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Articolo 70 Legge sulla protezione del diritto d'autore

(L. 22 aprile 1941, n. 633)

Dispositivo dell'art. 70 Legge sulla protezione del diritto d'autore

1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.

1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma.

2. Nelle antologie ad uso scolastico la riproduzione non può superare la misura determinata dal regolamento, il quale fissa la modalità per la determinazione dell'equo compenso.

3. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull'opera riprodotta.

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Consulenze legali
relative all'articolo 70 Legge sulla protezione del diritto d'autore

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Laura R. chiede
domenica 16/12/2018 - Umbria
“Buongiorno, sono scrittrice e giornalista. Dovrei pubblicare un saggio che vi invierò via mail con una piccola casa editrice di Trieste.
Vorrei sapere, per rapportarmi correttamente con il mio editore e con quelli delle opere su cui verte il mio saggio critico (...omissis...), se le citazioni che riporto nel mio lavoro si possono intendere compatibili con quanto afferma l'art. 70 della Legge 22 aprile 1941 n. 63 e altre eventuali applicazioni o interpretazioni; o se invece ritenete che sia opportuno far chiedere dal mio editore un'autorizzazione agli altri editori rispetto alle opere citate.
Per rendere più agevole il vostro parere ho evidenziato a colori diversi le citazioni che riguardano le varie opere (un diverso colore per ogni romanzo analizzato). Faccio presente, perché credo abbia importanza, che si tratta di romanzi che superano le 400 (....omissis...) e 500 pagine (...omissis...).
La mia tesi critica e le ragioni del mio lavoro sono bene espresse nell'introduzione, vi invierò comunque anche una breve sinossi del saggio qualora possa essere di utilità.”
Consulenza legale i 21/12/2018
Riteniamo che il saggio sia pienamente rispettoso dell’altrui diritto di autore.
Per cercare di spiegare quali sono le motivazioni che conducono a tale conclusione, si ritiene fondamentale partire proprio dal pensiero espresso dall’autrice nella presentazione del saggio, ed in particolare dai passi che qui di seguito si riportano:
“…mi riferisco piuttosto alla modalità espressiva che certi scrittori e pensatori usano…; alludo alle scelte espressive, ai contenuti, a come vengono presentati e trattati i personaggi….”
“Mostrare questa frontiera non definita tra letteratura e vita è uno degli scopi di questo mio lavoro, che non a caso ha scelto due scrittori e una scrittrice che mescolano, nelle loro opere, immaginazione e realtà,…”
“Un altro scopo del mio lavoro è quindi quello di percorrere con occhi di genere autori che, in alcune delle loro opere recenti, mi hanno colpito per la scelta e la trattazione delle loro personagge…”
“L’indagine non riguarderà tanto gli autori e l’autrice che ho scelto, quanto quello che le loro protagoniste possono esprimere, …”.

La manifestazione di tali intenti svela chiaramente che uno dei principali scopi del saggio sarà quello di analizzare criticamente “le personagge” per come vengono descritte e presentate nelle opere degli autori citati, ciò che rende inevitabilmente necessario anche dover trascrivere e riportare pedissequamente spezzoni di brani tratti da quelle opere.
Una conferma a tali rilievi la si ritrova anche nella sinossi del saggio, indubbiamente utile per capire la finalità che ci si propone di perseguire, ossia, in termini estremamente sintetici, constatare la centralità del ruolo che la donna ha assunto nella società contemporanea, attraverso l’esame della descrizione che ne viene fatta anche da scrittori di sesso maschile.

Il preliminare esame dell’intento e della finalità del saggio, anche attraverso la sottolineatura dei passi significativi e utili in tal senso, ci consente di riflettere meglio sulla compatibilità delle citazioni evidenziate con la normativa in materia di diritto di autore, la Legge n. 633 del 22 aprile 1941, ed in particolare con l’art. 70 della suddetta legge, correttamente richiamato nel quesito.
Dispone tale norma che la riproduzione di parti di altrui opere e la loro comunicazione al pubblico non vanno incontro ad alcun limite se vengono effettuati per uso di critica o di discussione, purchè si rispetti tale limite e non costituiscano ragione per assumere carattere concorrenziale all’utilizzazione economica dell’opera.

L’esiguità delle citazioni rispetto sia alla dimensione complessiva del saggio in cui sono contenute, ma anche rispetto alle opere da cui sono tratte, non potrebbe mai indurre a pensare che le stesse possano integrare una violazione del predetto art. 70, ancor più se lette in continuità con quanto la scrittrice del saggio riporta subito dopo ogni citazione, compiendo un’analisi critica di esse.
Quanto sopra rilevato, peraltro, trova conferma anche in una breve analisi del panorama giurisprudenziale che si può rinvenire sul tema (Cfr. Tribunale Torino Sez. spec. propr. industr. ed intell., 26-02-2009; Tribunale Milano, 10/02/2000).
Ciò che si ricava da tale analisi, infatti, è che, ex art. 70 Legge 633/1941, si deve ritenere lecita la citazione dell’opera se contenuta nella misura giustificata dallo scopo, affermandosi, in particolare, che la riproduzione parziale di un’opera, per poter essere considerata quale lecita citazione della stessa, deve inserirsi funzionalmente in un discorso complessivo, quale premessa, mezzo di convalida o di critica delle tesi ivi sostenute.

La libertà di riprodurre anche brani di opere per scopi di critica, discussione o di insegnamento è ammessa e si giustifica se l'opera di critica o didattica abbia finalità autonome e distinte da quelle dell'opera citata, e si potrà dire di godere di tale libertà se vengono rispettate le seguenti condizioni:
  1. che i "frammenti riprodotti" non risultino in grado di creare alcuna forma di concorrenza, neppure potenziale, con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore dell'opera parzialmente riprodotta.
  2. che la citazione e riproduzione siano contenute nei limiti della rigorosa necessità imposti dagli scopi di critica, discussione e/o insegnamento.
  3. che la riproduzione non riguardi parti significative dell’opera riprodotta, specie quando l’opera dell’ingegno sia costituita da parti autonome e ben individuate rispetto al tutto e queste siano oggetto di integrale riproduzione (tale principio si applica, in particolare, nel caso in cui la riproduzione riguardi un numero considerevole di parti dell’opera dell’ingegno).

Qualora si riescano a rispettare le predette condizioni, non si potrà incorrere in alcun rischio di plagio o contraffazione; si tenga peraltro presente che, sempre secondo il pensiero della giurisprudenza, nel plagio-contraffazione di un'opera letteraria non è sufficiente che una o più idee o frasi presenti in un testo trovino collocazione nell'altro, ma deve potersi cogliere una vera e propria trasposizione di quel "nucleo individualizzante" che caratterizza l'opera come originale, come frutto dell'altrui attività creativa.

Ad escludere il plagio e la violazione del diritto di autore, inoltre, contribuisce anche la puntuale citazione della fonte e dell’autore, ciò che viene rigorosamente fatto dalla scrittrice del saggio, la quale si preoccupa perfino di citare le pagine dell’opera da cui ogni singolo passo viene tratto.

In conclusione, pertanto, può dirsi che, per come il saggio è stato strutturato e concepito, non può configurarsi alcun forma di plagio e violazione della normativa in materia di diritto di autore.

Un solo consiglio si ritiene di dover suggerire per godere di una ancor maggiore serenità e sicurezza nella pubblicazione e commercializzazione dell’opera: sarebbe opportuno cercare di evidenziare con maggiore chiarezza possibile le parti di testo che vengono riprese dalle opere altrui, riportandole possibilmente tra virgolette ed in carattere corsivo o grassetto, con indicazione anche dell’editore dell’opera, così da non rischiare di ingenerare alcuna possibile forma di confusione con il contenuto della propria opera (in questo senso si è espresso il Tribunale di Milano nella sentenza del 2 aprile 2003).