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Articolo 2434 bis Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Invalidità della deliberazione di approvazione del bilancio

Dispositivo dell'art. 2434 bis Codice civile

Le azioni previste dagli articoli 2377 e 2379 non possono essere proposte nei confronti delle deliberazioni di approvazione del bilancio dopo che è avvenuta l'approvazione del bilancio dell'esercizio successivo (1).

La legittimazione ad impugnare la deliberazione di approvazione del bilancio su cui il soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti ha emesso un giudizio privo di rilievi (2) spetta a tanti soci che rappresentino almeno il cinque per cento del capitale sociale.

Il bilancio dell'esercizio nel corso del quale viene dichiarata l'invalidità di cui al comma precedente tiene conto delle ragioni di questa.

Note

(1) Oltre ai termini di decadenza previsti negli artt. 2377 e 2379 la norma in commento pone come termine ultimo per l'impugnativa l'approvazione del bilancio dell'esercizio successivo.
(2) Il D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 ha sostituito le parole le parole: «il revisore non ha formulato rilievi» con le seguenti: «il soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti ha emesso un giudizio privo di rilievi».

Ratio Legis

La ratio della preclusione si basa sulla considerazione che con l'approvazione del bilancio successivo, valida o no, spesso viene meno l'interesse a chiedere l'accertamento della scorrettezza del bilancio precedente.

Spiegazione dell'art. 2434 bis Codice civile

La norma fissa il termine dell'approvazione del bilancio successivo per l'impugnazione delle delibere, sia per annullabilità, sia per nullità.
Il termine per l'impugnazione è trimestrale, quindi inferiore alla durata dell'esercizio annuale.
Per l'invalidità della deliberazione che approvi un bilancio falso, non più impugnabile dopo l'approvazione del bilancio successivo, se si ravvisi la deliberazione di un oggetto illecito, i soci e i terzi eventualmente danneggiati potranno optare per il rimedio alternativo dell'azione di risarcimento.
La prescrizione del secondo comma è rivolta solo ai soci e non agli altri soggetti che abbiano interesse all'impugnazione, quali gli amministratori, i sindaci o i terzi, e tale restrizione della legittimazione riguarda la sola azione per la dichiarazione di nullità per vizi del contenuto del bilancio e non anche quella di annullamento.
Il 5% va calcolato ponendo a raffronto le azioni (con o senza voto) possedute e l'intero capitale sociale e non le azioni con voto e la parte di capitale con voto in quella delibera (COLOMBO).
Per quanto riguarda la disposizione del terzo comma, l'orientamento dominante ritiene che l'obbligo di attivazione degli amministratori riguardi solo il bilancio dell'ultimo esercizio e non tutti i bilanci che siano succeduti a quello colpito dalla pronuncia di invalidità.
Della sentenza che pronuncia l'invalidità si dovrà dar notizia nella nota integrativa.

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