AUTORE:
Lamyaa Hakim
ANNO ACCADEMICO: 2026
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Università degli Studi di Bologna
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
La tesi analizza il rapporto tra arbitrato e diritto dell’Unione europea, mettendo in evidenza la tensione tra l’autonomia privata, che costituisce il fondamento dell’arbitrato, e l’esigenza di preservare l’autonomia, l’uniformità e l’effettività dell’ordinamento dell’Unione. L’obiettivo è verificare in quali limiti l’arbitrato possa operare all’interno dello spazio giuridico europeo senza compromettere i principi fondamentali del diritto UE.
Dopo una ricostruzione storica e teorica dell’istituto arbitrale, la ricerca esamina le fonti del diritto dell’Unione, i principi del primato, dell’effetto diretto, della tutela giurisdizionale effettiva e il ruolo della Corte di giustizia dell’Unione europea.
L’analisi si concentra poi sull’evoluzione della giurisprudenza della CGUE attraverso le sentenze Eco Swiss, West Tankers, Achmea, Komstroy e PL Holdings, che hanno progressivamente rafforzato il principio di autonomia dell’ordinamento europeo e ridotto gli spazi dell’arbitrato di investimento intra-UE.
La conclusione evidenzia che l’arbitrato rimane uno strumento essenziale di risoluzione delle controversie, ma non può essere considerato un sistema separato dal diritto dell’Unione. Esso deve operare nel rispetto delle norme imperative e dei principi strutturali dell’ordinamento europeo, in particolare quando le controversie coinvolgono l’interpretazione o l’applicazione del diritto UE.
Dopo una ricostruzione storica e teorica dell’istituto arbitrale, la ricerca esamina le fonti del diritto dell’Unione, i principi del primato, dell’effetto diretto, della tutela giurisdizionale effettiva e il ruolo della Corte di giustizia dell’Unione europea.
L’analisi si concentra poi sull’evoluzione della giurisprudenza della CGUE attraverso le sentenze Eco Swiss, West Tankers, Achmea, Komstroy e PL Holdings, che hanno progressivamente rafforzato il principio di autonomia dell’ordinamento europeo e ridotto gli spazi dell’arbitrato di investimento intra-UE.
La conclusione evidenzia che l’arbitrato rimane uno strumento essenziale di risoluzione delle controversie, ma non può essere considerato un sistema separato dal diritto dell’Unione. Esso deve operare nel rispetto delle norme imperative e dei principi strutturali dell’ordinamento europeo, in particolare quando le controversie coinvolgono l’interpretazione o l’applicazione del diritto UE.