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Articolo 811 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Sostituzione di arbitri

Dispositivo dell'art. 811 Codice di procedura civile

Quando per qualsiasi motivo (1) vengono a mancare tutti o alcuni degli arbitri nominati, si provvede alla loro sostituzione secondo quanto è stabilito per la loro nomina nella convenzione d'arbitrato. Se la parte a cui spetta o il terzo non vi provvede o se il compromesso o la clausola compromissoria nulla dispongono al riguardo, si applicano le disposizioni dell'articolo precedente [829 n. 2] (2)(3).

Note

(1) La norma in analisi non ha subito variazioni in seguito all'entrata in vigore del d.lgs. 40/2006 e disciplina l'ipotesi in cui possano venire a mancare gli arbitri. I motivi possono essere i più vari, quali la rinuncia, la ricusazione, la morte, la grave malattia, la sopravvenuta incapacità, il comportamento ostruzionistico tale da ostacolare il funzionamento del collegio, la condotta gravemente scorretta ed inadeguata. Nell'ipotesi in cui le parti non si accordano sulla revoca dell'incarico, la parte interessata alla sostituzione del proprio arbitro può rivolgersi al presidente del Tribunale, sempre se la convenzione d'arbitrato affidi espressamente la nomina all'autorità giudiziaria.
(2) Nel caso in cui la sostituzione dell'arbitro avvenga a causa della sua sopravvenuta inidoneità, la dottrina prevalente ritiene che l'attività processuale da lui compiuta dopo il sopravvenire della causa di inidoneità deve essere rinnovata a pena di impugnabilità del lodo assunto in base a quella attività da lui compiuta.
(3) Nel caso in cui l'arbitro sia stato nominato intuitus personae, ovvero sia stato nominato per la particolare fiducia che le parti avevano riposto nelle sue capacità, l'opinione prevalente in dottrina ritiene che non sia possibile la sua sostituzione se risulta che le parti abbiano voluto il giudizio arbitrale in quanto celebrato dagli stessi arbitri nominati.

Massime relative all'art. 811 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 5777/2001

La procedura di sostituzione dell'arbitro rinunciatario è applicabile anche nell'arbitrato irritale, non potendo consentirsi, alla parte vincolata dal patto compromissorio, di impedire la definizione negoziale della controversia non aderendo alla sostituzione dell'arbitratore il quale non intenda proseguire nell'espletamento della sua funzione.

Cass. civ. n. 4303/1999

Nell'arbitrato irrituale gli arbitratori inizialmente nominati dalle parti sono sostituibili. Ciò lo si desume dal disposto del secondo comma dell'art. 1473 c.c., il quale prevede che, nell'ipotesi in cui il terzo non voglia o non possa accettare l'incarico, ovvero in cui le parti non si accordino per la nomina o per la sostituzione, detta nomina sia fatta — su richiesta di una delle parti, dal presidente del tribunale; il che presuppone — ovviamente — la non immutabilità dei soggetti originariamente designati.

Cass. civ. n. 4893/1993

Nel caso di impedimento o incompatibilità di uno o più arbitri indicati nella clausola compromissoria, si provvede alla sostituzione, ove non sia diversamente stabilito dalla clausola predetta, nei modi previsti dagli artt. 810-811 c.p.c., la cui ampia formulazione non permette di distinguere né sul motivo per cui l'arbitro viene a mancare né sul numero degli arbitri da sostituire.

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