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Articolo 2028

Codice Civile

Obbligo di continuare la gestione

Dispositivo dell'art. 2028 Codice Civile

Chi, senza esservi obbligato (1), assume scientemente (2) la gestione di un affare altrui (3), è tenuto a continuarla e a condurla a termine finché l'interessato non sia in grado di provvedervi da se stesso (4).
L'obbligo di continuare la gestione sussiste anche se l'interessato muore prima che l'affare sia terminato, finché l'erede possa provvedere direttamente.

Note

(1) Se la gestione non è spontanea non si ha la figura in esame ma può aversi mandato (1703 c.c.) se l'affare è giuridico e commissione (1731 c.c.) se è materiale. E' discusso se sia spontanea la gestione assunta in esecuzione di una obbligazione naturale (2034 c.c.).
(2) Cioè nella consapevolezza della gestione, dell'altruità e dell'assenza di obbligo.
(3) Se l'interessato è la P.A. questa deve accertare l'utilità della gestione atteso che, a differenza dei privati, essa persegue sempre l'interesse pubblico (97 Cost.).
(4) Si tratta della c.d. absentia domini. La casistica la riconosce sia nell'assenza giuridica che in quella materiale intesa in senso lato quindi, ad esempio, non solo nel caso di abbandono per calamità ma anche assenza per una trasferta di lavoro.

Ratio Legis

La figura della gestione di affari altrui ha come ratio di base quella di soddisfare l'utilità dell'interessato da parte del soggetto che si sia assunto l'onere di gestirla.

Brocardi

Absente et inscio domino
Animus aliena negotia gerendi
Negotiorum gestio
Utiliter coeptum
Utiliter gestum

Spiegazione dell'Articolo 2028 del Codice Civile

La procedura di ammortamento del titolo nominativo (richiami)

Nella Relazione Ministeriale al Libro delle Obbligazioni (n. 257), si avverte testualmente: « Circa i titoli nominativi, soltanto per ciò che riguarda l'ammortamento si sono estese le disposizioni dettate per i titoli all'ordine, senza creare un'apposita e diversa procedura. Si è considerata la necessità di eliminare le complicazioni che derivano dallo stabilire procedimenti diversi per le diverse categorie di titoli, soprattutto perché, avendo mantenuto la facoltà, già prevista nella Legge speciale, di trasferire il titolo per girata, sia pure_ con effetti limitati, doveva subordinarsi la pronuncia dell'ammorta­mento ad un procedimento più rigoroso, quale è appunto quello dettato per i titoli all'ordine ».

Infatti, l'art. 2027 nuovo Cod. civ.:
1) « In caso di smarrimento, sottrazione, o distruzione del titolo », attribuisce, all'intestatario o al giratario di esso, la potestà di « farne denuncia all'emittente e chiedere l'ammortamento del titolo in conformità delle norme relative ai titoli all'ordine » (art. 2027, 1 comma); con che opera un rinvio puro e semplice alle disposizioni contenute nei precedenti artt. 2016, 2017 e 2018, e regolanti appunto la procedura di ammortamento della categoria di titoli testé ricordata.

2) In quanto statuisce che «l'ammortamento estingue il titolo, ma non pregiudica le ragioni del detentore verso chi ha ottenuto il nuovo titolo» (art. 2027, 3 comma), — pone una norma corrispondente a quella contenuta nel precedente art. 2019 e regolante gli effetti dell'am­mortamento dei titoli all'ordine.


Disciplina speciale del caso di smarrimento, sottrazione o distruzione di azioni nominative

L'art. 2027, comma 2, pone altresì una norma speciale per il caso di smarrimento, sottrazione o distruzione di azioni nominative », — per ciò che, « durante il termine stabilito dall'art. 2016 », cioè durante il termine per l'opposizione, consente al ricorrente di « esercitare i diritti inerenti alle azioni, salva, se del caso, la prestazione di una cauzione ».

Relazione al Libro delle Obbligazioni

(Relazione del Guardasigilli al Progetto Ministeriale - Libro delle Obbligazioni 1941)

644Il progetto del 1936 era stato criticato perché si era osservato che dalla formulazione dell'art. 61 non risultava abbastanza chiaro l'animus aliena negotia gerendi come presupposto della gestione. La critica non coglieva nel segno perché, se taluno spontaneamente assume l'affare sapendo che non è proprio, ciò significa logicamente che intende gestire un affare di altri.
Piuttosto, era inesatto parificare gli effetti della gestione a quelli del mandato espresso, come nella formula adottata dalla Commissione reale: avrebbe potuto determinarsi l'idea di una diversità di conseguenze, a seconda che il mandato fosse espresso o tacito, il che non è ammissibile. Ho creduto perciò di sopprimere la parola "espresso".

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 9269/2008

L'elemento caratterizzante della gestione d'affari consiste nella spontaneità dell'intervento del gestore nella sfera giuridica altrui, in assenza di qualsiasi vincolo negoziale o legale. Tale requisito si rinviene non solo quando l'interessato sia nella materiale impossibilità di provvedere alla cura dei propri affari ma anche quando lo stesso non rifiuti, espressamente o tacitamente, tale ingerenza da parte del negotiorum gestor . (Nella fattispecie, La Corte ha ritenuto esistente la gestione d'affari, nell'amministrazione di un asse ereditario, da parte di un terzo, con l'assenso tacito degli eredi).

Cass. n. 12280/2007

Elemento caratterizzante la gestione di affari è il compimento di atti giuridici spontaneamente ed utilmente nell'interesse altrui, in assenza di un obbligo legale o convenzionale di cooperazione; a tal fine, si richiede innanzitutto l' absentia domini da intendersi non già come impossibilità oggettiva e soggettiva di curare i propri interessi, bensì come semplice mancanza di un rapporto giuridico in forza del quale il gestore sia tenuto ad intervenire nella sfera giuridica altrui, ovvero quale forma di spontaneo intervento senza opposizione e/o divieto del dominus tale requisito non è peraltro sufficiente ai fini della configurabilità della gestione di affari, occorrendo altresì l'utilità della gestione (cosiddetta utiliter coeptum), la quale sussiste quando sia stata esplicata un'attività che, producendo un incremento patrimoniale o risolvendosi in un'evitata diminuzione patrimoniale, sarebbe stata esercitata dallo stesso interessato quale buon padre di famiglia, se avesse dovuto provvedere efficacemente da sé alla gestione dell'affare. (In applicazione di tali principi, la S.C. ha cassato per vizio di motivazione la sentenza impugnata, la quale, in materia di IRPEF, aveva escluso l'assoggettabilità ad imposizione del sovrapprezzo riscosso dal contribuente per la vendita di azioni di proprietà della moglie, ritenendo che l'attività da lui svolta ai fini della vendita fosse configurabile non già come intermediazione ma come gestione di affari, senza però indicare gli elementi comprovanti l'avvenuto trasferimento alla moglie del controvalore dei titoli).

Cass. n. 18626/2003

L'elemento caratterizzante la gestione d'affari (art. 2028, c.c.) è costituito dal compimento di atti giuridici, spontaneamente ed utilmente compiuti dal gestore nell'altrui interesse in assenza di ogni rapporto contrattuale con l'interessato; pertanto la negotiorium gestio non è configurabile, qualora l'asserito gestore abbia adempiuto la prestazione in esecuzione di un contratto e sia decaduto dall'azione contrattuale proponibile per ottenere il rimborso delle somme pagate. (Nella specie, una banca aveva agito per ottenere il rimborso del debito pagato su delegazione di un suo correntista, benché l'operazione non risultasse annotata nell'estratto conto finale, non impugnato e non contestato nel termine di decadenza di sei mesi e, a fronte dell'eccezione di decadenza dall'azione di impugnazione dell'estratto conto — art. 1832, secondo comma, c.c. — aveva agito ex art. 2028, c.c.; la S.C., in applicazione del succitato principio di diritto, ha ritenuto insussistenti i presupposti della negotiorium gestio)

Cass. n. 12102/2003

La gestione degli affari che non abbia comportato la spendita del nome del dominus, può produrre effetti fra il dominus e il gestore, ma non può in alcun caso valere a far subentrare il dominus nel rapporto negoziale che il gestore abbia instaurato in nome proprio con il terzo.

Cass. n. 4623/2001

L'elemento peculiare che diversifica la gestione di affari altrui da tutte le altre ipotesi, in cui l'attività svolta per conto terzi costituisce l'adempimento di un obbligo legale o convenzionale del cooperatore, è dato dalla spontaneità dell'intervento del gestore, ossia dalla mancanza di un qualsivoglia rapporto giuridico in forza del quale il gestore sia tenuto ad intervenire nella sfera giuridica altrui, sicché la negotiorum gestio non è configurabile allorché ricorra una contrapposizione dei rispettivi interessi di cui risultino portatori il gestore ed il dominus.

Cass. n. 3225/1995

È ammissibile la negotiorum gestio anche nell'ambito degli atti in cui la forma solenne costituisca elemento concorrente della formazione della fattispecie negoziale, posto che l'immediata imputazione degli effetti dell'attività gestoria nella sfera del dominus trova il suo fondamento nella legge e non in un atto negoziale, solo rispetto al quale può trovare applicazione la norma di cui all'art. 1392 c.c.; peraltro quando manchi taluno dei requisiti della gestione d'affari, gli effetti di questa sono subordinati alla ratifica dell'interessato, che deve rivestire, a pena di nullità, la forma scritta, ai sensi dell'art. 1350 c.c., se concorre a determinare trasferimenti, costituzioni o modificazioni di diritti reali immobiliari; in tal caso, non avendo la gestione carattere rappresentativo, essa esaurisce i suoi effetti tra gestore e dominus, onde il terzo che faccia valere diritti nascenti dall'attività del gestore non può rivolgersi al dominus .

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Quesiti degli utenti
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10/04/2011 Veneto
chiara chiede
“Qual'è la traduzione di " IUS est hominis ad hominem proportio "? ( Inhalt und gegenstand sono importanti) grazie”
Consulenza legale i 12/04/2011

Si tratta di un’espressione usata da Dante nell’opera intitolata “De Monarchia” e si traduce con il seguente significato “il diritto è una proporzione tra l’uomo e l’uomo”. Il poeta dà una definizione del diritto come di un rapporto tra gli uomini commisurato nelle cose e nelle persone; finché si osserva, esso mantiene in buona salute i presupposti della vita associata.


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