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Articolo 717 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

[Aggiornato al 29/04/2022]

Audizione della persona sottoposta a una misura coercitiva

Dispositivo dell'art. 717 Codice di procedura penale

1. Quando e stata applicata una misura coercitiva a norma degli articoli 714, 715 e 716, il presidente della corte di appello, al più presto e comunque entro cinque giorni dalla esecuzione della misura ovvero dalla convalida prevista dall'articolo 716, provvede, all'identificazione della persona, al suo interrogatorio, e ne raccoglie, previa informazione sulle conseguenze giuridiche che ne derivano, l'eventuale consenso all'estradizione o la rinuncia alla garanzia del principio di specialità, facendone menzione nel verbale.

2. Al fine di provvedere agli adempimenti previsti dal comma 1, il presidente della corte di appello invita l'interessato a nominare un difensore di fiducia designando, in difetto di tale nomina, un difensore di ufficio a norma dell'articolo 97 comma 3. Gli adempimenti di cui al comma 1 sono compiuti alla necessaria presenza del difensore, al quale è dato avviso almeno ventiquattro ore prima. Il consenso all'estradizione e la rinuncia alla garanzia del principio di specialità non sono validi se non sono espressi alla presenza del difensore.

2-bis. La rinuncia dell'estradato alla garanzia del principio di specialità è irrevocabile, salvo l'intervento di fatti nuovi che modifichino la situazione esistente al momento della rinuncia.

Ratio Legis

Tale audizione risponde alla mera funzione di identificazione dell'estradando, nonché all'eventuale raccolta del consenso all'estradizione medesima, non risolvendosi dunque in un interrogatorio differente rispetto a quello di cui all'art. 294, in materia di misure coercitive.

Spiegazione dell'art. 717 Codice di procedura penale

Anche per l'applicazione di una misura coercitiva il legislatore ha ritenuto più che opportuno dotare il soggetto estradando di adeguate garanzie difensive. Difatti, premesso che qualora all'applicazione di una delle misure previste dagli articolo 714, 715 e 716 non segue l'estradizione, vi è la revoca o comunque la cessazione delle misure stesse, la norma in commento, nel tentativo di velocizzare o comunque di facilitare la successiva ed imminente procedura di valutazione della domanda di estradizione, prevede che il presidente della corte d'appello debba identificare la persona, interrogarlo e raccogliere l'eventuale consenso all'estradizione o la rinuncia al principio di specialità, il tutto entro cinque giorni dall'esecuzione della misura o dalla convalida dell'arresto provvisorio. Tutti gli adempimenti citati devono essere compiuti alla necessaria presenza del difensore, a pena di nullità. A tal fine il difensore nominato deve essere avvisato almeno ventiquattro ore prima del compimento dell'atto.

In vista della già menzionata necessità di tutelare il diritto di difesa, il presidente della corte d'appello invita altresì il soggetto a nominare un difensore di fiducia o ne nomina lui stesso uno d'ufficio.

Anche in tal caso, come per il procedimento “normale” in corte d'appello senza l'applicazione di misure cautelari, il consenso all'estradizione e la rinuncia al principio di specialità non sono validi se espressi senza la presenza necessaria del difensore. Inoltre, anche qui seguendo la regola generale, la rinuncia al principio d specialità è irrevocabile, a meno che non si modifichi la situazione esistente al momento della rinuncia.

Massime relative all'art. 717 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 41732/2006

In tema di estradizione, l'inosservanza del termine di cinque giorni, previsto dall'art. 717, comma primo, c.p.p., entro cui deve avvenire l'audizione della persona sottoposta a una misura coercitiva, non determina alcuna conseguenza, non trattandosi di un termine perentorio e dovendosi comunque escludere un'applicazione delle disposizioni vigenti in materia di misure cautelari personali, per le quali č espressamente prevista l'inefficacia della misura nell'ipotesi di omesso o intempestivo interrogatorio di garanzia.

Cass. pen. n. 4375/2000

Il consenso alla estradizione, prestato, a norma dell'art. 701, secondo comma, c.p.p., dall'estradando nell'ambito delle formalitā prescritte dall'art. 717 c.p.p. ai fini della sua identificazione, non essendo equiparabile a un interrogatorio nel merito, non deve essere documentato con le forme previste dall'art. 141 bis c.p.p.

Cass. pen. n. 6276/1996

Avverso il provvedimento della corte d'appello di applicazione provvisoria di misura coercitiva in attesa di estradizione č proponibile ricorso per cassazione per violazione di legge. Detto vizio inerisce alla legittimitā di tale provvedimento e non riguarda le incombenze successive alla sua emanazione ed esecuzione, di cui č cenno nell'art. 717 c.p.p. e la cui eventuale omissione va fatta valere innanzi alla corte d'appello in sede di richiesta di revoca della misura eseguita. (Fattispecie relativa all'omessa identificazione dell'arrestato, alla mancata richiesta del suo consenso all'estradizione e al mancato invito alla nomina di un difensore).

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