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Gli eredi non si accordano per la vendita della casa ereditata? Il Giudice può estrarre a sorte a chi assegnare il bene

Eredità - -
Gli eredi non si accordano per la vendita della casa ereditata? Il Giudice può estrarre a sorte a chi assegnare il bene
Cosa puoi fare se uno dei coeredi vuole vendere la casa e tu sei contrario? E se più eredi vogliono acquistare l'intero immobile?
Dopo la morte dei tuoi genitori, tu e tuo fratello avete ereditato la loro casa. Tuo fratello ha intenzione di vendere l’immobile, mentre tu sei contrario.

Vuoi sapere se tuo fratello può vendere la casa ereditata anche senza il tuo consenso? Capiamolo insieme.

Devi sapere che, se più persone ereditano un bene, si crea una comunione ereditaria: per l’art. 1100 c.c., c’è comunione quando uno stesso diritto appartiene a più persone e, se si tratta di un diritto di proprietà, si parla di comproprietà.

Ogni coerede è titolare di una quota ideale dell’intero bene, non di una porzione materiale di questo. Ad esempio, nel caso di un immobile ereditato da due persone, ciascuno è comproprietario del 50% dell’intero immobile e non di una singola stanza. L’art. 1102 c.c. stabilisce che ogni coerede può utilizzare il bene per intero, purché non impedisca agli altri contitolari di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Ciascun coerede può vendere la propria quota.
Quindi, tuo fratello potrebbe vendere la propria parte, ma la legge pone un limite.
L’art. 732 c.c. prevede il c.d. diritto di prelazione degli altri coeredi: se tuo fratello vuole vendere ad un estraneo, tu hai il diritto di essere preferito all’estraneo, a parità di condizioni (ossia, allo stesso prezzo).
In particolare, il coerede, che vuole vendere, deve notificare la proposta di vendita agli altri coeredi, indicando il prezzo. Il diritto di prelazione può essere esercitato entro due mesi.
Se non si notifica la proposta di vendita agli altri coeredi, questi hanno diritto di riscattare la quota dal compratore.

Invece, per la vendita dell’intera casa, è necessario il consenso di tutti i coeredi. Infatti, l’art. 1108, comma 3 c.c. stabilisce che occorre il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di vendita del bene comune.

Cosa si può fare quando un coerede non è d’accordo sulla vendita del bene?

Nessuno dei coeredi può obbligare l’altro a vendere. L’unica soluzione è la divisione giudiziale: l’art. 713, comma 1 c.c. precisa che ciascun erede può rivolgersi al giudice, chiedendo la divisione dell’eredità.

In questo caso, il giudice deve obbligatoriamente verificare se sia possibile una mediazione tra i coeredi. Se la mediazione fallisce, si procede alla divisione giudiziale.

Se il bene può essere diviso in natura, a ciascun erede verrà assegnata una parte del bene che rappresenta la quota di cui è titolare. Ad esempio, tu e tuo fratello siete comproprietari al 50% di una casa su due piani esattamente uguali: ad ognuno sarà assegnato un piano che corrisponde all’esatta metà dell’abitazione.

E se non può esserci una divisione in natura?
Il giudice deve controllare se c’è un coerede che vuole comprare l’intero bene.
Se c’è un coerede interessato, il giudice gli assegna l’immobile e gli ordina di versare agli altri coeredi una somma di denaro pari al prezzo delle loro quote.

Però, cosa succede se ci sono più eredi che vogliono acquistare l’intero bene?
Il giudice deve scegliere uno dei coeredi. Come? Il giudice controlla se esistono diritti da salvaguardare.
Se un coerede è titolare di un diritto da assicurare (ad esempio, l’erede che già viveva nella casa ereditata), egli sarà preferito, anche se la sua quota è inferiore.
Se non c’è un diritto da tutelare, sarà preferito il coerede con la quota maggiore.
Se non c’è diritto da salvaguardare e gli eredi interessati hanno una quota uguale, il giudice estrae a sorte l’assegnazione del bene.

Invece, cosa accade se non ci sono eredi interessati a comprare l’intero bene?
Il giudice metterà il bene all’asta e il ricavato della vendita sarà distribuito tra i coeredi in base alle loro rispettive quote.

Queste sono le soluzioni da poter seguire quando c'è disaccordo tra i coeredi sulla vendita di beni in comunione.


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