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Diritto civile -

La meritevolezza degli interessi sottostanti alle opzioni put a prezzo predefinito

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2019
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea (vecchio ordinamento)
ATENEO: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
La crescente diffusione, nella prassi societaria, di tecniche di finanziamento dell’impresa moderne ed alternative al “tradizionale” prestito obbligazionario, ha posto al centro del dibattito dottrinale il tema della partecipazione di tutti i soci al rischio economico.
Tra le altre, le opzioni put & call, ossia quelle clausole parasociali che consentono di mantenere ferma una proposta contrattuale di acquisto (call) o di vendita (put) per un dato lasso temporale, hanno obbligato gli studiosi ad interrogarsi sulla loro compatibilità con il nostro ordinamento, stante il divieto di patto leonino posto dall’art. 2265, cod. civ.. Questo, infatti, nel disporre che «è nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite», parrebbe idoneo a invalidare qualsiasi pattuizione – tra cui quelle in esame – che sia tale da risolversi in una via d’uscita senza rischio dalla società. Non è un caso, del resto, che le opzioni put in particolare vengano generalmente annoverate – al pari delle clausole di tag along e drag along – tra le cd. way-out clauses.
Il presente elaborato, pertanto, si pone il proposito di argomentare, grazie anche al contributo di una parte consistente della dottrina e della più recente giurisprudenza di ultima istanza, in favore della legittimità di siffatte clausole, la cui interpretazione non può prescindere dalla possibilità riconosciuta nel nostro ordinamento di concludere contratti atipici che siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela.

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