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Articolo 494 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Pagamento nelle mani dell'ufficiale giudiziario

Dispositivo dell'art. 494 Codice di procedura civile

Il debitore può evitare il pignoramento versando nelle mani dell'ufficiale giudiziario la somma per cui si procede e l'importo delle spese, con l'incarico di consegnarli al creditore (1).

All'atto del versamento si può fare riserva di ripetere la somma versata [disp. att. 157] (2).

Può altresì evitare il pignoramento di cose, depositando nelle mani dell'ufficiale giudiziario, in luogo di esse, come oggetto di pignoramento, una somma di denaro uguale all'importo del credito o dei crediti per cui si procede e delle spese, aumentato di due decimi (3).

Note

(1) In seguito alla notifica del titolo e del precetto, il debitore può evitare il pignoramento effettuando il pagamento del dovuto nelle mani dell'ufficiale giudiziario, adempiendo così, seppur tardivamente, alla obbligazione in forza della quale il creditore si stava attivando coattivamente. Si precisa che il pagamento deve avvenire in denaro contante a garanzia del buon fine e, una volta effettuato il pagamento, si avranno effetti liberatori immediati.
Tale forma di pagamento è prevista per qualsiasi tipo di esecuzione, tuttavia può attuarsi concretamente solo nell'espropriazione mobiliare. Invero, visto che è necessario che il pagamento nelle mani dell'ufficiale giudiziario sia effettuato prima dell'inizio del pignoramento, solo in tale tipo di espropriazione può effettuarsi tempestivamente. Non risulta, altresì, possibile, nei casi in cui la notifica non avviene di persona, ma tramite servizio postale, come può verificarsi nell'epropriazione immobiliare o presso terzi.
(2) Se il pagamento viene effettuato con riserva di restituzione delle somma non si produrrà l'effetto liberatorio di cui alla nota 1, poichè in tal caso non vi è in alcun modo riconoscimento del debito e rinunzia alla contestazione dello stesso. Invero, in dottrina risulta assai dibattuta la qualificazione dello scopo di tale riserva. Secondo parte della dottrina, la disposizione in esame sarebbe superflua, in quanto la riserva di ripetere le somme è già prevista dall'art. 2033 c.c.. Diversamente, secondo altra parte della dottrina, la riserva è stata prevista al fine di evitare l'acquiescenza alla sentenza e la conseguente perdita del diritto all'impugnazione.
(3) Nel caso contemplato al terzo comma è bene precisare che l'intento del debitore non è quello di evitare il pagamento ma, ad esempio, quello di sollevare opposizione. In questo caso, la norma in esame gli dà la possibilità di evitare il pignoramento dei suoi beni versando una somma di denaro nella misura prevista. La somma in tal caso versata, non ha lo scopo di evitare il pignoramento ed estinguere il proprio debito, bensì costituisce l'oggetto del pignoramento in sostituzione dei beni del debitore. In tal caso, infatti, si viene a creare un pignoramento vero e proprio con la sola particolarità che diventa superflua la fase della vendita.

Ratio Legis

La ratio dell'articolo in commento si riscontra nell'esigenza di evitare il prodursi degli effetti negativi del pignoramento nei confronti del debitore esecutato. Infatti, al primo comma viene prevista, in favore del debitore, l'ultima possibilità di pagare i propri debiti ed evitare in extremis il pignoramento. Diversamente, il disposto del terzo comma non evita il pignoramento, bensì solo che esso ricada sulle cose del debitore, dando a quest'ultimo la possibilità, mediante il deposito di una somma di denaro, di farlo ricadere sulla somma versata.

Massime relative all'art. 494 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 4099/1984

Il versamento nelle mani dell'ufficiale giudiziario, legittimato ex lege a riceverla, della somma per cui si procede e dell'importo delle spese, con l'incarico di consegnarli al creditore, effettuato dal debitore ai sensi dell'art. 494 c.p.c., al fine di evitare il pignoramento, ha contenuto e valore di pagamento e produce, perciò, effetti liberatori immediati, mentre questi non si verificano soltanto se il versamento sia fatto con riserva di ripetizione e non implichi quindi in alcun modo riconoscimento del debito e rinunzia alla contestazione di esso. Tale principio trova applicazione anche nei rapporti riguardanti la riscossione dei tributi mediante procedura esecutiva in cui interviene l'ufficiale giudiziario, con la conseguenza che, in materia d'imposta di registro, è dal momento in cui il debitore effettua il pagamento dell'imposta principale a mani dell'ufficiale giudiziario, e non da quello successivo in cui quest'ultimo versa la somma ricevuta all'amministrazione procedente, che decorre il termine annuale di decadenza stabilito dall'art. 21 del R.D.L. 7 agosto 1936, n. 1639 per la notificazione dell'accertamento dell'imposta complementare.

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alberto sesti chiede
giovedì 14/04/2011 - Lombardia
“Buongiorno, avrei bisogno di un chiarimento.
Se io eseguo un pignoramento ed il debitore si avvale dell'art. 494 comma III cpc (versamento nelle mani dell'ufficiale giudiziario) dell'importo maggiorato di 1/5, tutta la somma (compresa la maggiorazione di 1/5) diventa oggetto di pignoramento e spetta al creditore in sede di distribuzione?
Non riesco a trovare riscontri su questo punto.”

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