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Articolo 629 bis Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Rescissione del giudicato

Dispositivo dell'art. 629 bis Codice di procedura penale

1. Il condannato o il sottoposto a misura di sicurezza con sentenza passata in giudicato, nei cui confronti si sia proceduto in assenza per tutta la durata del processo, può ottenere la rescissione del giudicato qualora provi che l’assenza è stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo.

2. La richiesta è presentata alla corte di appello nel cui distretto ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento, a pena di inammissibilità, personalmente dall’interessato o da un difensore munito di procura speciale autenticata nelle forme previste dall’articolo 583, comma 3, entro trenta giorni dal momento dell’avvenuta conoscenza del procedimento.

3. La corte di appello provvede ai sensi dell’articolo 127 e, se accoglie la richiesta, revoca la sentenza e dispone la trasmissione degli atti al giudice di primo grado. Si applica l’articolo 489, comma 2.

4. Si applicano gli articoli 635 e 640.

Spiegazione dell'art. 629 bis Codice di procedura penale

La norma in esame si occupa della rescissione del giudicato, ed è stata recentemente introdotta al fine di consentire al contumace incolpevole di ottenere il diritto ad un equo processo, ma solo quando dimostri che la celebrazione del processo in sua assenza è avvenuta per una incolpevole mancata conoscenza dello stesso.

I soggetti legittimati, ovvero il condannato o la persona sottoposta a misura di sicurezza, possono presentare apposito ricorso entro trenta giorni dal momento in cui sono venuti a conoscenza di un avvenuto procedimento penale nei loro confronti, e dovranno dimostrare tale mancata conoscenza per tutto l'arco temporale del processo.

La richiesta , da presentarsi alla corte di appello nel cui distretto ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento, può provenire direttamente dall'interessato oppure dal difensore munito di procura speciale autenticata.

La corte d'appello giudica sulla richiesta in camera di consiglio e, se l'accoglie, revoca la sentenza e trasmette gli atti al giudice di primo grado.

In tal modo, al condannato od alla persona sottoposta a misura di sicurezza, saranno attribuiti tutti i diritti spettanti all'imputato, ivi compreso il diritto ad ottenere il giudizio abbreviato o la richiesta di patteggiamento, ed il processo si celebrerà come nulla fosse, da capo.

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Testi per approfondire questo articolo

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    Vittoria Barsotti

    Girolamo Monteleone.

    Andrea Graziosi.

    Cinzia Gamba

    Roberto Poli

    Giuliano Scarselli

    Antonio Carratta

    Francesco P. Luiso

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    (continua)