Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 445 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Decorrenza degli alimenti

Dispositivo dell'art. 445 Codice civile

Gli alimenti sono dovuti dal giorno della domanda giudiziale [163 c.p.c.] o dal giorno della costituzione in mora [1219] dell'obbligato, quando questa costituzione sia entro sei mesi seguita dalla domanda giudiziale [2948 n. 2] (1).

Note

(1) La nascita del diritto è subordinata all'iniziativa dell'avente bisogno; gli effetti della sentenza decorrono dal giorno della domanda giudiziale, o dal giorno della previa domanda stragiudiziale di costituzione in mora dell'obbligato (cui sia seguita la domanda giudiziale di verifica dei presupposti legittimanti l'obbligazione).

Brocardi

In praeteritum non alitur

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

220 La Commissione delle Assemblee legislative, considerando che di solito la persona avente diritto agli alimenti non agisce in giudizio se non dopo avere tentato di ottenerne la corresponsione in via stragiudiziale, ha proposto di modificare l'art. 440 del progetto e far decorrere l'assegno da quando sia sorto il bisogno, purché vi sia stata una qualsiasi messa in mora dell'obbligato. Non si è ritenuto di accogliere questa proposta, perché potrebbe esporre la persona tenuta agli alimenti a tentativi di speculazione, come nel caso di chi, dopo avere con lettere e con insistenze di vario genere richiesto gli alimenti, lasci trascorrere degli anni prima di proporre la domanda giudiziale, e poi pretenda la corresponsione dell'assegno fin dal tempo delle precedenti richieste. Tuttavia, per non lasciare insoddisfatti i bisogni dell'alimentando per il tempo che ragionevolmente deve intercedere tra la costituzione in mora e la domanda giudiziale, si è stabilito nell'art. 445 del c.c., a modifica del progetto, che l'assegno può decorrere dalla costituzione in mora, solo se questa sia seguita dalla domanda giudiziale entro il termine di sei mesi.

Massime relative all'art. 445 Codice civile

Cass. civ. n. 113/2003

In caso di revisione dell'assegno di divorzio, ai sensi dell'art. 9 della legge n. 898 del 1970, il giudice può stabilire che il nuovo importo dello stesso decorra dalla data della domanda di revisione, e non da quella della decisione su di essa, in analogia con quanto dispone l'art. 445 c.c. per le pronunce in tema di alimenti, al pari delle quali quelle ex art. 9 cit. hanno natura non costitutiva, ma determinativa dell'entità della somministrazione di denaro connessa a uno status (di coniuge divorziato) del quale la parte è già titolare, e in applicazione del principio generale secondo il quale un diritto non può restare pregiudicato dal tempo necessario per farlo valere in giudizio.

Cass. civ. n. 4833/1988

Qualora i bisogni dell'avente diritto agli alimenti vengano per intero soddisfatti da uno soltanto dei condebitori ex lege, questi può esercitare il regresso pro quota verso il coobbligato senza necessità di una preventiva diffida ad adempiere, tenuto conto che le disposizioni dell'art. 445 c.c., in tema di decorrenza degli alimenti solo dalla domanda giudiziale (o dalla costituzione in mora, se seguita entro sei mesi dalla domanda giudiziale), riguardano esclusivamente il rapporto diretto con il creditore e non sono estensibili alla suddetta azione di regresso, la quale è riconducibile alle regole dell'utile gestione (considerando che l'intento di gestire l'affare altrui, in difetto di un'opposizione dell'interessato, è insito nella consapevolezza del carattere cogente del relativo obbligo).

Cass. civ. n. 5763/1981

In tema di separazione personale dei coniugi, l'obbligo del marito di provvedere al mantenimento della moglie decorre dalla data della domanda, in applicazione del principio generale stabilito per gli alimenti dall'art. 445 c.c., e permane immutato sino a quando non intervengano fatti modificativi della situazione economica dell'uno, dell'altro o di entrambi i coniugi.

Cass. civ. n. 3525/1968

Le obbligazioni alimentari da negozio giuridico si sottraggono ai principi sulla decorrenza fissati dall'art. 445 c.c.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Consulenze legali
relative all'articolo 445 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Francesco S. chiede
martedì 05/12/2017 - Umbria
“Buona sera,
prima cosa mi scuso se nella spiegazione del problema non dovessi usare termini del tutto appropriati.

Mi sono separato con la mia compagna (non eravamo sposati) e siamo andati in giudizio per l'affidamento dei figli.

Durante il periodo dal ricorso all'uscita del provvedimento (circa 12 mesi) ho contribuito alle spese dando un assegno mensile alla madre per il mantenimento dei figli (assegno inferiore a quello che poi ha deciso il giudice). In più, sempre in quel periodo, mi sono fatto carico di altre spese come per esempio comprare i vestiti (visto che la madre non me ne dava) spese scolastiche (il pulmino, etc), spese straordinari (per le quali la madre non mi ha mai riconosciuto nulla, sia mediche che sportive) oltre a mantenerli quando stavano con me per le normali esigenze (tengo a precisare che il periodo che i figli sono stati con me in quel periodo è stato maggiore rispetto a quello che poi ha deciso il giudice).

Dopo il provvedimento del Giudice, che si è pronunciato definitivamente per l'affidamento dei figli (non ci sono state sentenze provvisorie/temporanee), la madre mi ha chiesto di corrisponderle la differenza tra l'assegno di mantenimento disposto dal Giudice e quello che le ho dato nei mesi dalla data del ricorso alla data dell'uscita del provvedimento.

Secondo il mio avvocato essendo una pronuncia determinativa non può operare per il passato e quindi non devo riconoscere nulla alla madre come differenza.
Ora la madre mi "minaccia" di muoversi con un decreto ingiuntivo o comunque per vie legali.
Le domande che vi sottopongo sono:
- quali sono le probabilità che io debba riconoscere la differenza tra l'assegno disposto dal giudice e quello che le ho dato in quei mesi?
- quali sono gli orientamenti della giurisprudenza a tal riguardo?
- avete qualche suggerimento?

rimango in attesa di un gentile riscontro al riguardo
cordiali saluti

Consulenza legale i 21/12/2017
Dobbiamo, purtroppo, condividere la pretesa economica avanzata dalla madre dei suoi figli.

Va osservato, infatti, che il provvedimento con cui il giudice pone a carico di uno dei genitori la corresponsione di un assegno di mantenimento, ha carattere retroattivo: ciò significa che l'obbligo decorre sin dalla data di proposizione della domanda e non da quella di emissione del provvedimento stesso.

In tal senso si è espressa, infatti, l'ormai consolidata giurisprudenza della Suprema Corte, la quale, ad esempio, con la sentenza n. 19382 del 2014, ha precisato che "il carattere alimentare (o di mantenimento) dell'assegno, comporta la retroattività al momento della domanda, ai sensi dell'art. 445 c.c.".

Parimenti, con la sentenza n. 21087 del 2004, la Cassazione ha precisato che costituisce "principio acquisito nella giurisprudenza di questa Suprema Corte che, se in sede di separazione o di divorzio, uno dei due coniugi abbia chiesto un assegno per il mantenimento dei figli, la domanda, se ritenuta fondata, deve essere accolta, in mancanza di espresse limitazioni, dalla data della sua proposizione, e non da quella della sentenza, atteso che i diritti ed i doveri dei genitori verso la prole, salve le implicazioni dei provvedimenti relativi all'affidamento, non subiscono alcuna variazione a seguito della pronuncia di separazione o di divorzio, rimanendo identico l'obbligo di ciascuno dei coniugi di contribuire, in proporzionale delle sue capacità, all'assistenza ed al mantenimento dei figli".

La Cassazione ha, dunque, chiaramente evidenziato che, in linea generale, l'obbligo di mantenimento statuito nella sentenza di separazione/divorzio decorre dalla data di proposizione della domanda e che, eventualmente, solo il giudice, per comprovate ragioni, potrà stabilire che tale obbligo decorra da una data diversa.

Alla luce di tali considerazioni, si ritiene che lei debba effettivamente corrispondere alla madre dei suoi figli la differenza tra l'importo dell'assegno stabilito in sentenza e quello che ha corrisposto a partire dalla proposizione della domanda.

Certamente, comunque, laddove lei abbia sostenuto delle spese extra (e ne abbia relativa documentazione giustificativa), che avrebbero dovuto essere divise con la madre, potrà pretendere che le medesime siano conteggiate ai fini della determinazione dell'importo dovuto.

Le consigliamo, dunque, di rispondere alla diffida inviatale dal legale della madre, rendendosi disponibile a corrispondere quanto dovuto, detratte, tuttavia, le spese extra da lei esclusivamente sostenute.


Testi per approfondire questo articolo

  • Alimenti dovuti e mantenimento negoziato

    Collana: Quaderni della Rassegna di dirit. civile
    Pagine: 320
    Data di pubblicazione: dicembre 2008
    Prezzo: 33 €
    Il tema degli alimenti e del mantenimento attraversa gli istituti tradizionali del diritto civile, quali il contratto inter vivos e transmorte, la successione mortis causa, il sistema degli istituti alternativi al testamento, la crisi matrimoniale, la filiazione, la sfera dei bisogni reali dei membri della famiglia, con regole di disciplina spesso autonome e, tuttavia, collegate all'immanenza del fine di sostentamento che intendono realizzare. Prova ne è il fatto che tali argomenti sono... (continua)
  • Assegno di mantenimento e assegno di divorzio

    Autore: Grimaldi
    Data di pubblicazione: luglio 2017
    Prezzo: 23,00 -5% 21,85 €

    Il volume affronta le principali e più dibattute questioni in tema di determinazione e versamento dell’assegno di mantenimento, con una analisi rivolta ai principali nodi critici in relazione ai provvedimenti di natura economica all’interno delle procedure di separazione e di divorzio.

    L’opera offre un aggiornamento degli istituti giuridici già esistenti, volgendo un particolare sguardo... (continua)

  • Il diritto di famiglia
    Filiazione, adozione, alimenti

    Editore: Giappichelli
    Collana: Trattato di diritto privato
    Data di pubblicazione: dicembre 2011
    Prezzo: 75,00 -5% 71,25 €

    Ad undici anni di distanza dalla pubblicazione della prima edizione viene data alle stampe una nuova edizione dei volumi dedicati al Diritto di famiglia del presente Trattato, profondamente rinnovata ed ampliata, per tenere conto delle numerose ed importanti novità normative e della significativa evoluzione giurisprudenziale e dottrinaria tipica di una materia in rapida e continua evoluzione, al fine di tenere il passo con l'evolversi della moderna società. Nei quattro volumi... (continua)

  • Il mantenimento per il coniuge e per i figli nella separazione e nel divorzio

    Editore: CEDAM
    Collana: Biblioteca del diritto di famiglia
    Pagine: 362
    Data di pubblicazione: gennaio 2013
    Prezzo: 37,00 -5% 35,15 €

    Il mantenimento del coniuge e dei figli, in caso di separazione o divorzio, costituisce uno degli argomenti più importanti, ed in grado di dar luogo a controversie, dell’intera branca del diritto di famiglia. Non a caso il libro, esaurito ed introvabile nella prima edizione, è stato oggetto di una nuova scrittura, che lo aggiorna fino all’ultima attualità.

    In particolare, si segnala l’illustrazione della recentissima riforma, avente ad oggetto... (continua)

  • Mantenimento e casa coniugale. Aspetti giuridici ed economici

    Editore: Giuffrè
    Collana: Fatto & diritto
    Data di pubblicazione: marzo 2011
    Prezzo: 20,00 -5% 19,00 €

    Il volume analizza l'istituto del mantenimento del coniuge e dei figli nella separazione e nel divorzio, con un'ampia disamina dei mezzi di tutela e di garanzia predisposti a loro favore. Tra gli strumenti di tutela voluti dal legislatore per attenuare gli effetti della separazione, ci si sofferma, in particolare, sull'assegnazione della casa familiare esaminandone nozione e criteri per l'attribuzione della stessa sia ai figli che al genitore anche non coniugato. Gli argomenti trattati... (continua)