma ovvero ex art. 700 c.p.c.

Legittimati attivi alla domanda di
risarcimento sono coloro che siano stati lesi dall'iniquo rapporto di cambio oppure dalla falsità delle situazioni patrimoniali o, ancora, dalla lesione di diritti qualificati (ad esempio gli obbligazionisti convertibili che non abbiano convertito e non si vedano attribuiti "diritti equivalenti" ex art. 2503 bis).

L'entità del risarcimento del danno dovuto al socio va determinata non in base al raffronto tra la posizione del socio qualora la fusione non fosse avvenuta, ma in base al raffronto fra la situazione del socio conseguente all'applicazione del rapporto di cambio incongruo e quella corrispondente al rapporto stesso dopo la correzione degli errori tecnici.

Massime relative all'art. 2504 quater Codice civile

Cass. civ. n. 8864/2012

In tema di fusione tra società, la preclusione della declaratoria di invalidità dell'atto di fusione, sancita dall'art. 2504 quater c.c. quale effetto dell'iscrizione nel registro delle imprese, tutela l'affidamento dei terzi e la certezza dei traffici, sicché, quando l'iscrizione dell'atto di fusione nel registro delle imprese sia avvenuta in base ad una sequenza procedimentale priva di riconoscibili anomalie esteriori, l'inesistenza giuridica di una delle delibere assembleari propedeutiche alla fusione, nei limiti in cui essa possa essere ipotizzata, non determina l'inesistenza giuridica dell'atto di fusione, ormai iscritto nel registro, restando esclusa l'impugnabilità di quest'ultimo e risultando carente, pertanto, l'interesse all'accertamento dell'inesistenza della delibera prodromica.

Cass. civ. n. 28242/2005

La disposizione di cui all'art. 2504 quater c.c., richiamata anche per le operazioni di scissione dall'art. 2504 novies (oggi art. 2506 ter c.c.), secondo cui, una volta eseguita l'iscrizione dell'atto di fusione delle società, l'invalidità dello stesso non può più essere dichiarata, pone una preclusione di carattere assoluto, che riguarda tanto il caso in cui si deducano vizi inerenti direttamente all'atto di fusione, quanto l'ipotesi in cui i vizi concernano il procedimento di formazione dell'atto e della sua iscrizione; tale preclusione rimane operante anche nel caso in cui si asserisca che l'impugnativa è meramente preordinata ad una futura ed ipotetica azione di risarcimento del danno nei confronti degli amministratori o di terzi.

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