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Articolo 2569 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Diritto di esclusività

Dispositivo dell'art. 2569 Codice civile

Chi ha registrato nelle forme stabilite dalla legge un nuovo marchio idoneo a distinguere prodotti o servizi ha diritto di valersene in modo esclusivo per i prodotti o servizi per i quali è stato registrato (1).

In mancanza di registrazione, il marchio è tutelato a norma dell'articolo 2571 (2).

Note

(1) Comma così sostituito ex art. 81, D.Lgs. 04 dicembre 1992, n. 480.
(2) I marchi si distinguono in:
1) marchio di fabbrica e di commercio, a seconda dell'attività svolta;
2) marchi generali o speciali, che vengono impiegati per differenziare i prodotti dell'impresa;
3) marchi forti e marchi deboli, a seconda della capacità distintiva e di una protezione molto intensa.

Ratio Legis

La funzione del marchio consiste nel garantire al consumatore l'identità originale del prodotto contrassegnato dal marchio, consentendogli di distinguerlo da altri prodotti.
Da ciò discendono i requisiti del marchio:
- novità;
- capacità distintiva;
- originalità.

Spiegazione dell'art. 2569 Codice civile

L'ambito oggettivo di efficacia di un marchio d'impresa ed i limiti della sua tutela nei confronti di altri marchi sono strettamente connessi con la confondibilita dei prodotti, cioe con l'appartenenza dei prodotti concorrenti alla stessa specie merceologica, ovvero con la loro affinita od omogeneita, la quale sussiste in presenza o dell'idoneita dei prodotti a soddisfare gli stessi bisogni, o della destinazione alla medesima clientela, ovvero dell'intrinseca natura, anche sotto il profilo della ricollegabilita alla medesima fonte produttiva in rapporto con la normale capacita e tendenza espansiva dell'attivita imprenditoriale. Il divieto di usurpare la denominazione sociale altrui allo scopo di contraddistinguere i propri prodotti, in quanto idonea ad ingenerare confusione tra i prodotti, determina la nullita del marchio in cui sia contenuta quella denominazione, almeno nella sua parte essenziale e caratterizzante, anche se essa non sia coperta da brevetto (Cass. n. 6244/1983). In tema di marchi di impresa, la qualificazione del segno distintivo come marchio debole non preclude la tutela nei confronti della contraffazione in presenza dell'adozione di mere varianti formali, in se inidonee ad escludere la confondibilita con cio che del marchio imitato costituisce l'aspetto caratterizzante, non potendosi, invero, limitare la tutela del marchio debole ai casi di imitazione integrale o di somiglianza prossima all'identita, cioe di sostanziale sovrapponibilita del marchio utilizzato dal concorrente a quello registrato anteriormente (Cass. n. 1861/2015). In materia di marchi, la distintivita deve essere intesa come capacita di distinguere un prodotto dall'altro che, come tale, giustifica il monopolio di un segno, mentre e estranea al nucleo della funzione del marchio la capacita di indicare il produttore; pertanto, il rifiuto del contitolare del marchio di concertare l'uso comune non compromette di per se la funzione distintiva del marchio e, seppur puo rendere impossibili adeguate condotte a tutela della distintivita, cio non puo ritenersi conseguente al solo fatto che il consumatore ignora l'esistenza di una contitolarita anziche di una titolarita unica (Cass. n. 3444/2001). Il carattere di originalita, ai fini della tutela del segno distintivo come marchio, non consiste necessariamente nella individuazione e nell'utilizzazione di un termine o di una espressione del tutto nuovi, potendo, al contrario, ammettersi anche l'uso di una espressione ricavata dalla storia, dalla letteratura o dalla tradizione popolare, anche se divenuta di comune conoscenza, purche l'accostamento della espressione al prodotto rappresenti applicazione di un'idea originale, e non rievochi nel medio consumatore un collegamento con prodotti dello stesso genere di quello che si intende contrassegnare (Cass. n. 1820/2000).

Il marchio puo essere emblematico o denominativo.
Il marchio semplice va distinto dal marchio complesso, quello, cioe, risultante da piu elementi, in cui l'effetto distintivo deve essere valutato con visione d'insieme e puo sussistere anche se i vari elementi, considerati singolarmente, sono di uso comune (Cass. n. 1974/3034).
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L'esclusione, quindi, dalla registrabilita come marchi, dei «segni costituiti esclusivamente dalla forma imposta dalla natura stessa del prodotto, dalla forma del prodotto necessaria per ottenere un risultato tecnico, o dalla forma che da un valore sostanziale al prodotto» si traduce nella tutela del pubblico interesse ad impedire il perpetuarsi di una esclusiva e si risolve nell'affermazione — i cui indubbi limiti ai fini del discorso in esame non interessano — che tutte le forme brevettabili non sono tutelabili come marchio.
Anche un colore puo costituire un marchio brevettabile, purche non abbia una funzione intrinsecamente descrittiva del prodotto, ma sia collegato ad esso da un accostamento di pure fantasia con carattere originale ed efficacia individualizzante, occorrendo che il collegamento tra il colore e il prodotto rappresenti il dispiego di un attivita creativa; ne si pongono in tal caso rischi di monopolio del nome di un colore che di necessita deve essere adoperato da chiunque produca il medesimo bene, rischi che invece si presenterebbero allorche si consentisse di ripetere il colore del prodotto nel marchio.

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