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Dispositivo dell'art. 469 Codice Civile

La rappresentazione ha luogo, in infinito (1), siano uguali o disuguali il grado dei discendenti o il loro numero in ciascuna stirpe.
La rappresentazione ha luogo anche nel caso di unicità di stirpe (2).
Quando vi è rappresentazione, la divisione si fa per stirpi (3).
Se uno stipite ha prodotto più rami, la suddivisione avviene per stirpi anche in ciascun ramo, e per capi tra i membri del medesimo ramo (4).

Note

(1) Mentre la successione legittima non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado, la rappresentazione opera all'infinito, anche cioè tra parenti di settimo, ottavo grado etc. (sia in linea retta che in linea collaterale).

(2) Ad esempio: Tizio ha un solo figlio che però è morto prima di lui, al quale subentrano per rappresentazione uno o più discendenti.

(3) Nella rappresentazione la successione opera per stirpi e non per capi. Un esempio chiarirà il significato di questa disposizione: Tizio muore e lascia come successori i due figli, Primo e Secondo, i quali a loro volta hanno due figli ciascuno. Se Primo e Secondo rinunziano all'eredità, l'eredità di Tizio verrà devoluta per rappresentazione a favore dei quattro nipoti. Se anche uno dei figli di Primo rinunzia all'eredità, la sua quota si accresce solo a favore dell'altro figlio di Primo e non anche a favore dei due figli di Secondo, come invece avverrebbe se i quattro nipoti succedessero per capi e non per stirpi [v. anche 469 nota ].

(4) Ancora una volta ricorriamo ad un esempio: Tizio muore e lascia due figli Tizione e Tizietto che rinunziano entrambi. Tizione ha tre figli (Primo, Secondo e Terzo) e Tizietto quattro (Quarto, Quinto, Sesto e Settimo). L'eredità verrà divisa in due parti quante sono le stirpi: una metà spetterà ai quattro figli di Tizietto che la divideranno in quattro parti uguali (avranno quindi 1/8 ciascuno). L'altra metà dell'eredità spetterà ai tre figli di Tizione ma questi sono già morti, lasciando Primo due figli, Secondo quattro figli e Terzo tre figli. La metà del patrimonio spettante ai figli di Tizione verrà allora ugualmente divisa in tre parti uguali, di cui una spetterà ai due figli di Primo (che avranno così 1/12 ciascuno), un'altra parte ai quattro figli di Secondo (che avranno 1/24 ciascuno), un'altra ancora ai tre figli di Terzo (1/18 ciascuno).


Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

235Questi principi sono enunziati nell'art. 467 del c.c., art. 468 del c.c. e art. 469 del c.c.. Il primo di essi chiarisce il concetto di rappresentazione e ne fissa i limiti nel caso di successione testamentaria, affermando che la rappresentazione non ha luogo se il testatore ha fatto una sostituzione per il caso che l'istituito non possa o non voglia accettare l'eredità. A evitare il dubbio, del resto infondato, che i discendenti dell'istituito non possano reclamare la quota di riserva ,nel caso in cui sia stata disposta la sostituzione, ho posto un chiarimento a questo riguardo nell'art. 536.
L'art. 468 precisa i soggetti tra i quali vi è rappresentazione e le condizioni nelle quali questa ha luogo.
L'art. 469 infine contempla i casi in cui si ha la successione per rappresentazione e il modo in cui si effettua la divisione fra i rappresentanti.
In correlazione ai mutamenti introdotti in questo capo, ho soppresso e modificato talune disposizioni del progetto che non erano più compatibili con i nuovi principii, come sarà di volta in volta avvertito.

Quesiti degli utenti

Quesito numero 4378
ANTONELLA, giovedì 21 luglio 2011 , chiede:
Tizio muore, senza lasciare moglie,figli o genitori.In vita c'è solo una sorella, due figli di un fratello premorto e altri due figli di un altro fratello premorto. Come verrà divisa l'eredità?
Risposta della redazione di Brocardi.it, al quesito N°4378 del venerdì 22 luglio 2011 :

 

In assenza di testamento, si apre una successione legittima a favore della sorella vivente e dei fratelli, in luogo dei quali, essendo premorti, succedono per diritto di rappresentazione ex art. 467 del c.c. i loro discendenti. L’eredità si divide in tre parti. Un terzo va alla sorella e le restanti quote pari ad un terzo verranno divise per due tra i discendenti di ciascun fratello. 



Tag: Successione legittima, Rappresentazione
Quesito numero 4662
Federica, martedì 11 ottobre 2011 , chiede:

Mia cugina è morta, anche i suoi genitori e pure i suoi nonni, sua madre aveva fratelli di cui 3 defunti,mentre suo padre aveva un fratello che è defunto: i figli dei fratelli defunti rientrano nell'eredità?


Risposta della redazione di Brocardi.it, al quesito N°4662 del mercoledì 19 ottobre 2011 :

 

Se la defunta non ha prole nè era coniugata e non ha fratelli viventi, i suoi cugini ereditano per successione legittima ex art. 572 del c.c..


Quesito numero 4825
Angelo D'Anna, giovedì 29 dicembre 2011 , chiede:
Tizio muore e lascia la moglie ed i figli dei suoi 4 fratelli e sorelle premorti. Due nipoti sono peraltro anch'essi premorti ed hnno a loro volta rispettivamente 3 ed un figlio. Cosa spetta alla moglie ed ai nipoti sia diretti (figli di fratelli e sorelle) che discendenti di questi (figli dei nipoti premorti)?
Risposta della redazione di Brocardi.it, al quesito N°4825 del mercoledì 4 gennaio 2012 :

In relazione alle regole sulla successione legittima i fratelli e le sorelle concorrono con gli ascendenti del de cuius e con il coniuge, escludendo i successibili di grado più lontano. In caso di concorso tra coniuge e fratelli, al primo saranno devoluti i 2/3 dell'eredità e ai secondi 1/3 della stessa. In caso di 4 fratelli a ciascuno di loro spetterebbe 1/12 dell'eredità. 

Qualora alcuni dei chiamati all'eredità siano però premorti al de cuius, sarà applicabile l'istituto della rappresentazione, previsto e disciplinato dall'art. 467 del c.c. e ss. La rappresentazione è una devoluzione della chiamata rivolta ai figli e ai discendenti del primo istituito che non può o non vuole succedere. L'istituto opera solo se il primo chiamato è figlio o fratello de de cuius. La rappresentazione avviene per stirpi. Ciò significa che la quota del chiamato che non può o non vuole accettare non si accresce ai chiamati di pari grado, ma viene devoluta ai suoi discendenti e la frazione di tale quota che spetta a ciascuno dei discendenti segue la stessa sorte se qualcuno tra questi rinunzia o non può accettare (ad es. perchè premorto).

Alla luce di quanto esposto deriva che la quota di 1/12 spettante a ciascun fratello del de cuius dovrà essere devoluta in parti uguali ai figli di questi (che se saranno, in ipotesi, due, riceveranno ciascuno 1/24). La quota loro spettante sarà a sua volta, in caso di premorienza, devoluta in parti uguali ai loro discendenti.



Tag: Successione legittima, Rappresentazione, stirpe
Quesito numero 5023
BARBARA, lunedì 27 febbraio 2012 , chiede:
Chi eredita alla morte di un cugino di primo grado (figlio della sorella della nonna materna)che non ha parenti in vita (moglie-figli-genitori)e non ha lasciato testamento? Se uno dei cugini di 1° grado fosse già deceduto avendo però dei figli questi ultimi concorrerebbero all'eredità come i cugini di 1° grado viventi?
Risposta della redazione di Brocardi.it, al quesito N°5023 del lunedì 27 febbraio 2012 :

Innanzitutto è opportuno chiarire come si calcolano, da un punto di vista giuridico, i gradi di parentela, che corrispondono alle generazioni, cioè al rapporto tra generante e generato. Nella parentela in linea retta si calcolano le generazioni risalendo da una persona all'altra fino allo stipite. In linea collaterale si risale dalla persona che interessa fino allo stipite comune, quindi si discende per altra linea calcolando ancora una volta il numero delle persone meno uno (ad es.: i cd. primi cugini, cioè i figli di fratelli, sono parenti di quarto grado). 

Se chi muore senza testamento non lascia prole, nè genitori o ulteriori ascendenti, nè fratelli o loro discendenti, succedono gli altri parenti fino al sesto grado. Qui vale la regola che il più vicino esclude gli altri.

Nel caso di specie, se il figlio del fratello del de cuius (parente di quinto grado) risultasse essere l'unico successibile, poichè non vi sono altri parenti di grado inferiore, l'eredità sarà a lui devoluta secondo le regole della successione legittima. 

 



Tag: Successione legittima, Parentela
Quesito numero 5430
Luca, mercoledì 25 aprile 2012 , chiede:
Tizio muore, era vedovo e l'unico figlio era premorto. Vi è in vita un nipote (figlio del figlio premorto) e 3 sorelle del de cujus. Come viene suddivisa l'eredità?
Risposta della redazione di Brocardi.it, al quesito N°5430 del mercoledì 25 aprile 2012 :

Nella successione legittima, la legge determina un sistema completo di categorie di successibili, che vanno dai più stretti congiunti fino allo Stato. Regola cardine è quella dell'esclusione per prossimità di grado, in base alla quale il parente più prossimo esclude tutti gli altri. Tale regola viene superata quando sussistono i presupposti della rappresentazione.

Nel caso in cui un discendente sia premorto al de cuius viene in applicazione l'istituto della rappresentazione ai sensi dell'[[467 e ss cc]], in virtù del quale i discendenti legittimi o naturali del fratello o figlio del de cuius primo chiamato all'eredità, subentrano nel luogo e nel grado del loro ascendente nel caso in cui questi non possa o non voglia accettare. 

Pertanto, nel caso di specie, l'eredità andrà devoluta al nipote del de cuius che gli succede direttamente per rappresentazione, mentre non potranno vantare alcun diritto successorio le sorelle (il parente più prossimo esclude tutti gli altri).

 



Tag: Successione legittima, diritto di rappresentazione
Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti di interesse.