Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 73 Codice di procedura penale 2020

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Provvedimenti cautelari

Dispositivo dell'art. 73 Codice di procedura penale 2020

1. In ogni caso in cui lo stato di mente dell'imputato appare tale da renderne necessaria la cura nell'ambito del servizio psichiatrico, il giudice informa con il mezzo più rapido l'autorità competente per l'adozione delle misure previste dalle leggi sul trattamento sanitario per malattie mentali.

2. Qualora vi sia pericolo nel ritardo, il giudice dispone anche di ufficio il ricovero provvisorio dell'imputato in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero. L'ordinanza perde in ogni caso efficacia nel momento in cui viene data esecuzione al provvedimento dell'autorità indicata nel comma 1(1).

3. Quando è stata o deve essere disposta la custodia cautelare dell'imputato [274 c.p.p.], il giudice ordina che la misura sia eseguita nelle forme previste dall'articolo 286.

4. Nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero provvede all'informativa prevista dal comma 1 e, se ne ricorrono le condizioni, chiede al giudice il provvedimento di ricovero provvisorio previsto dal comma 2.

Note

(1) Non è il giudice l'autorità predisposta ad effettuare il ricovero dell'imputato in una struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, ma spetta a quella competente, sulla base delle disposizioni del giudice. Egli, infatti, può limitarsi a disporre un ricovero provvisorio, ma solo ove vi fosse un pericolo nel ritardo.

Spiegazione dell'art. 73 Codice di procedura penale 2020

Per quanto concerne il trattamento terapeutico della persona inferma di mente, il giudice non può autonomamente disporne il ricovero coatto, ma solamente segnalare il fatto all'autorità competente, vale a dire il sindaco, che ne autorizzerà il ricovero in una struttura del servizio psichiatrico ospedaliero.

Solo qualora vi sia pericolo nel ritardo al giudice è consentito disporre ill ricovero provvisorio tramite ordinanza, la quale perde immediatamente di efficacia non appena intervenga il sindaco, adottando la misura di cui sopra.

Se sia già stat disposta o debba disporsi la custodia cautelare, il giudice ordina il ricovero provvisorio adottando gli opportuni provvedimenti atti a prevenire il pericolo di fuga. Particolarità di tale provvedimento sta nel fatto che la misura in tal caso si risolve in una misura alternativa alla custodia. Ove si tratti di persona da sottoporre a misure cautelari personali e questa si trovi in stato di infermità di mente che comporti il vizio totale o parziale di mente tale da escludere o diminuire grandemente la capacità di intendere e di volere, in luogo della custodia cautelare in carcere, ai sensi dell'art. 286 c.p.p. il giudice può disporre il ricovero provvisorio in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, adottando gli idoeni provvedimenti atti a evitare pericoli di fuga.

Se il predetto soggetto è altresì socialmente pericoloso, poichè potrebbe delinquere nuovamente ( si veda l'art. 203 c.p.), il giudice può applicare in via provvisoria la misura di sicurezza prevista dall'art. 222 c.p. e predisporre il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario (si veda l'art. 312 c.p.).

Da ultimo, il comma 4 prevede la medesima disciplina se l'infermità mentale venga accertata nel corso delle indagini preliminari, ma titolare della segnalazione è in questo caso il pubblico ministero.

Massime relative all'art. 73 Codice di procedura penale 2020

Cass. pen. n. 393/1995

In tema di provvedimenti cautelari personali le esigenze di difesa sociale non possono impedire l'adozione della misura della custodia in luogo di cura, in sostituzione di quella in carcere, qualora le condizioni di salute particolarmente gravi dell'indagato non consentano le cure necessarie in stato di detenzione. (Principio affermato con riferimento ad indagato affetto da infermità mentale).

Cass. pen. n. 4114/1992

Deve ritenersi corretta la decisione del tribunale del riesame che, all'esito di valutazione fondata sull'esame dell'imputato nel corso dell'udienza, dispone la sostituzione della misura più rigorosa della custodia in casa di cura con quella più confacente alle necessità terapeutiche dell'imputato (trattamento presso il centro igiene mentale con conseguente liberazione immediata). Infatti, il giudice del riesame: a) «annulla, riforma o conferma l'ordinanza oggetto del riesame, decidendo anche, sulla base degli elementi addotti dalle parti nel corso dell'udienza»; b) «può annullare il provvedimento impugnato o riformarlo in senso favorevole all'imputato anche per motivi diversi da quelli enunciati» (nel provvedimento oggetto di riesame) ai sensi dell'art. 309, comma nono, c.p.p., norma applicabile anche in tema di riesame delle misure di sicurezza, in forza dell'esplicito rinvio ad essa desunto dall'art. 313, comma terzo, c.p.p. (Fattispecie relativa a rigetto di ricorso del P.M., il quale aveva sostenuto che il tribunale del riesame avrebbe avuto solo il potere di revocare o meno il provvedimento di applicazione provvisoria della misura di sicurezza).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.

Testi per approfondire questo articolo

  • Essere pericolosi. Giudizi soggettivi e misure personali

    Editore: Giappichelli
    Collana: Itinerari di diritto penale
    Data di pubblicazione: ottobre 2017
    Prezzo: 32,00 -5% 30,40 €
    Categorie: Imputato
    Dove va il diritto penale, quali sono i suoi itinerari attuali e le sue prevedibili prospettive di sviluppo? Ipertrofia e diritto penale minimo, affermazione simbolica di valori ed efficienza utilitaristica, garantismo individuale e funzionalizzazione politico-criminale nella lotta alle forme di criminalità sistemica, personalismo ed esigenze collettive, sono soltanto alcune delle grandi alternative che l'attuale diritto penale della transizione si trova, oggi più di ieri, a... (continua)