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Articolo 370

Codice di Procedura Civile

Controricorso

Dispositivo dell'art. 370 Codice di Procedura Civile

La parte contro la quale il ricorso è diretto, se intende contraddire, deve farlo mediante controricorso da notificarsi al ricorrente nel domicilio eletto entro venti giorni dalla scadenza del termine stabilito per il deposito del ricorso. In mancanza di tale notificazione, essa non può presentare memorie, ma soltanto partecipare alla discussione orale.
Al controricorso si applicano le norme degli articoli 365 e 366, in quanto è possibile (1).
Il controricorso è depositato nella cancelleria della Corte entro venti giorni dalla notificazione, insieme con gli atti e i documenti e con la procura speciale, se conferita con atto separato [134, 135, 137 disp. att.] (2).

Note

(1) Il controricorso deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti (art. 365 del c.p.c.) e deve esporre i fatti di causa ed indicare, anche sinteticamente, i motivi che sorreggono l'atto: non è sufficiente il richiamo alle difese svolte nei precedenti gradi di giudizio.
(2) Il controricorso tardivamente notificato determina l'inammissibilità dello stesso, non escludendo, però, la partecipazione del difensore, munito di valida procura, alla discussione orale. Naturalmente il difensore potrà limitarsi a rilevare le solo questioni sollevabili d'ufficio.
La tardività del deposito causa l'improcedibilità del controricorso.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 4130/2014

In tema di impugnazione per cassazione, la parte, interamente vittoriosa nel giudizio di merito, che intende risollevare questioni già prospettate in appello, e non esaminate o ritenute assorbite dal giudice, ha l'onere di proporre ricorso incidentale condizionato, salvo che dichiari che le stesse siano sottoposte a scrutinio nel giudizio di rinvio, con conseguente sufficienza del mero controricorso al fine della rituale riproposizione delle questioni.

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 370 del c.p.c.

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

12/04/2011 Lazio
Chiara chiede
“Mi scuso per la domanda - la cui risposta, forse, appare scontata - ma ho un dubbio. Al ricorso per Cassazione si applicano le norme sulla contumacia? Specifico. Il controricorrente può essere contumace in Cassazione? Vi ringrazio molto.”
Consulenza legale i 12/04/2011

L’istituto della contumacia risponde all’esigenza di assicurare il diritto di difesa anche a colui che non si costituisce in un procedimento che lo riguarda, che può essere tanto l’attore che il convenuto (art. 290 del c.p.c.-art. 291 del c.p.c.). Le norme del processo contumaciale prevedono, infatti, degli accorgimenti da prendere nella fase istruttoria e per ogni comunicazione al contumace (v. in particolare l’art. 292 del c.p.c.).

La natura della contumacia non è però compatibile col giudizio davanti alla Corte di Cassazione che non prevede che sia devoluta alla cognizione dell’organo giudiziario il merito della causa, ma solo il profilo della legittimità. L’art. 370 del c.p.c. avverte che se il resistente vuole difendersi attivamente già prima dell’udienza finale di discussione (alla quale potrebbe partecipare comunque), avrà l’onere di predisporre e notificare l’apposito controricorso. Se non intende contraddire può non costituirsi decidendo di non partecipare al giudizio, ma non verrà dichiarato contumace. Nulla deve stabilirsi in ordine alle spese di giudizio quando il ricorrente sia rimasto soccombente, ma il resistente non si era costituito (Cass. civ., 13.5.1968, n. 1494).


Testi per approfondire questo articolo