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Diritto processuale penale -

La disciplina delle intercettazioni tra tutela della riservatezza ed esigenze investigative

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2018
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą Telematica Pegaso
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Obiettivo di questa tesi è quello di dare una panoramica generale, dopo un'approfondita disamina della giurisprudenza e della prassi al tempo della previgente normativa, della nuova disciplina riguardante la procedura delle intercettazioni così come modificata dalla cosiddetta riforma Orlando. Nei primi due capitoli vengono definiti i presupposti costituzionali e procedurali. In particolare nel primo capitolo si è trattato dell'art. 15 Cost. e delle riserve di legge e di giurisdizione a esso afferenti; sono stati definiti i termini di comunicazione e conversazione, e la differenza tra riservatezza e privacy; infine sono stati enucleati gli aspetti oggettivi e soggettivi del concetto di intercettazione, specialmente della natura di mezzo di ricerca della prova "a sorpresa". Nel secondo capitolo si è trattato in generale del procedimento di effettuazione delle intercettazioni, a partire dai presupposti legali e finendo con la selezione degli esiti captativi, oltre che della dottrina e della giurisprudenza riguardanti gli aspetti discrezionali e più delicati della procedura, che hanno sicuramente contribuito al fiorire dei dibattiti: la motivazione degli atti, i presupposti della procedura d'urgenza; inoltre sono state introdotte le nuove procedure riguardanti il deposito e il relativo termine di consultazione e copia degli atti dato alla difesa, e le motivazioni della posticipazione dell'attività di trascrizione. Nel terzo capitolo si è in generale parlato dell'utilizzabilità delle intercettazioni, quindi della storica sentenza della Corte Costituzionale 34/1973, proseguendo poi con la disamina dell'art. 271 c.p.p. e della giurisprudenza circa l'utilizzabilità delle videoregistrazioni. Nel quarto e ultimo capitolo viene introdotta la riforma: si sviscerano dalla legge delega i principi legati alla creazione della riforma delegata, e si confronta l'effettivo rispetto di essi all'interno del decreto legislativo, oltre alla disciplina relativa al captatore informatico e dell'introduzione del nuovo reato di illecita diffusione di riprese e registrazioni; se ne evidenziano poi i vari rilievi effettuati dalla dottrina.

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