Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 2425 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Contenuto del conto economico

Dispositivo dell'art. 2425 Codice civile

Il conto economico deve essere redatto in conformità al seguente schema:

  1. A) Valore della produzione:
  2. 1) ricavi delle vendite e delle prestazioni;
  3. 2) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti;
  4. 3) variazioni dei lavori in corso su ordinazione;
  5. 4) incrementi di immobilizzazioni per lavori interni;
  6. 5) altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio.

Totale.

  1. B) Costi della produzione:
  2. 6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci;
  3. 7) per servizi;
  4. 8) per godimento di beni di terzi;
  5. 9) per il personale:
  6. a) salari e stipendi;
  7. b) oneri sociali;
  8. c) trattamento di fine rapporto;
  9. d) trattamento di quiescenza e simili;
  10. e) altri costi;
  11. 10) ammortamenti e svalutazioni:
  12. a) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali;
  13. b) ammortamento delle immobilizzazioni materiali;
  14. c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni;
  15. d) svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide;
  16. 11) variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci;
  17. 12) accantonamenti per rischi;
  18. 13) altri accantonamenti;
  19. 14) oneri diversi di gestione.

Totale.

Differenza tra valore e costi della produzione (A - B).

  1. C) Proventi e oneri finanziari:
  2. 15) proventi da partecipazioni, con separata indicazione di quelli relativi ad imprese controllate e collegate e di quelli relativi a controllanti e a imprese sottoposte al controllo di queste ultime;
  3. 16) altri proventi finanziari:
  4. a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti e da imprese sottoposte al controllo di queste ultime;
  5. b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni;
  6. c) da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni;
  7. d) proventi diversi dai precedenti, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti e da imprese sottoposte al controllo di queste ultime;
  8. 17) interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione di quelli verso imprese controllate e collegate e verso controllanti;
  9. 17bis) utili e perdite su cambi.

Totale (15 + 16 – 17 + – 17bis).

  1. D) Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie:
  2. 18) rivalutazioni:
  3. a) di partecipazioni;
  4. b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni;
  5. c) di titoli iscritti all'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni;
  6. d) di strumenti finanziari derivati;
  7. 19) svalutazioni:
  8. a) di partecipazioni;
  9. b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni;
  10. c) di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni;
  11. d) di strumenti finanziari derivati.

Totale delle rettifiche (18-19).

[E) Proventi e oneri straordinari:

  1. 20) proventi, con separata indicazione delle plusvalenze da alienazioni i cui ricavi non sono iscrivibili al n. 5);
  2. 21) oneri, con separata indicazione delle minusvalenze da alienazioni, i cui effetti contabili non sono iscrivibili al n. 14), e delle imposte relative a esercizi precedenti.

Totale delle partite straordinarie (20-21).]

E) Risultato prima delle imposte (A - B + - C + - D);

  1. 20) imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate;
  2. 21) utile (perdite) dell'esercizio. (1)

Note

(1) Articolo modificato dall'art. 6 del D. Lgs. 18/08/2015 n. 139, in vigore dal 1° gennaio 2016.

Ratio Legis

Il legislatore prevede lo schema di redazione del conto economico che deve essere considerato obbligatorio.

Spiegazione dell'art. 2425 Codice civile

Il conto economico è l'elenco, ordinato per categorie, dei costi e dei ricavi di competenza dell'esercizio, ossia di competenza di quel lasso di tempo intercorrente tra la data di riferimento del bilancio attuale e quella del bilancio precedente.
A differenza dello stato patrimoniale (v. art. 2424) la struttura del conto economico non è a colonne affiancate ma a forma scalare, nel senso che elenca costi e ricavi in un'unica lista, con valore positivo o negativo.

Con le lettera A e B si confrontano i componenti positivi costituenti il valore della produzione con i costi della produzione classificati per natura, cioè sulla base della natura del costo. I primi due raggruppamenti - valore della produzione e costi della produzione - si riferiscono alla gestione caratteristica e alla gestione accessoria.
Le lettere C e D sono relative ai componenti positivi e negativi e alle rettifiche di valore di natura finanziaria. Questi due raggruppamenti si riferiscono alla gestione finanziaria.

Relazione al D.Lgs. 6/2003

(Relazione illustrativa del decreto legislativo recante: "Riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative, in attuazione della legge 3 ottobre 2001, n. 366.")

8 L'attuale disciplina di bilancio non prevede specifiche indicazioni relative alle operazioni in valuta. Posto che il bilancio è redatto in euro, si debbono fissare regole di conversione e di valutazione di dette operazioni. Si è prevista una disciplina diversa a seconda che le operazioni in valuta riguardino le immobilizzazioni o l'attivo circolante. Sono state previste, quindi, le seguenti modifiche: • art. 2425 del c.c. 17 bis): si è prevista una voce che riporti l'effetto (utile o perdita) delle variazioni dei cambi rispetto a quelli adottati alle date di effettuazione dell'operazione. • Art. 2425 bis : i ricavi ed i costi delle operazioni in valuta sono rilevati nel Conto Economico al cambio del giorno in cui si effettua l'operazione posto che i relativi crediti e debiti in moneta estera (di qualsiasi natura e scadenza) sono rilevati in contabilità nella moneta di conto al cambio della predetta data. • art. 2426 del c.c. 8 bis): si prescrive che le attività e passività in valuta, già iscritte ai cambi della data di effettuazione dell'operazione, devono essere valutate al cambio in vigore alla data di chiusura dell'esercizio imputando la variazione al Conto Economico. Per le attività immobilizzate, stante la loro natura, è fatto obbligo di mantenere il cambio "storico" cioè quello corrente alla data di effettuazione dell'operazione. L'eventuale differenziale positivo su cambi non può essere distribuito fino a quando non sarà realizzato con l' estinzione dell'attività o passività che l'ha generato • art. 2427 del c.c. 6 bis): considerata l'incidenza sul Conto Economico che deriva dalla valutazione delle poste in divisa, così come prescritto dall'art. 2426 8 bis) c.c., viene richiesta una specifica indicazione circa gli effetti che possono derivare da variazioni dei cambi rispetto a quelli espressi alla data di chiusura dell'esercizio. Inoltre, tenuto conto che nella valutazione dei crediti la capacità di rimborso da parte del debitore può essere anche condizionata dal servizio di rimborso del paese estero e non solo dalla valuta di regolamento, si è prevista la seguente modifica: • Art. 2427 6): tenuto conto che la valutazione dei crediti (c.d. rischio paese) è fortemente condizionata non solo dalle valute di regolamento, ma anche dal paese della controparte, è stata introdotta una specifica indicazione di tali poste suddivise per aree geografiche.

Massime relative all'art. 2425 Codice civile

Cass. pen. n. 4092/2013

In tema di conflitto di competenza, sussiste per il giudice l'obbligo dell'immediata trasmissione degli atti alla Corte di Cassazione ai sensi dell'art. 30, comma secondo c.p.p. soltanto qualora l'atto di parte rappresenti una situazione astrattamente configurabile come corrispondente alla previsione di cui all'art. 28 c.p.p. e, cioè, ove vi siano due o più giudici che contemporaneamente prendono o rifiutano di prendere cognizione del medesimo fatto attribuito alla medesima persona, condizione che non si verifica quando la parte non denunci alcun conflitto ma si limiti a sollecitare il giudice a sollevarlo contestando la competenza di altro organo giudicante.(Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto configurare una mera sollecitazione di parte alla proposizione del conflitto il provvedimento emesso dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modena - al quale gli atti erano stati trasmessi a seguito della sentenza di incompetenza pronunciata dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Reggio Emilia - impropriamente denominato "denuncia di conflitto").

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo