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Articolo 1413 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Eccezioni opponibili dal promittente al terzo

Dispositivo dell'art. 1413 Codice civile

Il promittente può opporre al terzo le eccezioni fondate sul contratto dal quale il terzo deriva il suo diritto (1), ma non quelle fondate su altri rapporti tra promittente e stipulante (2).

Note

(1) Ad esempio, il promittente può eccepire che lo stipulante non gli ha corrisposto quanto dovuto come prezzo della prestazione a favore del terzo.
(2) Ad esempio, la compensazione (1241 ss. c.c.) tra il credito ed un debito che abbia una fonte diversa dal contratto.

Ratio Legis

La norma si spiega considerando che la causa dell'attribuzione a favore del terzo è il contratto tra promittente e stipulante.

Spiegazione dell'art. 1413 Codice civile

Il limite delle eccezioni opponibili dal promittente al terzo

Pur sotto l'impero dell'abrogata norma dell'art. #1128# cod. civ. del 1865, quantunque la stipulazione a favore di terzo fosse riconosciuta valida solo in quanto costituisse parte accessoria di altra stipulazione principale (cfr. sopra, art. 1411, n. 1), non era dubbio che il diritto del terzo fosse a considerarsi quale suo proprio e diverso dal diritto dello stipulante per l’esecuzione della prestazione al terzo.

Ma cosiffatti due diritti erano tra di loro in rapporto di connessi in quanto l'attribuzione del diritto al terzo rappresentava l'adempimento dell'obbligazione verso lo stipulante; dal che promanava che il diritto del terzo, appunto perché derivazione del contratto altrui fosse esposto a tutti i motivi ed a tutte le eccezioni di nullità di tale contratto ed all'eventuale sua caducità, qualunque ne fosse stata la causa, fosse pure quella fondata su rapporti, estranei al contratto, tra promittente e stipulante.

La portata di questi principi occorreva limitare, quando si è elevata la stipulazione a favore di terzo ad autonoma figura contrattuale, consentendo che essa possa essere oggetto esclusivo e principale del contratto (cfr. sopra); ripercuotendosi siffatta autonomia sul diritto del terzo, era logico e coerente sancire ch'esso fosse esposto alle cause di nullità ed alle eccezioni fondate sul contratto dal quale promana il diritto per il terzo (es., vizio del consenso, exceptio non adimpleti contractus), ma non alle altre derivanti da rapporti estranei, tra promittente e stipulante (es., eccezione di compensazione).

Relazione al Libro delle Obbligazioni

(Relazione del Guardasigilli al Progetto Ministeriale - Libro delle Obbligazioni 1941)

253 Ho, infine, disciplinato i rapporti tra promittente e terzo (art. 271), consentendo l'opponiblità delle sole eccezioni fondate sul contratto dal quale deriva il diritto del terzo.
Causa di questo diritto è, infatti, il contratto intervenuto tra promittente e stipulante: ed è congruo che le eccezioni da esso derivanti (ad esempio: inadempienza dello stipulante in relazione al contenuto del rapporto-causa), fissino l'entità dell'attribuzione fatta al terzo.
Le eccezioni fondate su rapporti diversi (ad esempio: compensazione con un controcredito ex alia causa) non possono opporsi al terzo: il promittente che accetta di fare al terzo una prestazione, implicitamente rinunzia alle difese che egli poteva avere, sulla base di situazioni risultanti da altri rapporti.

Massime relative all'art. 1413 Codice civile

Cass. civ. n. 9787/1999

In tema di contratto a favore del terzo la norma dell'art. 1413 c.c., laddove prevede l'opponibilità al terzo da parte del promittente delle eccezioni fondate sul contratto dal quale il terzo deriva il suo diritto, comprende fra tali eccezioni anche l'inadempimento dello stipulante a quel contratto.

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