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Articolo 149 Codice della strada

(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Distanza di sicurezza tra veicoli

Dispositivo dell'art. 149 Codice della strada

1. Durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono.

2. Fuori dei centri abitati, quando sia stabilito un divieto di sorpasso solo per alcune categorie di veicoli, tra tali veicoli deve essere mantenuta una distanza non inferiore a 100 m. Questa disposizione non si osserva nei tratti di strada con due o più corsie per senso di marcia.

3. Quando siano in azione macchine sgombraneve o spargitrici, i veicoli devono procedere con la massima cautela. La distanza di sicurezza rispetto a tali macchine non deve essere comunque inferiore a 20 m. I veicoli che procedono in senso opposto sono tenuti, se necessario, ad arrestarsi al fine di non intralciarne il lavoro.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 42 a € 173.

5. Quando dall'inosservanza delle disposizioni di cui al presente articolo deriva una collisione con grave danno ai veicoli e tale da determinare l'applicazione della revisione di cui all'art. 80, comma 7, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da € 87 a € 345. Ove il medesimo soggetto, in un periodo di due anni, sia incorso per almeno due volte in una delle violazioni di cui al presente comma, all'ultima violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

6. Se dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 431 a € 1.734, salva l'applicazione delle sanzioni penali per i delitti di lesioni colpose o di omicidio colposo. Si applicano le disposizioni del capo II, sezioni I e II, del titolo VI.

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Consulenze legali
relative all'articolo 149 Codice della strada

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Dalmazio B. chiede
martedì 19/05/2020 - Marche
“Superstrada Civitanova Marche Foligno uscita di Macerata ore 07,40 AM,
Uscita intasata normalmente a questa ora del mattino,opportunamente segnalata con più cartelli indicanti auto in coda, con fila auto in uscita ingombrante totalmente la corsia di uscita ed estesa per oltre m.100 nella corsia di marcia destra.
Mia moglie, guidatrice molto prudente che deve superare questa uscita per raggiungere quella di Tolentino, accortasi della lunga e quasi ferma coda, accertatasi che la corsia di sorpasso è libera, dopo aver regolarmente segnalato il cambio di corsia, si immette in corsia di sorpasso ad una velocità prudentemente ridotta(50/60 Km/h) e viene tamponata da un'auto sopraggiungente ad alta velocità che le fa percorrere senza alcun ulteriore incidente circa cento metri della corsia di sorpasso fortunatamente libera da altre vetture. L'auto di mia moglie riporta danni nella parte posteriore per tutta la larghezza. L'auto tamponante riporta danni nella parte frontale esclusivamente. Entrambe la vetture sono in grado di lasciare il luogo dell'incidente autonomamente. A detta della conducente tamponante la sua velocità di marcia era di circa 120 Km/h. La Polizia stradale intervenuta ha rimosso le auto e non potendo fare rilevamenti per mancanza di segni visibili dell'incidente ha redatto un verbale basato esclusivamente sulle dichiarazioni delle conducenti. La dichiarazione di mia moglie è stata presa presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Macerata dove è stata condotta con ambulanza chiamata da un automobilista in uscita dalla superstrada.
Vorrei sapere come definire la responsabilità dell'incidente, dovuto esclusivamente alla velocità pericolosa della tamponante.”
Consulenza legale i 24/05/2020
Letto il verbale redatto dalla polizia stradale intervenuta possiamo preliminarmente osservare quanto segue.

Effettivamente, da quanto rilevato dai militi non è possibile ricostruire con certezza le rispettive responsabilità dei conducenti delle vetture coinvolte nel sinistro.
Tuttavia, in caso di tamponamento tra due veicoli occorre tenere presente che vi è una presunzione di responsabilità a carico del mezzo tamponante.
Infatti, l’art. 149 C.d.S al primo comma stabilisce espressamente che: “durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono”.
Tale principio è del resto ribadito in giurisprudenza costante della Cassazione.
Tra questa, si segnala la sentenza n. 20916 del 2016 relativa ad un caso simile alla presente vicenda in cui il conducente della vettura che procedeva lungo la propria corsia di marcia si vedeva la strada sbarrata da un’altra autovettura che cambiava corsia. In tale pronuncia la Corte, richiamando precedente giurisprudenza, ha sottolineato che: “il conducente di un veicolo deve essere in grado di garantire in ogni caso l’arresto tempestivo del mezzo, evitando collisioni con il veicolo che precede, per cui l’avvenuto tamponamento pone a carico del conducente medesimo una presunzione “de facto” di inosservanza della distanza di sicurezza. Ne consegue che, esclusa l’applicabilità della presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054, secondo comma, cod. civ., egli resta gravato dall’onere di dare la prova liberatoria, dimostrando che il mancato tempestivo arresto dell’automezzo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili (così, da ultimo, Cass., 18 marzo 2014, n. 6193)”.
Tale principio è stato ribadito anche nell’ordinanza n.13703 del 2017.

Fermo dunque che vi è una presunzione di responsabilità a carico del conducente che ha tamponato la vettura di Sua moglie, per definire la responsabilità dell’incidente occorre procedere nel modo seguente.

In primo luogo, visto che (stando a quanto scritto nel verbale) a seguito del sinistro sono derivati danni a cose e lesioni, è possibile attivare la procedura di risarcimento prevista dall’art. 149 del codice delle assicurazioni laddove le lesioni non superino il 9% (art. 139 codice delle assicurazioni).
E’ quindi possibile inoltrare una denuncia di sinistro alla propria assicurazione (tramite pec o raccomanda a/r) chiedendo il risarcimento dei danni subiti per fatto e colpa esclusivi del conducente che ha tamponato la vettura condotta da Sua moglie.
La compagnia assicurativa, attivata la procedura, avrà 90 giorni di tempo per formulare una offerta risarcitoria. Ricordiamo che in caso di lesioni alla persona, il predetto termine decorre dalla data di presentazione di un certificato medico di avvenuta guarigione o di postumi permanenti.
La compagnia ovviamente nominerà un proprio medico per la visita onde accertare la percentuale di invalidità (laddove appunto vi siano postumi permanenti) o comunque la percentuale di danno biologico relativa al periodo di inabilità (nel verbale leggiamo 10 giorni di prognosi), oltre i danni alla vettura.
Naturalmente, laddove la compagnia per qualche ragione non intenda risarcire, occorrerà azionare una causa civile preceduta dall’invito alla negoziazione assistita (condizione di procedibilità ai sensi del D.L 132/2014).

Flavio P. chiede
giovedì 27/10/2016 - Lombardia
“Al comma 6 del 149 si parla di lesioni gravi alle persone:quali?solo a terze persone o è compreso il conducente trasgressore che caduto dalla moto a seguito dell'impatto,ha subito prognosi di 60 giorni?ovvero se con la moto ho strisciato contro l'ultima macchina ferma in fila cadendo e procurandomi lesioni gravi sono soggetto alle sanzioni previste all'art 149 comma 2 ma soprattutto al comma 6?”
Consulenza legale i 03/11/2016
Ad una lettura ragionevole della disposizione dell’art. 149 C.d.S., il comma 6 pare intendere esclusivamente le terze persone e quindi non il conducente lesionato. Ciò sembrerebbe essere a rigor di logica, in quanto come può taluno rispondere delle lesioni che si è creato da solo?
Risponde, infatti, della sanzione amministrativa solo il conducente che abbia cagionato le lesioni alle persone con la sua condotta colposa (nel caso, colpa che risiede nell’imprudenza di non aver mantenuto la distanza di sicurezza). In altre parole: se nell’automobile da lei tamponata, il conducente o un passeggero si fossero procurati lesioni gravi, allora lei ne risponderebbe (salvo quanto si dirà più avanti). Lei non può in alcun modo rispondere di una condotta che si può definire “autolesiva”.

Per quanto concerne l’aspetto di cui ai commi 1 e 2 della norma in commento, Lei potrebbe rispondere del mancato rispetto della distanza di sicurezza e quindi si applicherebbero le sanzioni di cui al comma 4 (sanzione amministrativa pecuniaria da € 38,00 a € 155,00) ovvero al comma 5 (sanzione amministrativa pecuniaria da € 74,00 a € 299,00) nel caso di danno grave ai veicoli con conseguenti “dubbi sulle condizioni di sicurezza per la circolazione” tali da giustificare la richiesta di revisione – ai sensi dell’art. 80, comma 7 C.d.S. – (ma non pare essere questo il suo caso).

Per completezza narrativa si riporta una recente massima della Corte di Cassazione: “in caso di tamponamento tra veicoli, la presunzione di pari colpa di entrambi i conducenti, di cui all'art. 2054 c.c., comma 2 c.c., è superata, ex art. 149, comma 1 C.d.S., dalla presunzione "de facto" di inosservanza della distanza di sicurezza da parte del tamponante, sul quale grava l'onere di fornire la prova liberatoria, dimostrando che il tamponamento è derivato da causa in tutto o in parte a lui non imputabile, che può consistere anche nel fatto che il veicolo tamponato abbia costituito un ostacolo imprevedibile ed anomalo rispetto al normale andamento della circolazione stradale” (C. Cass., sez. III, 21/4/2016 n. 8051).
In altre parole, lei potrebbe andare indenne da qualsivoglia responsabilità sol se riuscisse a dimostrare che il tamponamento è avvenuto per causa a lei non imputabile (in altre parole, se riesce a dimostrare di non aver potuto fare nulla per evitare la collisione).

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