Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 286 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Notificazione nel caso d'interruzione

Dispositivo dell'art. 286 Codice di procedura civile

Se dopo la chiusura della discussione si è avverato uno dei casi previsti nell'articolo 299, la notificazione della sentenza si può fare, anche a norma dell'articolo 303, secondo comma, a coloro ai quali spetta stare in giudizio (1).

Se si è avverato uno dei casi previsti nell'articolo 301, la notificazione si fa alla parte personalmente (2).

Note

"Coloro ai quali spetta stare in giudizio" a seguito di un evento interruttivo che colpisca la parte (si intende, parte alla quale deve essere effettuata la notifica) sono:
- gli eredi, cui la notifica può essere effettuata impersonalmente e collettivamente nell'ultimo domicilio del defunto entro un anno dalla morte (art. 303 del c.p.c.);
- il curatore o il tutore, in caso di perdita della capacità (ad esempio, per interdizione, inabilitazione, fallimento);
- il sostituto, se a morire o a perdere la capacità processuale sia il rappresentante legale;
- il rappresentato personalmente, qualora cessi la rappresentanza legale.
La norma nulla dice circa gli eventi interruttivi del processo che colpiscano invece la parte notificante: si ritiene in questi casi che la notifica possa essere chiesta dal procuratore.
(2) Nel caso in cui l'evento interruttivo si sia verificato a carico del difensore della parte alla quale deve essere notificata la sentenza, la notifica dovrà essere indirizzata personalmente alla parte.

Massime relative all'art. 286 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 15123/2007

Le due previsioni dell' art. 286 e 328, secondo comma, c.p.c., per un'evidente esigenza di parità di trattamento fra chi vuole provocare il decorso del termine breve di impugnazione attraverso la notificazione della sentenza e chi deve esercitare l'impugnazione, implicano che la regola della possibilità della notificazione agli eredi collettivamente ed impersonalmente debba valere anche per chi esercita il diritto di impugnazione. Ne consegue che, in caso di morte della parte dopo la chiusura dell'istruzione e, quindi, anche quando la parte muoia dopo la pubblicazione della sentenza, l'impugnazione, anche in assenza di notificazione della sentenza, può essere notificata oltre che personalmente agli eredi, anche agli eredi collettivamente ed impersonalmente nell'ultimo domicilio del defunto, restando escluso che tale possibilità sia incompatibile con il fatto che un'espressa previsione per il caso di morte della parte sia dettata dal secondo comma dell'art. 330 c.p.c., poiché questa norma ha solo la funzione di porre una disciplina particolare per il solo caso in cui la sentenza sia notificata e la morte avvenga dopo di essa. Tale particolarità concerne il profilo del luogo di notificazione che si identifica nei luoghi risultanti dal primo comma della norma ed appare giustificata dalla circostanza che l'impugnazione in tal caso viene esercitata in relazione ad un'attività, quella di notificazione della sentenza, eseguita da poco tempo dalla parte defunta, onde, se essa all'atto della stessa aveva dichiarato la residenza od eletto domicilio oppure, non avendolo fatto, era difesa da procuratore presso il quale era domiciliata, appare giustificato che la notificazione collettiva ed impersonale possa farsi in quei luoghi, piuttosto che nell'ultimo domicilio del defunto stesso.

Cass. civ. n. 2746/2001

La notifica della sentenza personalmente alla controparte già costituita a mezzo di procuratore costituisce l'unica forma possibile di notificazione in caso di decesso del procuratore stesso ed è, pertanto, idonea, anche se effettuata in forma esecutiva, a far decorrere il termine breve per l'impugnazione.

Cass. civ. n. 8173/1999

Quando la procura ad litem e un'elezione di domicilio riferita alla parte ed al difensore sono contestuali ed il complessivo tenore dell'atto è tale da svincolare il conferimento della procura dall'elezione di domicilio della parte, si è in presenza di atti ontologicamente differenti, sicché è possibile che l'eventuale nullità della procura non si comunichi all'elezione di domicilio ed è concepibile il permanere in vita dell'elezione di domicilio nonostante la cessazione del rapporto di rappresentanza processuale. Allorquando, invece, i due atti, per il loro tenore, si rivelino funzionalmente connessi e posti in rapporti di reciproca interdipendenza, le vicende attinenti alla validità ed efficacia del conferimento della procura si ripercuotono anche sull'elezione di domicilio. Ne discende che in ipotesi in cui a margine di un atto processuale introduttivo di giudizio sia stata conferita la procura ad un difensore e si sia eletto espressamente domicilio unitamente ad esso presso altro avvocato, la morte del suddetto difensore, atteso lo stretto collegamento fra il conferimento della procura e tale congiunta elezione di domicilio, determina anche la cessazione dell'elezione di domicilio della parte e, pertanto, qualora la morte del difensore sia avvenuta dopo la chiusura della discussione, la successiva notificazione della sentenza, da farsi personalmente alla parte (come prescritto dal secondo comma dell'art. 286 c.p.c.), ai fini della decorrenza del termine breve per l'impugnazione, non può essere effettuata presso quel domicilio.

Cass. civ. n. 4951/1999

La disposizione dell'art. 286 c.p.c., nel consentire la notificazione agli eredi impersonalmente e collettivamente, in caso di interruzione del processo, ha carattere eccezionale e non è consentita al di fuori dai casi espressamente previsti. Ne consegue che la notificazione della sentenza eseguita impersonalmente agli eredi, in relazione all'evento interruttivo verificatosi nel corso del giudizio di primo grado (e non dopo la chiusura della discussione), è inesistente e, come tale, inidonea a far decorrere il termine breve per impugnare.

Cass. civ. n. 3759/1996

Nel caso in cui si verifichi la morte (o la perdita della capacità di una parte) dopo la chiusura della discussione, ma prima della notificazione della sentenza, l'altra parte può provvedere alla notificazione, alternativamente, al procuratore della parte defunta (o divenuta incapace), ovvero agli eredi della parte defunta (o al rappresentante della parte divenuta incapace), atteso che la possibilità, prevista dal primo comma dell'art. 286 c.p.c., di effettuare la notificazione della sentenza a coloro ai quali spetta di stare in giudizio, non esclude la facoltà di effettuare la notifica ai sensi dell'art. 285 c.p.c., che disciplina in via generale la notificazione della sentenza. Né tale soluzione comporta la sussistenza di profili di incostituzionalità, atteso che il diritto degli eredi della parte deceduta nel lasso di tempo intercorrente fra la chiusura della discussione e la pubblicazione della sentenza è pienamente tutelato dal fatto che la notificazione della sentenza stessa possa avvenire nelle mani del procuratore costituito per conto del de cuius nella precorsa fase processuale, trattandosi di destinatario il quale, non solo per la sua competenza tecnica, ma anche, e precipuamente, per la conoscenza della specifica vicenda processuale, è in condizione di meglio valutare quali siano i comportamenti più producenti da tenere e di offrire agli interessati tempestiva e qualificata informazione ed assistenza al riguardo.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo

  • Contributo allo studio degli atti processuali tra forma e linguaggio giuridico

    Autore: Querzola Lea
    Editore: Giappichelli
    Data di pubblicazione: giugno 2018
    Prezzo: 33,00 -5% 31,35 €
    Il volume "Contributo allo studio degli atti processuali tra forma e linguaggio giuridico" è una monografia scientifica rivolta specificamente agli studiosi dei temi trattati e alla comunità accademica. La prima parte dell'opera è dedicata alla materia degli atti processuali, con particolare riguardo alla disciplina delle sanzioni (nullità, inesistenza, inammissibilità, improcedibilità). La seconda parte approfondisce il tema della lingua giuridica e... (continua)
  • Il nuovo appello civile

    Editore: Zanichelli
    Collana: Strumenti del diritto
    Pagine: 400
    Data di pubblicazione: maggio 2017
    Prezzo: 80,00 -5% 76,00 €
    Categorie: Appello
    Dopo l'intensa rielaborazione normativa dell'istituto, culminata nella legge 134 del 2012, e la stagione giurisprudenziale che ha preceduto e seguito la riforma, per quasi cinque anni, il volume tenta una ricostruzione sistematica dell'appello civile, con particolare attenzione alle parallele evoluzioni degli ordinamenti europei, alcune delle quali, almeno nelle intenzioni del legislatore, sono state il modello a cui ha attinto l'ordinamento italiano. Per gli evidenti riflessi sistematici,... (continua)
  • La contumacia nel processo civile

    Editore: Zanichelli
    Pagine: 176
    Data di pubblicazione: novembre 2018
    Prezzo: 18,00 -5% 17,10 €
    Il volume è destinato agli studenti del corso universitario di diritto processuale civile, ed ha lo scopo di accostarli all'approfondimento dei molti istituti, centrali nella loro formazione, coinvolti nel grande tema della contumacia. Il target spiega alcune scelte espositive da parte di chi, come l'autrice, in qualità di titolare del corso di Diritto processuale civile presso il «DiGiES» dell'Università «Mediterranea» di Reggio Calabria,... (continua)
  • Le notificazioni civili

    Pagine: 91
    Data di pubblicazione: aprile 2017
    Prezzo: 18,00 -5% 17,10 €
    L'opera: presenta un taglio molto pratico ed immediato, è ricca di schemi, tabelle e formule, è aggiornata alla giurisprudenza più recente, aiuta il professionista ad orientarsi tra le varie modalità di notificazione degli atti giudiziari, da quelle più tradizionali, che prevedono l'intervento dell'ufficiale giudiziario, a quelle più moderne e tecnologiche, quali la notifica diretta a mezzo del servizio postale o a mezzo pec., passa in rassegna tutte... (continua)
  • ART. 395-403. Revocazione

    Autore: Russo Marco
    Editore: Zanichelli
    Collana: Commentario Codice di procedura civile
    Pagine: 224
    Data di pubblicazione: aprile 2018
    Prezzo: 43,00 -5% 40,85 €
    Le disposizioni commentate nel volume raccolgono la disciplina di quel particolare mezzo d'impugnazione con il quale l'esito di una decisione formalmente valida può essere rimesso in discussione per esigenze che, secondo un'antica e autorevole dottrina, «ineriscono alla funzione stessa della giustizia», e che, nei casi di revocazione straordinaria, possono travolgere anche il giudicato. Di tale mezzo ci si occupa prima di tutto, nell'ambito del commento all'art. 395 cod.... (continua)