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Diritto di famiglia -

Il principio del "best interest of the child" nelle relazioni familiari

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2020
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Palermo
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
La tesi ricostruisce le norme fondamentali in materia di diritto minorile e si sofferma sull'analisi svolta dalla giurisprudenza, anche sovranazionale.
Il principio dei best interest of the child è principio informatore di tutta la normativa a tutela del fanciullo e garantisce che, nelle decisioni lo riguardano, il giudice debba abbandonare ogni preconcetto e idea personale per potersi immedesimare nel bambino. È, dunque, criterio interpretativo nell'ordinamento minorile ma anche principio generale utilizzato dalla giurisprudenza per elaborare delle revisioni di posizioni consolidate.
Alla base di provvedimenti del giudice in ambiti quali crisi coniugale, maternità surrogata e minori che vivono all'interno di contesti familiari mafiosi ma anche adozione omogenitoriale, il principio del superiore interesse del minore è sempre presente.
Volendo procedere ad una disamina dell'applicazione pratica di tale principio, è interessante fare riferimento alla legge 149/2001 che riconosce e garantisce la presenza di figure idonee tipicamente genitoriali.
In questo quadro giuridico si inserisce l'adozione come istituto che garantisce una soglia minima di cura al minore e quindi assistenza morale e materiale.
La famiglia tutelata dal nostro ordinamento è la cosiddetta famiglia degli affetti e, dunque, non viene più data rilevanza all'esistenza di un vincolo genetico tra componenti.
L'art. 44 della legge 184 del 1983 prevede l'adozione in casi speciali e un riconoscimento giuridico a quei rapporti di genitorialità da parte dei genitori che concretamente si prendono cura del minore.
Essendo una tesi interdisciplinare, i primi tre capitoli affrontano l'ambito civile della questione del best interest of the child in situazioni di crisi familiare, adozione (anche omogenitoriale), e maternità surrogata.
Il quarto e ultimo capitolo riprende la normativa del Codice Rosso e diverse norme di impronta penale e processuale penale relative alle situazioni di violenza assistita e di contesti familiari mafiosi in cui i minori si trovano a vivere.

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