Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 1 Preleggi

Indicazione delle fonti

Dispositivo dell'art. 1 Preleggi

Sono fonti del diritto (1) (2): 1) le leggi; 2) i regolamenti [3]; 3) [le norme corporative] (3); 4) gli usi (4).

Note

(1) Deve precisarsi che, nell'ambito della disposizione in esame, il termine fonte fa riferimento a fenomeni tra loro eterogenei: e cioè, sia a fattori che determinano il sorgere del precetto giuridico (c.d. fonti materiali, es.: la consuetudine) sia ai procedimenti che la norma deve percorrere per ottenere il crisma della giuridicità (c.d. fonti formali, es.: la legge). Ancora, la disposizione in commento sembra adottare un concetto formale di fonte: è cioè, fonte del diritto ciò che promana da una determinata autorità, secondo un certo procedimento di adozione e che abbia un certo nomen juris. Va tuttavia avvertito che, secondo i prevalenti orientamenti dottrinali e giurisprudenziali, per aversi fonte normativa occorre che ai requisiti formali si accompagni necessariamente un contenuto caratterizzato dalla generalità (deve rivolgersi, cioè, alla comunità nella sua totalità) e dall'astrattezza (deve, cioè, essere suscettibile di applicazione indefinita) nonché innovativo del precedente assetto normativo.
(2) L'individuazione di ciò che può qualificarsi «fonte del diritto» conserva importanti implicazioni e non solo su di un piano strettamente dogmatico. Difatti: soltanto alle fonti del diritto è applicabile il principio jura novit curia, in virtù del quale spetta al giudice conoscere il diritto applicabile ai fatti provati dalle parti; soltanto alle norme poste dalle fonti del diritto sono applicabili i criteri interpretativi dettati dall'art. 12; soltanto per la violazione delle norme poste da esse è ammesso il ricorso in Cassazione ex art. 111 Cost.
(3) Il r.d.l. 9-8-1943, n. 721 ha soppresso l'ordinamento corporativo. Il d.lgs.lgt. 23-11-1944, n. 369 ha successivamente soppresso le organizzazioni sindacali fasciste. Per la sopravvivenza delle norme relative alla disciplina dei contratti collettivi di lavoro, vedi 7 nota .
(4) L'elencazione delle fonti, contenuta nell'articolo in esame, conserva la propria validità anche a seguito della successiva entrata in vigore della Costituzione Repubblicana. Questa, difatti, non ha provveduto a dettare un'elencazione tassativa delle fonti, come invece sarebbe stato auspicabile in un sistema a costituzione rigida (suscettibile, cioè, di modificazione od integrazione solo a seguito di una procedura speciale): pertanto, l'elencazione qui dettata, che già nel sistema previgente aveva valore meramente ricognitivo, va integrata con i dettami costituzionali. Inoltre, è comune opinione della dottrina che vi sia continuità storica tra l'ordinamento vigente e il Regno d'Italia: devono, pertanto, considerarsi tuttora vigenti le norme prodotte nel precedente sistema costituzionale non espressamente abrogate da norme successive dello stesso livello gerarchico e non dichiarate dalla Corte costituzionale incompatibili con i principi costituzionali.

Ratio Legis

L'avvento della Costituzione Repubblicana ha innovato al previgente sistema delle fonti in un duplice senso: ha, innanzitutto, aggiunto ulteriori fonti a quelle già contemplate dalla disposizione in esame, rompendo il monopolio legislativo in ossequio alla sua vocazione pluralista; ha, quindi, modificato i criteri che regolano i rapporti tra le fonti. Nel primo senso, sono attualmente fonti di diritto (secondo un'elencazione non tassativa): la Costituzione; le leggi costituzionali di revisione ed integrazione della Costituzione nonché, in genere, le leggi di rango costituzionale (es.: gli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale); le leggi ordinarie dello Stato; gli atti normativi del governo (decreti legge e decreti legislativi); il referendum popolare abrogativo; gli Statuti Regionali ordinari, le leggi regionali; le fonti comunitarie; i contratti collettivi di lavoro; i regolamenti governativi, regionali, provinciali, comunali e degli altri enti pubblici; la consuetudine etc. Nel secondo senso, il principio di gerarchia delle fonti (le fonti di grado superiore possono abrogare quelle inferiori ma non possono essere modificate da queste ultime) si è specificato nel senso imposto dalla rigidità della Costituzione attuale: la modificazione o l'abrogazione delle norme costituzionali non può più attuarsi a mezzo della legge ordinaria, ma soltanto secondo la procedura, aggravata da maggioranze qualificate, dettata dalla stessa Costituzione.

Brocardi

Consuetudo
Consuetudo contra legem
Ubi ius, ibi societas
Ubi societas ibi ius

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!