Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 1645 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Riconsegna del bestiame

Dispositivo dell'art. 1645 Codice civile

Nel caso previsto dall'articolo 1642, al termine del contratto l'affittuario deve restituire bestiame corrispondente per specie, numero, sesso, qualità, età e peso a quello ricevuto. Se vi sono differenze di qualità o di quantità contenute nei limiti in cui esse possano ammettersi avuto riguardo ai bisogni della coltivazione del fondo, l'affittuario deve restituire bestiame di eguale valore. Se vi è eccedenza o deficienza nel valore del bestiame, ne è fatto conguaglio in denaro tra le parti, secondo il valore al tempo della riconsegna.

La disposizione del comma precedente si applica anche se, all'inizio dell'affitto, l'affittuario ha depositato presso il locatore la somma che rappresenta il valore del bestiame.

Si applica altresì la disposizione del terzo comma dell'articolo 1640.

Sono salvi le disposizioni delle norme corporative (1) e i patti diversi.

Note

(1) L'espressione "le disposizioni delle norme corporative e" è da ritenersi implicitamente abrogata ai sensi del d.lgs.lgt. 23 novembre 1944, n. 369 e del R.D.L. 9 agosto 1943, n. 721."

Ratio Legis

La norma è conseguenza della previsione dell'art. art. 1642 del c.c. e prevede la possibilità di compensare le eventuali differenze di valore tra le scorte consegnate in dotazione e quelle rimanenti alla riconsegna.

Spiegazione dell'art. 1645 Codice civile

Disciplina della riconsegna del bestiame

Se il bestiame consegnato all'affittuario è stato determinato con indicazione della specie, del numero, del sesso, della qualità, dell'età e del peso, al termine del contratto l'affittuario deve restituire bestiame corrispondente per specie, numero ecc. a quello ricevuto. Se vi sono differenze di qualità o di quantità, contenute nei limiti in cui esse possono ammettersi avuto riguardo ai bisogni della coltivazione del fondo, l'affittuario deve restituire bestiame di ugual valore. V'è qui un richiamo al principio sancito nell'art. 1642 secondo il quale l'affittuario può bensì disporre dei singoli capi, ma deve mantenere nel fondo la dotazione necessaria ai bisogni della produzione.

Se per pattuizione corsa tra le parti il debito dell'affittuario sia debito di valuta corrispondente al valore di stima, questo patto, non contrario ad alcun interesse pubblico, avrà il suo peino vigore. Si tratta di un ordinario debito pecuniario e riprende impero il principio che ne regola l'estinzione ai sensi art. 1277 cod. civ.. Anche in questo caso, però, l'affittuario ha facoltà di liberarsi dando bestiame da valutarsi secondo i prezzi correnti al tempo del rimborso.

Nulla rileva che l'affittuario, all'inizio dell'affitto, abbia depositato presso il locatore la somma che rappresenta il valore del bestiame.
Egli sarà sempre tenuto alla restituzione, salvo riconsegna della somma depositata a titolo di garanzia del valore del bestiame, che avrà esaurito la sua funzione.

Le disposizioni di questo articolo sono derogabili dalle parti.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

698 Negli articoli 1640 a 1645 al disciplina la consegna e la riconsegna delle scorte del fondo tra locatore e affittuario:scorte morte fisse (macchine e attrezzi) o circolanti (semi, concimi, foraggi e simili); scorte vive, come bestiame da lavoro o da allevamento. Il regolamento parte dalla situazione pattizia normale, che descrive e stima le scorte del fondo. Al riguardo questioni ardenti sorsero nel trascorso immediato dopo guerra circa l'interpretazione da darsi agli articoli 1687 e 1692 del codice civile del 1865 a proposito di riconsegna del bestiame. Secondo alcuni l'affittuario era debitore soltanto del valore risultante dalla stima iniziale; quindi il maggior valore dipendente dalla svalutazione monetaria doveva cedere a suo profitto. Altri invece, e più giustamente, sostenevano che oggetto del debito fosse, non già il valore del bestiame secondo la stima, ma il bestiame stesso, e se non proprio quei medesimi capi consegnati, altri a questi corrispondenti nel loro complesso. Questa seconda soluzione, confortata anche da numerosi responsi della Corte Suprema, è stata adottata nel nuovo codice. Oggetto di consegna e di riconsegna è adunque il bestiame nel suo complesso; li locatore rimane proprietario di questo e dei suoi elementi, pur concedendosi all'affittuario un potere dí disposizione. La stima, come in altri casi, non produce trasferimenti di proprietà, ma accollo di rischi al consegnatario. Il potere di disposizione dell'affittuario non ha per oggetto il complesso, ma singoli elementi di questo, e peraltro si accompagna al dovere di sostituzione, in maniera che il tutto sia sempre rappresentato, salve lo depressioni derivanti da esigenze stagionali della coltura del fondo. Se poi, per pattuizione corsa tra le parti, il debito dell'affittuario sia debito di valuta corrispondente al valore di stima, questo patto, non contrario ad alcun interesse pubblico, avrà il suo vigore. Allora si tratta di un ordinario debito pecuniario; e riprende impero il principio nominalistico che ne regola l'estinzione (art. 1277 del c.c., primo comma). Tuttavia anche in questo caso l'affittuario ha facoltà di liberarsi dando bestiame, da valutarsi secondo i prezzi correnti al tempo del rimborso (art. 1645 del c.c., terzo comma). Si è così assorbita la c. d. soccida di ferro, la quale non poteva essere considerata come un contratto a sè, risolvendosi in una situazione convenzionale, accessoria del contratto di affitto. Il regolamento suddetto è peraltro soltanto dispositivo; se è derogabile dalle parti, tanto più può essere derogato dalle norme corporative che disciplinano questo rapporto economico (affitto del fondi rustici), a termini dell'art. 12, n. 3, della legge 20 marzo 1930, n. 206 e dell'art. 11 della legge 5 febbraio 1934, n. 163.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo

  • Manuale pratico e formulario dei beni immobili. Con CD-ROM

    Autore: Merz Sandro
    Editore: CEDAM
    Pagine: 1280
    Data di pubblicazione: maggio 2015
    Prezzo: 100,00 -5% 95,00 €

    Il volume tratta tutta la materia della proprietà immobiliare e dei diritti reali privilegiando l’approccio pratico, per dare una guida chiara e affidabile ai problemi che quotidianamente si pongono all’operatore del diritto.

    Il volume, giunto alla sua seconda edizione, aiuta il lettore a districarsi nella disciplina dei beni immobili, tema complesso in quanto soggetto non soltanto al diritto civile e penale (tanto sostanziale quanto procedurale), ma anche al... (continua)

  • Immobili. Compravendita, condominio e locazioni

    Editore: Ipsoa
    Data di pubblicazione: maggio 2017
    Prezzo: 90,00 -5% 85,50 €

    a Guida analizza sotto tutti gli aspetti, sostanziali, processuali e fiscali, grazie a un pool di Autori con differenti competenze, il mondo immobiliare:

    - compravendita

    - condominio

    - locazioni.

    Ampio spazio è dedicato al Condominio, profondamente riformato dalla L. 220/2012 che ha generato innovativi interventi giurisprudenziali; un’approfondita trattazione è dedicata ai contratti di locazione, con particolare attenzione agli aspetti... (continua)

  • Locazioni immobiliari

    Editore: Seac
    Data di pubblicazione: ottobre 2015
    Prezzo: 32,00 -5% 30,40 €
    Categorie: Locazioni

    La disciplina relativa alle locazioni immobiliari è stata oggetto negli ultimi anni di profonde e continue innovazioni che hanno di conseguenza variato diversi aspetti ad essa connessi.Tra le principali novità di recente istituzione si segnalano l’introduzione del modello RLI, la possibilità di richiedere l’addebito dell’imposta di bollo e di registro direttamente sul conto corrente e di effettuare i versamenti con il Mod. F24 ELIDE (con... (continua)

  • Le proroghe nel contratto di locazione ad uso abitativo

    Editore: Giuffrè
    Collana: Officina. Civile e processo
    Pagine: 86
    Data di pubblicazione: giugno 2015
    Prezzo: 18,00 -5% 17,10 €

    L'opera "Le proroghe nel contratto di locazione ad uso abitativo" affronta le seguenti tematiche: Miniproroga degli sfratti esecutivi: d.l. 192/2014 conv., con mod. in l. 11/2015 - Proroga sulla cedolare secca e abrogazione della disciplina sugli affitti in nero - Morosità incolpevole: d.m. 14.5.2014 - Rent to buy: nuovo contratto di godimento con diritto di acquisto - Contratto di locazione: trattamento fiscale e imposte.

    (continua)
  • Locazioni e cedolare secca. Con CD-ROM

    Collana: Professionisti & Imprese. Tributi
    Pagine: 250
    Data di pubblicazione: maggio 2015
    Prezzo: 34,00 -5% 32,30 €

    II edizione per questa Guida che esamina con particolare attenzione gli aspetti fiscali relativi al settore delle locazioni abitative e commerciali, alla luce delle novità introdotte dalla Circolare 19 febbraio 2015, n. 4/E, che ha fornito nuovi chiarimenti sul trattamento fiscale dell’Affitto con riscatto e del Rent to buy, dalla Legge di Stabilità 2015 e dal Decreto "Sblocca Italia" (D.L. n. 133 del 12 settembre 2014, convertito in Legge 11 novembre 2014, n. 164), che... (continua)