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Diritto processuale penale -

Contributi dichiarativi e irripetibilitą

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2015
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Palermo
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
La tesi di laurea si propone di analizzare il rilevo assunto dalla irripetibilità dei contributi dichiarativi in ambito processualpenalistico, alla luce dei principi del giusto processo ai sensi dell'art. 111 Cost., nonché della rilevante influenza derivante dall'art. 6 CEDU. L'analisi si sofferma sull'esame del suddetto articolo 111 Cost., delle principali norme dettate in ambito europeo, nonché dei tre articoli del codice di procedura penale principali per la trattazione, e cioè 500, 512 e 513 c.p.p., compendiati dalle norme utili a fornire un'interpretazione chiara ma senza alcuna pretesa di esaustività. Il primo capitolo è relativo alle norme del giusto processo comunitario e italiano. Il secondo capitolo, relativo all'art. 500 c.p.p., tratta delle contestazioni durante l'esame testimoniale, necessario nel valutare l'applicazione e l'assimilazione dei principi di contraddittorio, oralità e immediatezza in conformità a quanto previsto sia nell'art. 111 Cost. che nei principi di common law: in particolare, se il “precedente difforme” può essere utilizzato a fini probatori ovvero anche per valutare la credibilità del teste. Il terzo capitolo, che tratta dell'art. [n512cpp]] c.p.p. riguardante la lettura di atti per sopravvenuta impossibilità di ripetizione, è uno degli aspetti centrali della trattazione della tesi. Questo articolo consente l'acquisizione in dibattimento degli atti assunti durante le indagini e l'udienza preliminari, divenuti irripetibili. Presupposto è l'irripetibilità sopravvenuta causata da fatti o circostanze imprevedibili, pur mancando espressi interventi legislativi volti ad individuare cosa si intenda per “irripetibilità sopravvenuta”. Particolare attenzione è stata dedicata alla disciplina degli atti leggibili rientranti nella fattispecie dell'art. 512 c.p.p., costituendo eccezioni al generale principio previsto dalle norme codicistiche. Il quarto capitolo è dedicato all'art. 513 c.p.p. il quale tratta della lettura delle dichiarazioni rese dall'imputato durante le indagini preliminari o l'udienza preliminare, alla luce dei contrasti avvenuti tra le formulazioni addotte dal legislatore e le interpretazioni rese dalla Corte Costituzionale, con particolare attenzione alla l. 267 del 1997 e la sent. Cost. 361 del 1998, fino all'attuale versione. Questa, tuttavia, si scontra con i problemi interpretativi nascenti dal coordinamento con l'art. 210 c.p.p., risolti propendendo per un'interpretazione congiunta, per cui l'uno trova applicazione nei limiti previsti dall'altro.

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