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Articolo 142 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Notificazione a persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella Repubblica

Dispositivo dell'art. 142 Codice di procedura civile

Salvo quanto disposto nel secondo comma (5), se il destinatario non ha residenza, dimora o domicilio nello Stato e non vi ha eletto domicilio o costituito un procuratore a norma dell'articolo 77 (1), l'atto è notificato mediante spedizione al destinatario per mezzo della posta con raccomandata e mediante sconsegna di altra copia al pubblico ministero che ne cura la trasmissione al Ministero degli affari esteri per la consegna alla persona alla quale è diretta (2).

Le disposizioni di cui al primo comma si applicano soltanto nei casi in cui risulta impossibile eseguire la notificazione in uno dei modi consentiti dalle convenzioni internazionali e dagli articoli 30 e 75 del d.P.R. 5-1-1967, n. 200 (3) (4)(6).

Note

(1) Si può ricorrere a tale forma di notificazione quando sussistono determinati presupposti, ovvero è necessario che il destinatario non abbia nè la residenza, nè la dimora o il domicilio in Italia. Si richiede, inoltre, che il destinatario non abbia eletto domicilio in Italia e nè abbia nominato in Italia un procuratore generale con i poteri previsti dall'art. 77. Infine, deve essere noto l'indirizzo all'estero del destinatario, poiché in difetto di esso sarà applicabile l'art.143.
(2) Questa comma è stato così sostituito dall'art. 8, l. 6-2-1981, n. 42.
(3) La forma di notifica descritta dalla norma in commento si applica solamente nel caso in cui non sia possibile ricorrere alla notifica all'estero in uno dei modi previsti dalle convenzioni internazionali e dagli artt. 30 e 75 del d.p.r. n.200/1967. Sarà la parte a dover fornire la prova di non aver potuto eseguire la notifica all'estero nei modi suindicati. Mancando tale prova, la notifica è nulla, sanabile con la costituzione in giudizio del convenuto.
(4) Questo comma è stato aggiunto dall'art. 9, l. 6-2-1981, n. 42. Cfr. Convenzione de L'Aja 17-7-1905; Convenzione de L'Aja 1-3-1954; Convenzione de L'Aja 15-11-1965. La notifica che viene eseguita nei modi previsti dalle convenzioni internazionali, si ritiene avvenuta nel momento in cui l'atto viene consegnato al destinatario. Diversamente, se la notifica avviene a norma dell'articolo in questione, essa si considera eseguita nel ventesimo giorno successivo a quello in cui sono compiute le formalità prescritte (art.143, III comma).
(5) Il presente comma ha sostituito gli originali commi uno e due in virtù dell'art. 174, D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, con decorrenza dal 01 gennaio 2004. Il testo previgente recitava: "Salvo quanto disposto nel terzo comma, se il destinatario non ha residenza, dimora o domicilio nello Stato e non vi ha eletto domicilio o costituito un procuratore a norma dell'articolo 77, l'atto è notificato mediante affissione di copia nell'albo dell'ufficio giudiziario davanti al quale si procede e mediante spedizione di altra copia al destinatario per mezzo della posta in piego raccomandato. Una terza copia è consegnata al pubblico ministero che ne cura la trasmissione al Ministero degli affari esteri per la consegna alla persona alla quale è diretta."
(6) Comma modificato dall'art. 174, D. Lgs. 30giugno2003, n. 196, con decorrenza dal 01 gennaio2004.

Massime relative all'art. 142 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 11140/2015

Ai fini della validità della notificazione o comunicazione tramite i servizi postali di atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale a persona residente in altro Stato membro dell'Unione Europea, da eseguirsi mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o mezzo equivalente, ai sensi dell'art. 14 del Regolamento CE n. 1393/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 novembre 2007, non vanno osservate le formalità diverse e maggiori previste dall'ordinamento italiano per la notificazione a mezzo posta, vanificandosi, altrimenti, la facoltà alternativa concessa da detta norma, ispirata dalla reciproca fiducia nell'efficienza dei servizi postali degli stati membri.

Cass. civ. n. 21896/2013

In tema di notificazione, qualora un soggetto, residente all'estero, abbia domicilio in Italia, non trova applicazione diretta l'art. 139 c.p.c., che disciplina le notificazioni da eseguirsi a persone residenti, dimorate e domiciliate in Italia, ma, rivestendo le risultanze anagrafiche solo un valore presuntivo in relazione all'abituale effettiva dimora, accertabile con ogni mezzo anche contro tali risultanze, può ritenersi corretta, alla stregua di una interpretazione sistematica del menzionato articolo e dell'art. 142 c.p.c., nonché del principio di effettività della notifica, la valorizzazione del suddetto domicilio quale collegamento rilevante del notificando con il luogo, sito in Italia, idoneo a far considerare valida la notifica ivi effettuatagli.

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Andrea P. chiede
venerdì 16/02/2018 - Emilia-Romagna
“Buongiorno
nella mia qualità di Curatore Fallimentare devo notificare all'estero la sentenza dichiarativa di fallimento al legale rappresentante della società fallita nonchè concovocare quest'ultimo per l'interrogatorio di rito. L'interessato al momento è residente a Malta.
Come devo procedere? Quali sono le formalità cui adempiere
Grazie”
Consulenza legale i 23/02/2018
Malta è uno dei 28 Paesi dell’Unione Europea, circostanza che rende possibile l’applicazione delle fonti di matrice comunitaria che disciplinano la materia ed in particolare, per quel che qui interessa, il Regolamento n. 1393 del 2007, relativo alla notificazione e comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile e commerciale.

La normativa in discorso mira a migliorare ed accelerare la trasmissione degli atti giudiziari ed extragiudiziali, trasmissione finalizzata alla notificazione, in materia civile o commerciale all’interno dell’Unione, sì da ottimizzare il buon funzionamento del mercato interno e rendere più sicure ed affidabili le transazioni tra i Paesi Membri.

In base a questo Regolamento chiunque voglia notificare un atto all’interno dell’UE deve recarsi dall’organo mittente, all’uopo individuato dallo Stato di appartenenza dello stesso richiedente, il quale ne curerà l’inoltro all’organo deputato alla ricezione di questi atti nel Paese di destinazione dell’atto.
In Italia l’organo mittente è l’Ufficio Unico degli Ufficiali Giudiziari costituito presso le Corti d’Appello, e quindi basterà semplicemente rivolgersi al medesimo ufficio che cura le notifiche ordinarie, il quale poi ne curerà l’inoltro all’organo ricevente e dunque al destinatario all’Estero.

L’unica peculiarità del procedimento è costituita dalle particolari tutele attribuite al destinatario dell’atto, il quale deve essere in grado di conoscere il contenuto sostanziale dell’atto, sin dal momento della sua notificazione e ricezione.
Per questo motivo occorrerà recarsi dall’Ufficiale Giudiziario con due copie dell’atto da notificare con allegati la traduzione dell’atto stesso nella lingua compresa dal destinatario ovvero nella lingua del Paese di destinazione e la domanda di notifica redatta usando il modulo standard che figura nell’allegato I del suddetto Regolamento, avendo cura di compilarlo nella lingua del Paese in cui deve essere notificato, senza necessità di ulteriori formalità, così come previsto dagli artt. 4 ed 5 della normativa in discorso.

L’organo ricevente ne curerà l’inoltro al destinatario e compilerà un certificato in cui dà atto dell’espletamento della procedura di notificazione (equiparabile ad una relata), redatto utilizzando la modulistica allegata al Regolamento n. 1393 del 2007, che tornerà al mittente unitamente ad una copia dell'atto e della sua traduzione.

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    (continua)