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Articolo 120 Costituzione

[Aggiornato al 30/10/2020]

Dispositivo dell'art. 120 Costituzione

(1) La Regione non può istituire dazi d'importazione o esportazione o transito fra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare l'esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.

Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

Note

(1) Questo articolo è stato sostituito dall'art. 3 L.Cost. 18 ottobre 2001, n. 3. Si riporta il testo previgente: "La Regione non può istituire dazi d'importazione o esportazione o transito fra le Regioni. Non può adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose fra le Regioni. Non può limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la loro professione, impiego o lavoro".

Ratio Legis

Questa norma è corollario del principio di unità ed indivisibilità della Repubblica di cui all'art. 5 della Costituzione.

Spiegazione dell'art. 120 Costituzione

La norma in commento stabilisce vari limiti al potere regolamentare regionale.

Il primo comma contiene una serie di divieti che vengono imposti alle Regioni e che gravano sia sull'attività legislativa (art. 117 Cost.) che su quella amministrativa (118 Cost.). In primo luogo è fatto divieto alla Regioni di imporre dazi o altre misure che limitino il libero trasporto delle merci, perchè questo potrebbe pregiudicare l'unità del mercato nazionale.

Inoltre, non può essere limitata la circolazione di cose o persone ma tale divieto va inteso in senso relativo. Infatti, se esigenze superiori (ad esempio la salute pubblica, v. 32 Cost.) lo richiedono tale diritto può essere limitato (v. art. 16 Cost.). Tuttavia questo può accadere solo se la protezione concerne interessi localizzati perchè se si tratta di interessi nazionali la decisione passa allo Stato. Infine viene imposto il divieto inderogabile di limitare l'esercizio del lavoro sul territorio della nazione. Si consideri, peraltro, come tutte le libertà prese in esame dalla disposizione siano oggi oggetto di regolamentazione anche a livello comunitario.

Il secondo comma regola il potere sostitutivo dello Stato e individua i presupposti che ne consentono l'esercizio. Esso deve essere integrato con quanto dispone l'art. 8, l. 5 giugno 2003, n. 131. In base a tale disciplina emerge come il legislatore abbia circondato l'esercizio del potere sostitutivo con alcune cautele volte a non pregiudicare totalmente l'autonomia dell'ente sostituito.

Infatti, prima di utilizzarlo l'esecutivo deve assegnare un termine all'ente per consentirgli di provvedere (salvo che vi sia urgenza assoluta). Inoltre, la successiva determinazione del Consiglio dei Ministri di agire in sostituzione è adottata alla presenza anche del Presidente della Giunta Regionale della Regione coinvolta. In ordine al contenuto del potere sostitutivo esso può consistere sia nell'adozione dell'atto omesso sia nella nomina di un commissario. Si noti che con l'esercizio di questo potere lo Stato si attiva a garanzia dell'interesse nazionale, in modo simile a quanto può fare esercitando la funzione legislativa in una materia c.d. trasversale (v. art. 117 comma 2 Cost.).

In particolare, l'esercizio del potere sostitutivo può rispettare il principio di collaborazione solo se tale potere è esercitato tenendo in considerazione gli enti coinvolti e ponendoli tutti sul medesimo livello, senza distinzioni gerarchiche. A questi principi, altresì, si affianca quello di proporzionalità: infatti l'esercizio del potere sostitutivo deve coprire solo quanto necessario a far venir meno l'inerzia senza invadere altri settori. Infine, si deve considerare come il potere in esame sia previsto a tutela di tutto il territorio: infatti, l'art. 8, comma 4 della l. citata stabilisce che l'iniziativa volta a sopperire all'inerzia può essere, oltre che dello Stato, anche delle (altre) Regioni o enti locali.

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