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Articolo 1908 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Valore della cosa assicurata

Dispositivo dell'art. 1908 Codice civile

Nell'accertare il danno non si può attribuire alle cose perite o danneggiate un valore superiore a quello che avevano al tempo del sinistro.

Il valore delle cose assicurate può essere tuttavia stabilito al tempo della conclusione del contratto, mediante stima accettata per iscritto dalle parti [1341] (1).

Non equivale a stima la dichiarazione di valore delle cose assicurate contenuta nella polizza o in altri documenti (2).

Nell'assicurazione dei prodotti del suolo il danno si determina in relazione al valore che i prodotti avrebbero avuto al tempo della maturazione o al tempo in cui ordinariamente si raccolgono (3).

Note

(1) In tal caso si parla di polizza stimata, la quale costituisce un negozio concluso dalle parti al quale si ritengono applicabili, in particolare, le norme dettate in tema di vizi del consenso (v. art. 1427 del c.c.).
(2) La dichiarazione in esame, pur se proviene da una parte (assicurato) ed è comunicata alla controparte (assicuratore) non è da questa accettata per iscritto come accade per la stima e rappresenta una semplice dichiarazione di scienza dell'assicurato.
(3) Tale comma costituisce applicazione della eccezione prevista in generale dall'art. 1905 comma 2 c.c..

Ratio Legis

La norma, a prescindere dal momento di determinazione del valore del bene, è logica conseguenza del principio indennitario (v. 1905, 1 c.c.).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 1908 Codice civile

Cass. civ. n. 4753/2001

L'obbligazione assunta dall'assicuratore contro i danni è un debito di valore, come emerge dal costante riferimento al risarcimento del danno ed al valore della cosa assicurata in tutte le disposizioni normative che regolano la materia, ed in particolare negli artt. 1905 e 1908 c.c. Tale debito assolve la funzione reintegrativa della perdita subita dal patrimonio dell'assicurato ed è pertanto suscettibile di automatico adeguamento alla stregua della sopravvenuta svalutazione monetaria. La previsione di un massimale come limite della responsabilità dell'assicuratore è inidonea a trasformare l'obbligazione di risarcimento del danno in quella di pagamento di una somma determinata.

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Testi per approfondire questo articolo

  • I danni punitivi dopo la sentenza n. 16601/2017 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Convegno della Associazione internazionale di diritto delle assicurazioni. Sezione Lombardia

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