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Articolo 126 Codice della strada

(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

Durata e conferma della validità della patente di guida

Dispositivo dell'art. 126 Codice della strada

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 119, la durata della validità delle patenti di guida e dei certificati di abilitazione professionale di cui all'articolo 116, commi 8 e 10, è regolata dalle disposizioni del presente articolo. La conferma della validità delle patenti di guida e dei certificati di abilitazione professionale di cui all'articolo 116, commi 8 e 10, è subordinata alla permanenza dei requisiti fisici e psichici di idoneità alla guida.

2. Le patenti di guida delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE sono valide per dieci anni; qualora siano rilasciate o confermate a chi ha superato il cinquantesimo anno di età sono valide per cinque anni ed a chi ha superato il settantesimo anno di età sono valide per tre anni.

3. Le patenti di guida delle categorie C1, C1E, C e CE, sono valide per cinque anni fino al compimento del sessantacinquesimo anno di età e, oltre tale limite di età, per due anni, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici in commissione medica locale. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 115, comma 2, lettera a), al compimento del sessantacinquesimo anno di età, le patenti di categoria C e CE abilitano alla guida di autotreni ed autoarticolati di massa complessiva a pieno carico non superiore a 20 t.

4. Le patenti di guida delle categorie D1, D1E, D e DE sono valide per cinque anni e per tre anni a partire dal settantesimo anno di età. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 115, comma 2, lettera b), al compimento del sessantesimo anno di età, le patenti di guida di categoria D1 o D, ovvero di categoria D1E o DE abilitano alla guida solo di veicoli per i quali è richiesto rispettivamente il possesso delle patenti di categoria B o BE. È fatta salva la possibilità per il titolare di richiedere la riclassificazione della patente D1 o D, ovvero, D1E o DE rispettivamente in patente di categoria B o BE.

5. Le patenti di guida speciali, rilasciate a mutilati e minorati fisici, delle categorie AM, A1, A2, A, B1 e B sono valide per cinque anni; qualora siano rilasciate o confermate a chi ha superato il settantesimo anno di età sono valide per tre anni. Alle patenti di guida speciali delle categorie C1, C, D1 e D si applicano le disposizioni dei commi 3 e 4.

6. I titolari delle patenti di guida di cui ai commi 2, 3, 4 e 5, al compimento dell'ottantesimo anno di età, rinnovano la validità della patente posseduta ogni due anni.

7. L'accertamento dei requisiti fisici e psichici per il rinnovo di validità dei certificati di abilitazione professionale di tipo KA e KB è effettuato ogni cinque anni e comunque in occasione del rinnovo di validità della patente di guida.

8. La validità della patente è confermata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, che trasmette per posta al titolare della patente di guida un duplicato della patente medesima, con l'indicazione del nuovo termine di validità. A tal fine i sanitari indicati nell'articolo 119, comma 2, sono tenuti a trasmettere al suddetto ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, nel termine di cinque giorni decorrente dalla data di effettuazione della visita medica, i dati e ogni altro documento utile ai fini dell'emissione del duplicato della patente di cui al primo periodo. Analogamente procedono le commissioni di cui all'articolo 119, comma 4. Non possono essere sottoposti alla visita medica i conducenti che non dimostrano, previa esibizione delle ricevute, di avere effettuato i versamenti in conto corrente postale degli importi dovuti per la conferma di validità della patente di guida. Il personale sanitario che effettua la visita è responsabile in solido dell'omesso pagamento. Il titolare della patente, dopo aver ricevuto il duplicato, deve provvedere alla distruzione della patente scaduta di validità.

9. Per i titolari di patente italiana, residenti o dimoranti in un altro Stato per un periodo di almeno sei mesi, la validità della patente è altresì confermata, tranne per i casi previsti nell'articolo 119, commi 2-bis e 4, dalle autorità diplomatico-consolari italiane presenti negli Stati medesimi, che rilasciano, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici da parte di medici fiduciari delle ambasciate o dei consolati italiani, una specifica attestazione che per il periodo di permanenza all'estero fa fede dell'avvenuta verifica del permanere dei requisiti di idoneità psichica e fisica. Riacquisita la residenza o la dimora in Italia, il cittadino, che ha provveduto secondo quanto previsto nel periodo precedente, dovrà confermare la patente ai sensi del comma 8.

10. L'autorità sanitaria, nel caso che dagli accertamenti di cui al comma 8 rilevi che siano venute a mancare le condizioni per la conferma della validità della patente, comunica al competente ufficio della Direzione generale per la motorizzazione del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici l'esito dell'accertamento stesso per i provvedimenti di cui agli articoli 129, comma 2, e 130.

11. Chiunque guida con patente o con altra abilitazione professionale di cui all'articolo 116, commi 8, 10, 11 e 12, scaduti di validità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 158 a € 639. Alla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente, del certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB o della carta di qualificazione del conducente rilasciata ad un conducente titolare di patente di guida emessa da altro Stato, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Al conducente titolare di patente di guida italiana che, nell'esercizio dell'attività professionale di autotrasporto per la quale è richiesta l'abilitazione di cui all'articolo 116, comma 11, guida con tale abilitazione scaduta, si applicano le sanzioni di cui all'articolo 216, comma 6.

12. Chiunque viola le disposizioni del comma 3, secondo periodo, è punito con le sanzioni di cui all'articolo 116, comma 15-bis. Le medesime sanzioni si applicano a chiunque viola le disposizioni del comma 4, secondo periodo.

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Anacleto M. chiede
lunedì 04/11/2019 - Lombardia
“Per patologia in atto (PaceMaker) mi e' stato fissato un limite di percorrenza in un raggio di 100Km. Domanda:se mi reco in un posto diverso dall'abituale con mezzi pubblici,es. biglietto Freccia Rossa e provvisioriamente risiedo in albergo (documentato) posso da li' guidare per un raggio di 100 Km.?”
Consulenza legale i 18/11/2019
La conferma, ossia il rinnovo, della patente di guida è subordinata, ai sensi dell’art.126 del Codice della strada, alla permanenza dei requisiti fisici e psichici di idoneità alla guida.
Il Regolamento di attuazione del Codice della strada (D.P.R. n.495/92), all’art.319 chiarisce che tale idoneità ricorre quando il richiedente, a seguito di accertamento sanitario praticato con i comuni esami clinici e con gli accertamenti specialistici ritenuti necessari, non risulti affetto da malattia fisica o psichica, deficienza organica o minorazione psichica, anatomica o funzionale, tale da impedirgli di condurre con sicurezza i tipi di veicoli alla guida dei quali la patente abilita.

In casi specifici, la verifica della presenza di tali requisiti è demandata non ad un medico singolo, bensì alle Commissioni mediche locali (art. 119 del codice strada), che, dopo aver svolto i dovuti controlli, possono accordare il rinnovo della patente anche in presenza di patologie o di problemi fisici di altra natura che non pregiudicano integralmente la capacità di guida, imponendo particolari prescrizioni, come ad es. l’utilizzo di occhiali, di apparecchi acustici, la guida nel solo orario diurno e simili.
In ogni caso, le limitazioni fissate a seguito dell'accertamento dell'idoneità psico-fisica alla guida devono essere riportate sulla patente utilizzando i codici unionali armonizzati (art. 116 del codice strada).

Si tratta di codici introdotti a livello europeo, e recepiti negli anni nell’ordinamento italiano, che hanno la funzione di rendere uniforme e comprensibile il contenuto delle patenti di guida nei vari Stati membri, facilitando al contempo sia i controlli da parte delle Autorità nazionali, sia la circolazione delle persone all’interno dell’Unione Europea.
In concreto, sulla sezione della patente dedicata alle prescrizioni in questione vengono impressi soltanto alcuni numeri, il cui significato specifico viene illustrato per esteso nell’Allegato 1 al D.Lgs. n.59/2011, che è stato aggiornato per l'ultima volta nel 2017.

Nel caso di specie, la limitazione alla quale si riferisce il quesito è individuata con il codice n.62, che indica: “Guida entro un raggio di ... km dal luogo di residenza del titolare o solo nell’ambito della città/Regione”.
Non pare, quindi, purtroppo possibile attuare la soluzione proposta nel quesito, nemmeno conservando la documentazione che prova che la destinazione oltre i 100 Km è stata raggiunta utilizzando i mezzi pubblici.
Infatti, l’unico punto di partenza preso in considerazione dalla normativa di riferimento per verificare il rispetto del limite fissato dalla Commissione Medica Locale e riportato sulla patente di guida è proprio e soltanto il luogo di residenza del titolare.

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