Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 119 Codice di procedura penale 2020

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Partecipazione del sordo, muto o sordomuto ad atti del procedimento

Dispositivo dell'art. 119 Codice di procedura penale 2020

1. Quando un sordo, un muto o un sordomuto(1) vuole o deve fare dichiarazioni, al sordo si presentano per iscritto le domande, gli avvertimenti e le ammonizioni ed egli risponde oralmente; al muto si fanno oralmente le domande, gli avvertimenti e le ammonizioni ed egli risponde per iscritto; al sordomuto si presentano per iscritto le domande, gli avvertimenti e le ammonizioni ed egli risponde per iscritto.

2. Se il sordo, il muto o il sordomuto non sa leggere o scrivere, l'autorità procedente nomina uno o più interpreti, scelti di preferenza fra le persone abituate a trattare con lui [144](2).

Note

(1) L’art. 1 della l. 20 febbraio 2006, n. 95 ha imposto in tutte le disposizioni legislative vigenti la sostituzione del termine “sordomuto” con l’espressione “sordo”.
(2) La norma in esame è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale, con sentenza 14-22 luglio 1999, n. 341, nella parte in cui non prevede che l'imputato sordo, muto o sordomuto, indipendentemente dal fatto che sappia o meno leggere e scrivere, ha diritto di farsi assistere gratuitamente da un interprete, scelto di preferenza fra le persone abituate a trattare con lui, al fine di potere comprendere l'accusa contro di lui formulata e di seguire il compimento degli atti cui partecipa.

Ratio Legis

La disposizione in esame prende atto di quanto disposto dall'art. 3 del testo costituzionale che attribuisce alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di carattere sociale che limitano la libertà e l'uguaglianza dei cittadini impedendone il pieno sviluppo e la partecipazione alla vita collettiva.

Spiegazione dell'art. 119 Codice di procedura penale 2020

La norma in esame si occupa essenzialmente di consentire anche al sordo, al muto ed al sordomuto di poter partecipare (anche attivamente) al procedimento penale.

Grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 341, i soggetti in parola hanno diritto a farsi assistere gratuitamente da un interprete, a prescindere dal fatto che sappiano o meno leggere e scrivere.

Massime relative all'art. 119 Codice di procedura penale 2020

Cass. pen. n. 10394/1992

Il disposto di cui all'art. 143 c.p.p. si riferisce esclusivamente a coloro che parlano una lingua diversa da quella italiana e non sono in grado di comprendere tale lingua e di esprimersi in essa. In tale categoria di soggetti non rientrano i sordomuti, per i quali opera la specifica disciplina di cui all'art. 119 c.p.p., in base alla quale deve escludersi la necessitā della nomina di un interprete all'infuori dei casi previsti dal comma secondo del medesimo articolo (incapacitā del sordomuto di leggere o scrivere).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterā seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.