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Diritto dell'unione europea -

La nuova governance economica e finanziaria europea. Trasformazioni istituzionali e sviluppo dell'integrazione amministrativa

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2015
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi Roma Tre
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
“L’Europa si farà nelle crisi e sarà la somma delle soluzioni date a queste crisi”, scriveva nel 1976 Jean Monnet, ideatore della dichiarazione di Robert Schuman, che nel 1950 lanciò l’Alta Autorità della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, embrione della futura integrazione politico-economica dell’area.
In questo lavoro si affronta il tema della riforma della governance economica e finanziaria europea, avviata in Europa a seguito della crisi del debito sovrano del 2010. Il tentativo è quello di rispondere ad interrogativi quanto mai attuali: quali trasformazioni ha prodotto la crisi sugli assetti politici, costituzionali ed istituzionali all’interno dell’Unione europea? Verso quali direzioni si è spinto finora il progetto di riforma della governance economica e finanziaria europea? Che tipo di trasformazioni la riforma ha messo per ora in atto nell’Eurozona? E, per quanto attiene più specificamente ai profili di diritto amministrativo europeo, come si sta modificando l’integrazione amministrativa europea? In che modo le trasformazioni politiche stanno incidendo sul corpo del diritto amministrativo europeo? L'elaborato è diviso in quattro capitoli.
Nel primo capitolo vengono analizzati i principali riflessi della crisi nel rapporto tra Stati, mercati ed economia nel contesto europeo: le trasformazioni del processo decisionale politico nell’ambito dell’economia, il passaggio da uno Stato “regolatore” ad uno Stato “co-assicuratore”, l’innalzamento dei canoni di sana e prudente gestione finanziaria a regole generali e vincolanti per la pubblica amministrazione nel suo complesso e la progressiva espansione dei poteri della BCE.
Nel secondo capitolo vengono ricostruite, in chiave critica, le prime due direttrici lungo le quali si è articolata la riforma della governance economica e finanziaria europea: le politiche di assistenza finanziaria agli Stati dell’Eurozona e le politiche di coordinamento macroeconomico e di bilancio.
Con riferimento alla prima direttrice, si analizza, in primo luogo, il passaggio dalla “emergenzialità” alla “stabilità” dei meccanismi di assistenza finanziaria, ricostruendo il percorso normativo che, dagli accordi bilaterali di salvataggio su base volontaria a favore della Grecia, ha condotto, passando per la predisposizione di meccanismi di assistenza finanziaria temporanei, all’introduzione di un meccanismo permanente a tutela della stabilità monetaria della zona euro, il MES.
In secondo luogo, si cerca di ricostruire i rapporti, in termini di compatibilità o meno, fra la “politica di condizionalità”, adottata all’interno dei meccanismi di assistenza finanziaria, e il rispetto dei diritti sociali, anche alla luce della più recente giurisprudenza europea e degli Stati membri. Con riferimento alla seconda direttrice, viene richiamata, invece, la catena normativa che, partendo dal Patto Euro plus e continuando con il Six Pack e il Two Pack, ha condotto fino al Fiscal compact, nell’ottica di un maggior coordinamento macroeconomico e di un rafforzamento dei vincoli di bilancio.
Nel terzo capitolo ci si concentra sugli effetti che la seconda direttrice della riforma in esame sta producendo negli ordinamenti nazionali di alcuni Stati membri. Vengono analizzate e comparate, a tal fine, le recenti riforme costituzionali con cui, negli ultimi anni, è stato introdotto nelle Carte costituzionali di Germania, Spagna ed Italia il principio del pareggio/equilibrio di bilancio e le scelte seguite, invece, in Francia, in cui, a fronte di un progetto di riforma costituzionale, si è preferito, sulla scorta delle indicazioni espresse dal Conseil Constitutionnel, rafforzare la disciplina interna in materia di bilancio attraverso una legge organica.
Il quarto capitolo è incentrato sulla terza direttrice della riforma in esame, ovvero la creazione di un’Unione bancaria europea (UBE), articolata su tre pilastri: un Meccanismo di Vigilanza Unico, un Meccanismo di Risoluzione Unico e uno Schema unico di Garanzia dei Depositi.
Nelle conclusioni del lavoro si cerca di mettere in evidenza come la nuova governance economica e finanziaria europea abbia finora messo in moto due processi: 1. Il passaggio dell’Unione economica e monetaria da “comunità di benefici” a “comunità di benefici e di rischi”; 2. Lo sviluppo di un inedito movimento ascendente di penetrazione e integrazione dei diritti nazionali all’interno dell’ordinamento sovranazionale, in cui i primi entrano a far parte del diritto sostanziale applicabile da un’istituzione europea, la BCE, mirando alla realizzazione di un sistema giuridico unitario e integrato. Le dinamiche evolutive sono ancora in pieno svolgimento e l’equilibrio finora raggiunto costituisce solo una tappa di un disegno più profondo, messo alla prova dal sopraggiungere della nuova crisi economico-sanitaria del 2020.

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Norme di riferimento

  • Artt. 119, 122, 123, 125, 127, commi 1 e 2, 136, 197, TFUE
    Reg. UE 407/2010, dell’11.05.2010, istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilizzazione Finanziaria (MESF)
    Six Pack (reg. n. 1173/2011 del 16.11.2011; reg. n. 1174/2011 del 16.11.2011; reg. n. 1175/2011 del 16.11.2011; reg. n. 1176/2011 del 16.11.2011; reg. n. 1177/2011 dell'08.11.2011; direttiva n. 2011/85/UE del Consiglio dell'08.11.2011)
    Patto Euro Plus del 24-25.03.2011