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Articolo 339

Codice di Procedura Civile

Appellabilità delle sentenze

Dispositivo dell'art. 339 Codice di Procedura Civile

Possono essere impugnate con appello le sentenze pronunciate in primo grado, purché l'appello non sia escluso dalla legge o dall'accordo delle parti a norma dell'articolo 360, secondo comma.
È inappellabile la sentenza che il giudice ha pronunciato secondo equità a norma dell'articolo 114 (1).
Le sentenze del giudice di pace pronunciate secondo equità a norma dell'articolo 113, secondo comma, sono appellabili esclusivamente per violazione delle norme sul procedimento, per violazione di norme costituzionali o comunitarie ovvero dei principi regolatori della materia (2).

Note

(1) Le sentenze inappellabili per legge o per accordo tra le parti.
Esempi del primo tipo sono le sentenze che hanno deciso una controversia individuale di lavoro, o in materia di previdenza e assistenza obbligatoria, non superiore a euro 25,82; le sentenze che decidono l'opposizione agli atti esecutivi ex art. 618 del c.p.c.; le sentenze pronunciate secondo equità ai sensi dell'art. 114 del c.p.c.; le sentenze che si pronunciano sulla nullità del lodo arbitrale.
Sono inappellabili per accordo delle parti, le sentenze del tribunale che le parti decidano di impugnare direttamente in cassazione (c.d. ricorso per saltum): in tal caso, il ricorso può proporsi solo per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro (art. 360 del c.p.c.).

(2) Comma così modificato dal d.lgs. 40/2006, che ha reso appellabile davanti al tribunale (per motivi specifici) la sentenza del giudice di pace pronunciata secondo equità ex art. 113, secondo comma, c.p.c. Si tratta di una impugnazione a critica vincolata, in quanto può essere proposta solo:
- per violazione delle norme sul procedimento, ad esempio motivi attinenti alla giurisdizione o alla competenza;
- per violazione di norme costituzionali o comunitarie e dei principi regolatori della materia, intendendosi con questi ultimi le regole fondamentali del rapporto dedotto in giudizio ricavato dal complesso delle norme con le quali il legislatore lo ha disciplinato.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 3005/2014

In tema di impugnazione delle sentenze del giudice di pace pronunziate secondo equità, l'appello per violazione dei principi regolatori della materia è inammissibile, ai sensi dell'art. 342 cod. proc. civ., qualora non indichi il principio violato e come la regola equitativa individuata dal giudice di pace si ponga con esso in contrasto.

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 339 del c.p.c.

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it. Trattasi di quesiti per cui è stato richiesto il servizio di consulenza legale a pagamento o che presentano particolare interesse giuridico in ragione del quale la redazione ha ritenuto di rispondere gratuitamente.

09/01/2014 Lazio
Bernardi Enzo chiede

L'appello nei confronti di una sentenza emessa dal giudice di pace di valore di €.670,00 impugnabile in tribunale in base al disposto dell'art. 113, 2° comma c.p.c, ed in particolare per violazione dei principi regolatori della materia, deve essere redatto secondo quanto richiesto dall'art. 342 c.p.c. La risposta è di interesse in quanto interpellati diversi operatori della giustizia nessuno ha saputo fornire una risposta esauriente.

Consulenza giuridica i 09/01/2014

L'art. 339 del c.p.c. disciplina espressamente all'ultimo comma l'appellabilità delle sentenze del giudice di pace pronunciate ai sensi del secondo comma dell'art. 113 del c.p.c. per violazione dei principi regolatori della materia.
L'art. 342 del c.p.c. è contenuto nel medesimo capo (Capo II - Dell'Appello) del titolo III, libro II del codice di procedura civile, pertanto non si ravvisano ragioni per escludere la sua applicabilità anche al caso specifico di impugnazione della sentenza del giudice di pace.
Per un esempio concreto, si veda la recente sentenza del Tribunale di Verona, sezione terza, 28 maggio 2013 n. 66968, che ha fatto applicazione del c.d. "filtro in appello" previsto dal riformato articolo 342 c.p.c.


12/03/2013 Liguria
Sabrina A. chiede

Ho sollevato eccezione di inammissibilità dell'appello per inappellabilità di una sentenza pubblicata nel 2008 che decideva sull'opposizione agli atti esecutivi. Vorrei sapere se tale eccezione (di inammissibilità appello per inappellabilità sentenza impugnata) è rilevabile d'ufficio o meno. Grazie

Consulenza giuridica i 13/03/2013

L'inammissibilità dell'appello per inappellabilità della sentenza impugnata può essere rilevata d'ufficio sia dal giudice d'appello che dalla Corte di cassazione, ai sensi del secondo comma dell'art. 382 del c.p.c..
In tal senso si veda la sentenza della Suprema corte del 21 novembre 2001, n. 14725, attinente proprio ad una pronuncia di opposizione agli atti esecutivi emessa dal giudice di pace e appellata al tribunale, che aveva deciso nel merito. La Cassazione ha stabilito in quel caso che la decisione del tribunale non poteva essere resa, in quanto la sentenza del giudice di pace non avrebbe potuto essere impugnata mediante appello, ma semmai con il ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost.. Infatti, non è impugnabile con i mezzi ordinari la sentenza resa nella materia dell'opposizione agli atti esecutivi (art. 618, secondo comma, c.p.c.). Nella sentenza si legge: "Il tribunale di Roma, al quale con l'impugnazione, era stata devoluta la questione della regolarità della sottoscrizione dell'atto di precetto, non poteva essere investito dell'appello sulla questione riguardante la regolarità formale dell'atto di precetto e, quindi, avrebbe dovuto dichiarare l'appello inammissibile e non pronunciarsi in merito ad essa.
L'inammissibilità dell'appello può essere rilevata d'ufficio anche in questa sede di legittimità, in quanto attiene ad un presupposto dell'impugnazione
".


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    Dal settembre 2012 il nostro processo civile conosce un nuovo istituto: il filtro in appello. Il libro offre non soltanto una ricostruzione teorico-critica dei nuovi artt. 348-b/s e 348-ter c.p.c. (scritti in un linguaggio che non risulta perspicuo né di agevole esegesi), ma anche la vivida rappresentazione di quel ch'è avvenuto nei palazzi di giustizia, nella vita degli operatori del diritto che s'avvicinano titubanti e circospetti a codesto misterioso filtro e degli... (continua)

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    RELAZIONI

    Giampiero Balena, Le novità relative all’appello

    Mauro Bove, Ancóra sul controllo della motivazione in Cassazione

    Angelo Converso, Il filtro. La prassi delle Corti d’appello

    INTERVENTI

    Vittoria Barsotti

    Girolamo Monteleone.

    Andrea Graziosi.

    Cinzia Gamba

    Roberto Poli

    Giuliano Scarselli

    Antonio Carratta

    Francesco P. Luiso

    Gian Franco Ricci

    (continua)