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Articolo 398

Codice di Procedura Civile

Proposizione della domanda

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Dispositivo dell'art. 398 Codice di Procedura Civile

La revocazione si propone con citazione davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata.
La citazione deve indicare, a pena di inammissibilità, il motivo della revocazione e le prove relative alla dimostrazione dei fatti di cui ai nn. 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 395, del giorno della scoperta o dell'accertamento del dolo o della falsità o del recupero dei documenti.
La citazione deve essere sottoscritta da un difensore munito di procura speciale (1).
La proposizione della revocazione non sospende il termine per proporre il ricorso per cassazione o il procedimento relativo. Tuttavia il giudice davanti a cui è proposta la revocazione, su istanza di parte, può sospendere l'uno o l'altro fino alla comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla revocazione, qualora ritenga non manifestamente infondata la revocazione proposta (2) (3).

Note

(1) Comma sostituito dalla l. 18 ottobre 1977, n. 793.

(2) Comma così sostituito dall'art. 68 della l. 26 novembre 1990, n. 353, in vigore dall'1 gennaio 1993. Ai sensi dell'art. 90 l. cit. tale norma si applica anche ai giudizi pendenti alla data dell'1.1.1993. Si riporta di seguito il testo del quarto comma anteriormente vigente: "La proposizione della revocazione sospende il termine per proporre il ricorso per cassazione o il procedimento relativo, fino alla comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla revocazione".

(3) La revocazione può concorrere con il ricorso per Cassazione (v. 360): ciò avviene quando oggetto dell'impugnazione in esame è una sentenza di secondo grado oppure inappellabile per legge o per volontà delle parti. In tal caso la nuova disposizione legislativa non prevede più la sospensione automatica del termine per la proposizione del ricorso per cassazione o del relativo procedimento, al fine di impedire un uso distorto del rimedio in esame, quale sarebbe quello sorretto dal solo intento di ritardare il passaggio in giudicato della sentenza. Ne consegue che l'incidenza della revocazione sul ricorso per cassazione è diversa a secondo che intervenga prima o dopo la decisione del ricorso stesso: nell'un caso implica una pronuncia che dichiara la cessazione della materia del contendere; nell'altro caso implica l'inefficacia della pronuncia della Corte.


Ratio Legis

Il quarto comma del presente articolo ha abolito l'automatica sospensione del procedimento (o del ricorso) in cassazione, subordinandola, al contrario, alla valutazione di non manifesta infondatezza della revocazione. Ciò è in linea con il generale intento del legislatore della riforma di ridurre i tempi del processo e di evitare comportamenti defatigatori messi in atto dalle parti.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 10416/2014

In materia di revocazione ordinaria, nessuna disposizione del codice di procedura civile inibisce alla parte, che pure abbia ottenuto la sospensione del termine per la proposizione dell'impugnazione ex art. 398 cod. proc. civ., di svolgere egualmente l'impugnazione, tenuto conto delle circostanze e di ragioni di opportunità difensiva.

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 398 del c.p.c.che hanno ricevuto risposta dalla redazione di Brocardi.it

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Quesito n. 12485/2015 mercoledì 25 febbraio 2015

Antonio C. chiede

E' stato proposto l'atto di citazione per revocazione di sentenza di primo grado ai sensi dell'art. 395 del C.P.C., senza che la stessa fosse passata in giudicato,né che fosse stato proposto appello in quanto ancora nei termini.Lo stampato utilizzato per il mandato porta la scritta MANDATO SPECIALE per la proposizione di atto di appello davanti la Corte di Appello, mentre è stato utilizzato per la citazione per revocazione ai sensi del succitato articolo 395 del C.P.C., davanti al Tribunale che ha emesso la sentenza oggetto di revocazione . Il convenuto si è costituito ed ha sollevato l'eccezione di inammissibilità della domanda perché errato il mandato.Il Giudice alla prima udienza, ha rinviato la causa concedendo un termine all'attore per note avverse l'eccezione proposta. Cosa bisogna sostenere dal momento che il convenuto si è regolarmente costituito per avversare l'eccezione?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 12485/2015 [risposta a pagamento]

Il terzo comma dell'art. 398 del c.p.c. impone che la citazione con la quale si propone la revocazione delle sentenze debba essere sottoscritta da un difensore munito di procura speciale.
La procura si dice speciale quando si conferisce la rappresentanza soltanto per una o più liti, determinate o meno, oppure per un singolo grado di giudizio.
La Corte di Cassazione si è occupata in diverse occasioni di specificare cosa si intenda per procura speciale e quale carattere debba rivestire: in sede di giudizio per cassazione - ma lo stesso ragionamento può valere nel procedimento di revocazione ex art. 395 c.p.c. - la procura speciale, ad esempio, non può essere rilasciata a margine o in calce ad atti diversi dal ricorso (es. Cass. 8708/2009); si è, poi, sostenuto, che il mandato in calce o margine del ricorso per cassazione è per sua natura speciale, senza che occorra per la sua validità uno specifico riferimento al giudizio in corso (quindi, ad esempio, sarebbe irrilevante l'errore materiale, facilmente riconoscibile, circa gli estremi della sentenza impugnata, cfr. Cass. n. 28227/2005).

La ratio dell'obbligo di conferire procura speciale al difensore per il procedimento di revocazione sta nel fatto che si richiede da parte dell'ordinamento che la persona rilasci una nuova procura, diversa da quella sottoscritta per i precedenti gradi di giudizio. Nel caso di specie, l'atto di citazione per revocazione è stato in effetti munito di una nuova procura. Pur essendo vero che la stessa porta la scritta "mandato speciale per la proposizione di atto di appello davanti la Corte di Appello", se dal tenore dell'atto è assolutamente evidente che la parte abbia in realtà inteso conferire la procura per la revocazione, si ritiene che il giudice potrebbe ritenere superata l'eccezione di inammissibilità, in quanto lo scopo dell'atto è stato comunque raggiunto (ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 156 del c.p.c., cfr. Cassazione 28.11.2007 n. 24743).

Si potrebbe quindi sostenere in giudizio che la procura speciale è stata validamente apposta all'atto di citazione per revocazione, anche se la stessa riporta la dicitura inesatta "corte d'appello".
In tal senso deporrebbe tutto il filone giurisprudenziale in base al quale l'incorporazione della procura all'interno dell'atto che si notifica o deposita (es. ricorso per cassazione) ne determina la specialità, in quanto il riferimento alla causa per cui è conferita si desume dall'atto cui la procura stessa è apposta. Insomma: laddove non sorgano dubbi circa la destinazione della procura all'atto in cui è incorporata, essa dovrebbe essere efficace (vedi, tra le altre, Cass. civ., 11.9.2014, n. 19214: "La procura alle liti è apposta a margine del ricorso, e tanto è da ritenersi sufficiente a ritenere rispettato il requisito di cui all'art. 365 c.p.c., atteso l'orientamento espresso tra le altre nella pronuncia 26504/2009, secondo cui il mandato apposto in calce o a margine del ricorso per cassazione, essendo per sua natura speciale, non richiede ai fini della sua validità alcuno specifico riferimento al giudizio in corso, sicché risultano irrilevanti sia la mancanza di uno specifico richiamo al giudizio di legittimità sia il fatto che la formula adottata faccia cenno a poteri e facoltà solitamente rapportabili al giudizio di merito").

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