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Articolo 2500 octies Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Trasformazione eterogenea in società di capitali

Dispositivo dell'art. 2500 octies Codice civile

I consorzi, le società consortili, le comunioni d'azienda, le associazioni riconosciute e le fondazioni possono trasformarsi in una delle società disciplinate nei capi V, VI e VII del presente titolo.

La deliberazione di trasformazione deve essere assunta, nei consorzi, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consorziati; nelle comunioni di aziende all'unanimità; nelle società consortili e nelle associazioni con la maggioranza richiesta dalla legge o dall'atto costitutivo per lo scioglimento anticipato.

La trasformazione di associazioni in società di capitali può essere esclusa dall'atto costitutivo o, per determinate categorie di associazioni, dalla legge; non è comunque ammessa per le associazioni che abbiano ricevuto contributi pubblici oppure liberalità e oblazioni del pubblico. Il capitale sociale della società risultante dalla trasformazione è diviso in parti uguali fra gli associati, salvo diverso accordo tra gli stessi.

La trasformazione di fondazioni in società di capitali è disposta dall'autorità governativa, su proposta dell'organo competente. Le azioni o quote sono assegnate secondo le disposizioni dell'atto di fondazione o, in mancanza, dell'articolo 31.

Ratio Legis

La trasformazione eterogenea è stata introdotta dal D. Lgs. 6/2003 (Riforma del diritto societario) e risponde all'esigenza di economia degli atti negoziali per consentire un unico procedimento di trasformazione con un unico passaggio e la conservazione in capo all'ente risultante dei diritti e degli obblighi dell'ente trasformato.

Spiegazione dell'art. 2500 octies Codice civile

La trasformazione eterogenea è il passaggio da una società lucrativa in un ente causalmente diverso, cioè in una società non lucrativa o in un ente non societario, e viceversa.
La norma ammette la trasformazione da consorzi, società consortili, comunioni d'azienda, associazioni riconosciute e fondazioni in società di capitali.

Per quanto riguarda i consorzi, ci si riferisce sia a quelli con attività esterna, che hanno soggettività giuridica, che a quelli con attività interna, che non hanno soggettività giuridica.

La trasformazione eterogenea è possibile sia da società consortili di persone che da società consortili di capitali.

La norma, a differenza della precedente (2500 septies), non nomina l'associazione non riconosciuta, di conseguenza parte della dottrina ritiene che la trasformazione eterogenea di tale ente non sia ammissibile motivando dall'impossibilità di poter effettuare la pubblicità a tutela dei terzi.

La norma disciplina l'attribuzione delle azioni o quote soltanto riguardo alla trasformazione di associazione e a quella di fondazione. Sicché si deve ritenere che:
- per la società consortile bisogna guardare al tipo sociale da questa adottato e si applica l'art. 2500 quater;
- per il consorzio ci si può riferire alla quota di partecipazione del fondo consortile;
- per la comunione di azienda bisogna riferirsi alla quota determinata per ciascuno.

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