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Articolo 114

Codice di Procedura Civile

Pronuncia secondo equità a richiesta di parte

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Dispositivo dell'art. 114 Codice di Procedura Civile

Il giudice, sia in primo grado che in appello, decide il merito della causa secondo equità quando esso riguarda diritti disponibili delle parti e queste gliene fanno concorde richiesta [disp. att. 112, 118, 119](1).

Note

(1) Il giudizio di equità di cui alla norma in commento presuppone la disponibilità del diritto oggetto della controversia e la concorde richiesta delle parti, che consiste in un atto di disposizione del diritto controverso. Di conseguenza, può essere formulata personalmente dalla parte o tramite il difensore munito i procura speciale.
Nel caso di un processo con pluralità di parti è necessario distinguere l'ipotesi del litisconsorzio necessario da quello facoltativo. Nel primo caso, il mancato accordo tra le parti impedisce al giudice di decidere secondo equità. Diversamente, nel caso di litisconsorzio facoltativo, se le parti non raggiungono l'accordo necessario alla pronuncia secondo equità, si deve procedere con la separazione delle cause di cui all'art. 103 del c.p.c..


Ratio Legis

La norma descrive la possibilità per il giudice di decidere la controversia secondo equità, quando ricorrono precisi presupposti: deve trattarsi di diritti disponibili dalle parti; queste devono farne concorde ed espressa richiesta e deve riguardare l'intera causa (eq. sostitutiva). La decisione del giudice deve indicare nella motivazione delle ragioni della conclusione, che non deve allontanarsi dai confini delimitati dalle parti. La pronuncia secondo equità non può essere oggetto di appello, ma è ricorribile in Cassazione per difetto dei requisiti richiesti per l'uso di tale regola di giudizio, la cui ricorrenza il giudice avrebbe dovuto accertare preliminarmente.

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