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Articolo 47 Testo unico edilizia

(D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380)

[Aggiornato al 30/11/2020]

Sanzioni a carico dei notai

Dispositivo dell'art. 47 Testo unico edilizia

1. Il ricevimento e l'autenticazione da parte dei notai di atti nulli previsti dagli articoli 46 e 30 e non convalidabili costituisce violazione dell'articolo 28 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, e successive modificazioni, e comporta l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge medesima.

2. Tutti i pubblici ufficiali, ottemperando a quanto disposto dall'articolo 30, sono esonerati da responsabilità inerente al trasferimento o alla divisione dei terreni.

Spiegazione dell'art. 47 Testo unico edilizia

La norma in commento riprende il disposto del previgente art. 21. L. n. 47/1985, stabilendo i riflessi disciplinari a carico dei Notai per il ricevimento e l’autenticazione degli atti affetti da nullità ai sensi degli artt. 30 e 46 del Testo Unico.

Quanto all’art. 28 della Legge professionale dei notai citato dal comma 1, si nota che esso sancisce il divieto di ricevere atti "espressamente proibiti dalla legge o manifestamente contrari al buon costume o all'ordine pubblico” e costituisce un’eccezione al generale dovere gravante sui Notai, di cui all’art. 27 della stessa Legge, di prestare il proprio ministero ogni volta che ne siano richiesti.

Il richiamo operato dal Testo Unico a tale divieto, che potrebbe sembrare a prima vista ridondante o poco utile, si spiega avendo riguardo al contrasto giurisprudenziale sorto in relazione alla portata applicativa dell’articolo 28, L. n. 89/1913.

Una più risalente linea interpretativa riteneva applicabile tale norma, e le connesse sanzioni disciplinari, a tutti gli atti contrari a disposizioni di legge, e cioè non aderenti alle norme giuridiche di ordine formale e sostanziale per essi previste a pena di nullità o annullabilità.

A partire dagli anni ‘90, però, la giurisprudenza di legittimità ha adottato un approccio progressivamente più circoscritto e restrittivo, che viene seguito ancora oggi, secondo quale il divieto in questione attiene soltanto ai vizi che diano luogo ad una nullità assoluta dell'atto, con esclusione, quindi, dei vizi che comportino l'annullabilità o l'inefficacia dell'atto, ovvero la nullità relativa.
In particolare, è necessario che la nullità dell’atto sia inequivoca ed indiscutibile, dovendosi dunque intendere l’avverbio “espressamente” utilizzato nell’art. 28, L. n. 89/1913, nel senso di “inequivocabilmente”.
Di qui l’opportunità di esplicitare il riferimento alla Legge professionale relativa ai Notai.

Il secondo e ultimo comma dell’articolo in commento, invece, non riguarda i profili deontologici, ma introduce un’esimente –applicabile a tutti i pubblici ufficiali- relativa agli atti di trasferimento di terreni che si siano rivelati ex post finalizzati alla realizzazione di una lottizzazione abusiva.
Il rispetto delle regole formali imposte dall’art. 30 del Testo Unico impedisce di addossare la responsabilità a carico del Pubblico Ufficiale, salvo che sia configurabile l’ipotesi di concorso nel reato.

Massime relative all'art. 47 Testo unico edilizia

Cass. civ. n. 3526/2008

In tema di responsabilità disciplinare dei notai, poiché il divieto (imposto dall'art. 28, primo comma, n. 1, della L. n. 89 del 1913) di ricevere atti "espressamente proibiti dalla legge" riguarda gli atti affetti da nullità assoluta, e non da mera annullabilità, inefficacia o nullità relativa, la sanzione prevista dalla Legge Notarile non è applicabile a carico del notaio che abbia allegato ad un atto pubblico di compravendita un certificato di destinazione storico-urbanistica non riportante la destinazione attuale della particella compravenduta, trattandosi di atto di cui l'art. 30, comma 4-bis, del D.P.R. n. 380 del 2001 non prevede la nullità assoluta, ma una invalidità sanabile, stante la possibilità di una sua "conferma" o "integrazione" anche ad opera di una sola delle parti o dei suoi aventi causa.

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