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Articolo 1211 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Cose deperibili o di dispendiosa custodia

Dispositivo dell'art. 1211 Codice civile

Se le cose non possono essere conservate o sono deteriorabili, oppure se le spese della loro custodia [1207 2] sono eccessive, il debitore, dopo l'offerta reale [1209] o l'intimazione di ritirarle, può farsi autorizzare dal tribunale (3) a venderle nei modi stabiliti per le cose pignorate [2796; 529 ss. c.p.c.] e a depositarne il prezzo [2797] (1) (2).

Note

(1) Art. così modificato ai sensi dell'art. 150, d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 (Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado).
(2) In questo caso si realizza un'ipotesi di modifica legale dell'oggetto dell'obbligazione.
(3) La parola "tribunale" è stata sostituita da "giudice di pace" dall'art. 27, comma 2, D. Lgs. 13 luglio 2017, n. 116 con decorrenza dal 31/10/2021.

Ratio Legis

La norma tutela il debitore dal pregiudizio economico che può subire nel periodo che va dall'offerta di adempiere. La tutela è importante poichè questo periodo può essere molto lungo, come nel caso in cui all'offerta di adempimento segua il giudizio di convalida.

Relazione al Libro delle Obbligazioni

(Relazione del Guardasigilli al Progetto Ministeriale - Libro delle Obbligazioni 1941)

93 IL deposito può essere fatto anche nel caso di infruttuoso esito dell'offerta per intimazione (art. 106).
Se il debito non è di danaro, il debitore può, però, anziché depositare la cosa dovuta, farsi autorizzare dal giudice a venderla ai pubblici incanti (art. 107). L'autorizzazione presuppone che la cosa offerta non possa essere conservata o sia facilmente deperibile o sia di dispendiosa custodia: a seguito di detta vendita il debitore, previo avviso al creditore, depositerà il prezzo ricavato. La disposizione, che è nuova, così rispetto al codice civile come riguardo al progetto della Commissione reale, deriva da analoghe norme vigenti in materia di sequestro, ed è integrata con l'attribuzione al giudice del potere di consentire la vendita al prezzo corrente a mezzo di pubblico ufficiale autorizzato a tali specie di atti, ove la cosa abbia un prezzo di borsa o di mercato: qui si è avuto presente il principio dell'art. 69 cod. comm.

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