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Articolo 97 Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

[Aggiornato al 02/03/2024]

Minore degli anni quattordici

Dispositivo dell'art. 97 Codice Penale

Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni [222, 224](1).

Note

(1) La dottrina e giurisprudenza prevalenti ritengono che l'età debba essere calcolata secondo le regole del computo naturale, ovvero tenendo conto del giorno effettivo in cui si è verificata la nascita e dell'ora della stessa.

Ratio Legis

Alla base della norma in esame, la quale prevede una presunzione assoluta di non imputabilità del minore di anni quattordici, vi è la considerazione che un soggetto può dirsi capace d'intendere e di volere solo quando ha raggiunto un certo grado di sviluppo fisico-psichico.

Spiegazione dell'art. 97 Codice Penale

Il legislatore, tramite la presente norma, configura una presunzione legale assoluta di non imputabilità, motivo per il quale non è possibile fornire la prova della sufficiente maturità psichica del minore, anche se astrattamente potrebbe benissimo essere capace di intendere e di volere.

Tuttavia, a fronte della non punibilità del minore è prevista l'eventuale applicazione nei suoi confronti di misure di sicurezza, qualora sia da considerarsi socialmente pericoloso e ne sussistano i presupposti (artt. 222 e 224).

Massime relative all'art. 97 Codice Penale

Cass. pen. n. 3029/2019

Č inammissibile, per carenza d'interesse, il ricorso per cassazione avverso la sentenza di non luogo a procedere per difetto di imputabilitā proposto dall'esercente la potestā genitoriale nell'interesse di minore infraquattordicenne per erronea applicazione della legge e vizio di motivazione in ordine all'omesso proscioglimento nel merito, atteso che la necessitā di ricostruzione del fatto si ricollega esclusivamente alla contestuale applicazione di una misura di sicurezza mentre l'iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale č meramente temporanea e viene cancellata al raggiungimento della maggiore etā, ai sensi dell'art. 5, comma 4, del d.P.R. 14 novembre del 2002, n. 313.

Cass. pen. n. 16118/2019

Č inammissibile, per carenza d'interesse, il ricorso per cassazione avverso la sentenza di non luogo a procedere per difetto di imputabilitā proposto dall'imputato infraquattordicenne per erronea applicazione della legge e vizio di motivazione in ordine all'omesso proscioglimento nel merito atteso che la necessitā di ricostruzione del fatto si ricollega esclusivamente alla contestuale applicazione di una misura di sicurezza mentre l'iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale č meramente temporanea e viene cancellata al raggiungimento della maggiore etā, ai sensi dell'art. 5, comma 4, del d.P.R. 14 novembre del 2002, n. 313.

Cass. pen. n. 28627/2017

La nullitā della sentenza di condanna pronunciata dal tribunale ordinario nei confronti di un soggetto che, successivamente, č risultato essere minorenne all'epoca dei fatti, non č deducibile nella fase esecutiva, mentre la revisione č ammissibile solo in presenza di nuovi elementi idonei a comprovare che il condannato, al momento dei fatti, fosse un minore infraquattordicenne, perciō non imputabile.

Cass. pen. n. 49863/2009

La previsione di cui all'art. 26 del D. P.R. n. 448 del 1988 impone al giudice di dichiarare immediatamente con sentenza, in ogni stato e grado del procedimento, il non luogo a procedere quando accerti che l'imputato sia minore degli anni quattordici, considerato che l'art. 97 c.p. stabilisce una presunzione assoluta di non imputabilitā e, quindi, anche di assoluta incapacitā processuale che prescinde dall'effettivo riscontro della capacitā di intendere e volere in capo al minore infraquattordicenne. Ne consegue che al giudice non č consentito il preventivo accertamento per verificare l'eventuale insussistenza del fatto o la non attribuibilitā dello stesso al minore imputato prima della pronuncia di cui all'art. 26 D.P.R. n. 448 del 1988, attesa l'ultroneitā di qualsivoglia indagine in relazione ad un fatto che la legge non consente di perseguire. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, minore degli anni quattordici al momento del fatto, volto a censurare il mancato compimento, prima della sentenza di non luogo a procedere, di attivitā processuali, preordinate a dimostrare la propria estraneitā ai fatti oggetto di imputazione).

Cass. pen. n. 15523/1989

La non imputabilitā del minore non esclude necessariamente la sua maturitā psichica ed intellettiva.

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