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Articolo 149 Codice della strada

(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

[Aggiornato al 15/05/2019]

Distanza di sicurezza tra veicoli

Dispositivo dell'art. 149 Codice della strada

1. Durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono.

2. Fuori dei centri abitati, quando sia stabilito un divieto di sorpasso solo per alcune categorie di veicoli, tra tali veicoli deve essere mantenuta una distanza non inferiore a 100 m. Questa disposizione non si osserva nei tratti di strada con due o più corsie per senso di marcia.

3. Quando siano in azione macchine sgombraneve o spargitrici, i veicoli devono procedere con la massima cautela. La distanza di sicurezza rispetto a tali macchine non deve essere comunque inferiore a 20 m. I veicoli che procedono in senso opposto sono tenuti, se necessario, ad arrestarsi al fine di non intralciarne il lavoro.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 42 a € 173.

5. Quando dall'inosservanza delle disposizioni di cui al presente articolo deriva una collisione con grave danno ai veicoli e tale da determinare l'applicazione della revisione di cui all'art. 80, comma 7, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da € 87 a € 345. Ove il medesimo soggetto, in un periodo di due anni, sia incorso per almeno due volte in una delle violazioni di cui al presente comma, all'ultima violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

6. Se dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 431 a € 1.734, salva l'applicazione delle sanzioni penali per i delitti di lesioni colpose o di omicidio colposo. Si applicano le disposizioni del capo II, sezioni I e II, del titolo VI.

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Consulenze legali
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Flavio P. chiede
giovedì 27/10/2016 - Lombardia
“Al comma 6 del 149 si parla di lesioni gravi alle persone:quali?solo a terze persone o è compreso il conducente trasgressore che caduto dalla moto a seguito dell'impatto,ha subito prognosi di 60 giorni?ovvero se con la moto ho strisciato contro l'ultima macchina ferma in fila cadendo e procurandomi lesioni gravi sono soggetto alle sanzioni previste all'art 149 comma 2 ma soprattutto al comma 6?”
Consulenza legale i 03/11/2016
Ad una lettura ragionevole della disposizione dell’art. 149 C.d.S., il comma 6 pare intendere esclusivamente le terze persone e quindi non il conducente lesionato. Ciò sembrerebbe essere a rigor di logica, in quanto come può taluno rispondere delle lesioni che si è creato da solo?
Risponde, infatti, della sanzione amministrativa solo il conducente che abbia cagionato le lesioni alle persone con la sua condotta colposa (nel caso, colpa che risiede nell’imprudenza di non aver mantenuto la distanza di sicurezza). In altre parole: se nell’automobile da lei tamponata, il conducente o un passeggero si fossero procurati lesioni gravi, allora lei ne risponderebbe (salvo quanto si dirà più avanti). Lei non può in alcun modo rispondere di una condotta che si può definire “autolesiva”.

Per quanto concerne l’aspetto di cui ai commi 1 e 2 della norma in commento, Lei potrebbe rispondere del mancato rispetto della distanza di sicurezza e quindi si applicherebbero le sanzioni di cui al comma 4 (sanzione amministrativa pecuniaria da € 38,00 a € 155,00) ovvero al comma 5 (sanzione amministrativa pecuniaria da € 74,00 a € 299,00) nel caso di danno grave ai veicoli con conseguenti “dubbi sulle condizioni di sicurezza per la circolazione” tali da giustificare la richiesta di revisione – ai sensi dell’art. 80, comma 7 C.d.S. – (ma non pare essere questo il suo caso).

Per completezza narrativa si riporta una recente massima della Corte di Cassazione: “in caso di tamponamento tra veicoli, la presunzione di pari colpa di entrambi i conducenti, di cui all'art. 2054 c.c., comma 2 c.c., è superata, ex art. 149, comma 1 C.d.S., dalla presunzione "de facto" di inosservanza della distanza di sicurezza da parte del tamponante, sul quale grava l'onere di fornire la prova liberatoria, dimostrando che il tamponamento è derivato da causa in tutto o in parte a lui non imputabile, che può consistere anche nel fatto che il veicolo tamponato abbia costituito un ostacolo imprevedibile ed anomalo rispetto al normale andamento della circolazione stradale” (C. Cass., sez. III, 21/4/2016 n. 8051).
In altre parole, lei potrebbe andare indenne da qualsivoglia responsabilità sol se riuscisse a dimostrare che il tamponamento è avvenuto per causa a lei non imputabile (in altre parole, se riesce a dimostrare di non aver potuto fare nulla per evitare la collisione).

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