Giunto alla seconda edizione, il volume esamina l'istituto, di antiche origini, ma sempre attuale attraverso il quale un soggetto dispone della sua ricchezza nel periodo successivo alla sua morte: il testamento. Dopo avere analizzato le nozioni principali, il contenuto e la capacità di testare, l'Autore si sofferma sull'analisi delle tipologie di testamento: olografo, pubblico, segreto ed internazionale; per poi dedicare attenzione sia agli elementi accessori che possono essere allo... (continua)
L’attuale contesto sociale ed economico, caratterizzato da un’accentuata discontinuità e da una forte accelerazione dei processi di cambiamento, rende le attività economiche e professionali costantemente caratterizzate dal fattore "rischio" e sempre più crea la necessità di salvaguardare il patrimonio personale. Il sistema normativo ci offre alcuni istituti con caratteristiche diverse che si rivelano validi ed efficaci strumenti di tutela del... (continua)
L’Opera approfondisce tutte le tematiche in materia di rinuncia di eredità e di legato ed, in particolare, oltre all’esame dei principi generali, si sofferma sui soggetti legittimati alla rinunzia, gli effetti, la struttura e i diversi tipi dell’atto di rinunzia.
Il volume, aggiornato alla recente giurisprudenza di merito e di legittimità, risulta essere un fondamentale strumento sia per l’approfondimento della materia sia per la pratica... (continua)
L'erede può chiedere il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque possiede tutti o parte dei beni ereditari a titolodi erede o senza titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi [534, 535] (1) (2).
L'azione è imprescrittibile, salvi gli effetti dell'usucapionerispetto ai singoli beni [1158 ss.] (3).
(1) È, questa, l'azione di petizione, con la quale l'erede chiede il riconoscimento della sua qualifica contro chiunque possieda tutti o parte dei beni ereditari (a titolo di erede o senza alcun titolo), allo scopo di ottenere la restituzione. Tale azione ha carattere universale, perché l'erede non chiede il riconoscimento di un diritto su un singolo bene, ma il riconoscimento della sua qualità di erede per subentrare nella stessa posizione giuridica del defunto.
(2) Solo l'erede può esercitare l'azione di petizione.
Non può, invece, farlo il semplice chiamato, che non ha ancora accettato, in quanto i suoi poteri sono limitati alla conservazione della consistenza ereditaria. L'azione esperita dal semplice chiamato non sarà, però, rigettata perché, agendo, il chiamato avrà compiuto un'accettazione tacita.
Nemmeno possono servirsene il curatore dell'eredità giacente [v. 528], perché esso viene nominato solo in mancanza dell'erede, e l'acquirente dell'eredità, perché questi non può chiedere l'accertamento di una qualifica che non possiede [v. 1542 ss.].
(3) L'erede non può servirsi dell'azione di petizione, oltre che rispetto al diritto usucapito da altri, anche in relazione ai diritti definitivamente estinti sui beni ereditari.
L'azione di petizione tutela l'erede dal pericolo che soggetti non aventi diritto si approprino dei beni del defunto, con definitivo pregiudizio dell'erede stesso.
(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)
258Nell'art. 533 del c.c. ho modificato la definizione della petizione di eredità, allo scopo di mettere in rilievo che il carattere universale della petitio non consiste nel fatto che il convenuto possiede l'eredità o parte di essa, come appariva dalla vecchia formula che impropriamente parlava di un possesso dell'eredità (si possiedono in realtà beni singoli e non l'eredità come universitas), ma è riposto invece nel riconoscimento della qualità di erede, presupposto essenziale per la condanna del possessore alla restituzione. L'art. 532 del c.c. configura la petitio come un'azione di condanna, perché questo è l'atteggiamento tipico di tale azione, ma è chiaro che ciò non può menomamente pregiudicare l'ammissibilità di una pura azione di accertamento della qualità di erede, la quale discende dai principii generali del nostro diritto processuale.
Le problematiche relative all'interpretazione e all'autonomia del testamento sono spesso oggetto di contenzioso nei tribunali e di particolare interesse per il notaio. Negli ultimi cinquant'anni si sono verificati molti cambiamenti: è stato introdotto il patto di famiglia, mitigando il divieto dei patti successori; l'era di internet e delle nuove tecnologie consentono di disporre per testamento beni un tempo impensabili; la causa del contratto è concepita dalla Suprema Corte... (continua)
L'opera offre all'interprete una trattazione esaustiva e completa delle tematiche tradizionali come dei nuovi orizzonti del diritto di famiglia e, nel contempo, risponde alle esigenze dell'operatore pratico, bisognoso di uno strumento di facile consultazione e di immediato collegamento con la prassi delle corti. Con tale chiave di lettura metodologica, il fine ultimo dell'impegno interpretativo degli autori è stato la ricostruzione del diritto "vivente" che regola le moderne... (continua)