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Diritto e salute -

Il danno da perdita di chance nella responsabilitą medica

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2017
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Bologna
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Il presente elaborato tratta il tema del danno da perdita di chance, che è stato riconosciuto dalla nostra giurisprudenza solo in tempi relativamente recenti.
Il termine “chance” deriva dall’espressione latina cadentia, che stava ad indicare il rotolare dei dadi. Con tale termine si vuole, dunque, intendere oggi la possibilità di conseguire un determinato risultato.
La figura del danno da perdita di chance viene importata dalla giurisprudenza francese e viene inizialmente adoperata dalla giurisprudenza in relazione all’ambito lavorativo e solo più avanti anche in relazione al settore medico.
È proprio in questo ambito del diritto che questa tipologia di pregiudizio presenta le maggiori complessità circa una sua qualificazione uniforme e di conseguenza circa i criteri da adottare per la sua risarcibilità.
Secondo l’orientamento prevalente, sia in dottrina che in giurisprudenza, il danno da perdita di chance si configura quale danno patrimoniale, che due opinioni tra loro contrapposte riconducono al lucro cessante, ovvero al danno emergente.
Nel presente lavoro si partirà dalla classica distinzione delle tipologie di danno afferenti la responsabilità civile, analizzandone lo sviluppo che si è avuto nel corso degli ultimi decenni.
Con riferimento, invece, ai danni non patrimoniali, si evidenzierà la loro evoluzione, dall’entrata in vigore del Codice Civile ai nostri giorni, per mettere in risalto come si sia andata ad ampliare la categoria dei beni tutelati sottolineandone la loro natura omnicomprensiva che racchiude ogni tipo di pregiudizio all'integrità dell'individuo in tutti i suoi aspetti dinamico-relazionali.
Successivamente si analizzerà come l’evoluzione della giurisprudenza di legittimità, sollecitata dalla sempre più avvertita esigenza di garantire l'integrale riparazione del danno ingiustamente subito, comincerà ad affermare l’esistenza del danno da perdita di chance, di cui in dottrina già si discuteva da tempo. Verrà fatto particolare riferimento all’ambito medico-legale, nel quale l’inserimento di tale tipologia di pregiudizio presenta notevoli problemi e dibattiti.
Si farà riferimento alla prima affermazione del danno da perdita di chance di sopravvivenza ad opera della Suprema Corte con la sentenza n. 4400/2004. In tale circostanza la Cassazione cerca di fornire una definizione di questo pregiudizio.
La trattazione riguardante questo tipo di danno prenderà in considerazione i principali orientamenti dottrinali che si sono sviluppati nel nostro sistema, evidenziandone le differenze e le perplessità, nonché le ripercussioni che l’adesione ad una ovvero ad un’altra linea di pensiero comportano nella qualificazione e nel risarcimento del danno da perdita di chance.
Una prima spaccatura, come si avrà modo di osservare, emerge in merito alla possibilità che il danno da perdita di chance in ambito medico sia configurato danno meramente patrimoniale, negando la possibilità che lo stesso venga risarcito quale danno non patrimoniale, e ciò anche laddove il bene finale leso sia la salute della vittima.
Infine, si andrà ad analizzare alcune importanti pronunce della Suprema Corte, dando rilievo agli aspetti che nel corso degli anni si sono consolidati.
Verrà dato in particolare spazio ai passaggi salienti e agli aspetti più significativi delle costruzioni della giurisprudenza di legittimità in relazione al danno da perdita di chance di guarigione o di sopravvivenza.
Nella parte finale ci si soffermerà infine sull’applicazione della perdita di chance ai soggetti affetti da patologie terminali, a dimostrazione di come negli anni questa tipologia di danno abbia trovato sempre più estensione.

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