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Articolo 134 Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS)

(R.D. 18 giugno 1931, n. 773)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Dispositivo dell'art. 134 TULPS

(1)Senza licenza del prefetto è vietato ad enti o privati di prestare opere di vigilanza o custodia di proprietà mobiliari od immobiliari e di eseguire investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per conto di privati(2).

Salvo il disposto dell'art. 11, la licenza non può essere conceduta alle persone che non abbiano la cittadinanza italiana ovvero di uno Stato membro dell'Unione europea o siano incapaci di obbligarsi o abbiano riportato condanna per delitto non colposo(3).

I cittadini degli Stati membri dell'Unione europea possono conseguire la licenza per prestare opera di vigilanza o custodia di beni mobiliari o immobiliari alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani(4).

Il regolamento di esecuzione individua gli altri soggetti, ivi compreso l'institore, o chiunque eserciti poteri di direzione, amministrazione o gestione anche parziale dell'istituto o delle sue articolazioni, nei confronti dei quali sono accertati l'assenza di condanne per delitto non colposo e gli altri requisiti previsti dall'articolo 11 del presente testo unico, nonché dall'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575(5).

La licenza non può essere conceduta per operazioni che importano un esercizio di pubbliche funzioni o una menomazione della libertà individuale.

Note

(1) Per l'estensione alle attività previste dal presente articolo delle disposizioni dell'art. 13, D.L. 15 dicembre 1979, n. 625 e del D.L. 3 maggio 1991, n. 141, vedi l'art. 1, D.Lgs. 25 settembre 1999, n. 374. Vedi, anche, i commi da 7 a 13 dell'art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94. Vedi, inoltre, il comma 4 dell'art. 5, D.L. 12 luglio 2011, n. 107.
(2) Vedi, anche, il R.D.L. 12 novembre 1936, n. 2144 sulla disciplina degli istituti di vigilanza privata.
(3) Comma così modificato dall'art. 33, comma 1, lett. a), L. 1° marzo 2002, n. 39.
(4) Comma inserito dall'art. 33, comma 1, lett. b), L. 1° marzo 2002, n. 39.
(5) Comma inserito dall'art. 4, comma 1, lett. b), D.L. 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 giugno 2008, n. 101.

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Pierluigi L. chiede
domenica 26/04/2020 - Sicilia
“Salve, secondo il dispositivo dell'art. 134 TULPS in materia di informazioni commerciali come rintracci conto corrente e/o indagini patrimoniali potrei io rivendere in un mio sito web i predetti servizi comprati da società in possesso della licenza art 134? In quanto io ne sono sprovvisto , dovrei puntualizzare la cosa a pie di pagina sul mio sito web con dicitura tipo "questa societa acquista servizi da soggetto autorizzato art 134 tulps"?.
Grazie”
Consulenza legale i 04/05/2020
L’art. 134 del T.U.L.P.S. stabilisce al primo comma che “senza licenza del prefetto è vietato ad enti o privati di prestare opere di vigilanza o custodia di proprietà mobiliari od immobiliari e di eseguire investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per conto di privati”.
I successivi commi della norma determinano i requisiti soggettivi per l’ottenimento della licenza.
Tra l’altro, come sancito dall’art. 8 del T.U.L.P.S., “le autorizzazioni di polizia sono personali: non possono in alcun modo essere trasmesse né dar luogo a rapporti di rappresentanza, salvi i casi espressamente preveduti dalla legge” (in ogni caso, precisa la norma, anche nei casi in cui è consentita la rappresentanza nell'esercizio di una autorizzazione di polizia, il rappresentante deve possedere i requisiti necessari per conseguire l'autorizzazione e ottenere l'approvazione dell'autorità di pubblica sicurezza che ha concesso l'autorizzazione stessa).
Sul punto, il Cons. Stato, n. 3701/2015, ha ricordato che “in conformità al principio di personalità delle autorizzazioni di polizia sancito dall'art. 8 t.u.l.p.s., la licenza per l'attività di vigilanza prevista dall'art. 134 del medesimo testo unico in caso di istituto organizzato in forma societaria deve essere comunque intestata ad un persona fisica, la quale deve essere investita di poteri di rappresentanza organica della società stessa”. Ed ancora, secondo Cons. Stato, n. 4937/2018. “la licenza di pubblica sicurezza può far capo ad una persona giuridica solo per il tramite del suo legale rappresentante, al quale e solo al quale può dunque essere rilasciato il relativo titolo abilitativo. Pertanto, al cessare della carica di legale rappresentante, la licenza di polizia precedentemente rilasciata alla persona fisica, e volta a far svolgere l'attività mediante quella determinata organizzazione societaria, deve essere revocata”.
La questione appare delicata, sia perché trattasi di attività sottoposta ad uno stretto regime di vigilanza ed autorizzazione, in cui riveste un ruolo fondamentale la considerazione delle qualità personali dei soggetti coinvolti, sia per le implicazioni in materia di trattamento di dati personali (l’attività degli investigatori privati è oggetto di specifici provvedimenti del Garante della privacy).
Non sembra, dunque, ammissibile “rivendere” un servizio quale quello in oggetto, che proprio per le sue caratteristiche non è paragonabile a “qualsiasi prodotto venduto online” e, soprattutto, mal si presta all’intervento di intermediari.