Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 19 Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR)

(D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917)

[Aggiornato al 28/02/2021]

Indennitą di fine rapporto

Dispositivo dell'art. 19 TUIR

1. Il trattamento di fine rapporto costituisce reddito per un importo che si determina riducendo il suo ammontare delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva. L'imposta è applicata con l'aliquota determinata con riferimento all'anno in cui è maturato il diritto alla percezione, corrispondente all'importo che risulta dividendo il suo ammontare, aumentato delle somme destinate alle forme pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124 e al netto delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva, per il numero degli anni e frazione di anno preso a base di commisurazione, e moltiplicando il risultato per dodici. Gli uffici finanziari provvedono a riliquidare l'imposta in base all'aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione, iscrivendo a ruolo le maggiori imposte dovute ovvero rimborsando quelle spettanti.

1-bis. Se in uno o più degli anni indicati al comma 1 non vi è stato reddito imponibile, l'aliquota media si calcola con riferimento agli anni in cui vi è stato reddito imponibile; se non vi è stato reddito imponibile in alcuno di tali anni, si applica l'aliquota stabilita dall'articolo 11 per il primo scaglione di reddito.

1-ter. Qualora il trattamento di fine rapporto sia relativo a rapporti di lavoro a tempo determinato, di durata effettiva non superiore a due anni, l'imposta determinata ai sensi del comma 1 è diminuita di un importo pari a lire 120 mila per ciascun anno; per i periodi inferiori ad un anno, tale importo è rapportato a mese. Se il rapporto si svolge per un numero di ore inferiore a quello ordinario previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro, la somma è proporzionalmente ridotta.

2. Le altre indennità e somme indicate alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 16, anche se commisurate alla durata del rapporto di lavoro e anche se corrisposte da soggetti diversi dal datore di lavoro, sono imponibili per il loro ammontare complessivo, al netto dei contributi obbligatori dovuti per legge, con l'aliquota determinata agli effetti del comma 1. Tali indennità e somme, se corrisposte a titolo definitivo e in relazione ad un presupposto non connesso alla cessazione del rapporto di lavoro che ha generato il trattamento di fine rapporto, sono imponibili per il loro ammontare netto con l'aliquota determinata con i criteri di cui al comma 1.

2-bis. Le indennità equipollenti, comunque denominate, commisurate alla durata dei rapporti di lavoro dipendente di cui alla lettera a), del comma 1, dell'articolo 16, sono imponibili per un importo che si determina riducendo il loro ammontare netto di una somma pari a L. 600.000 per ciascun anno preso a base di commisurazione, con esclusione dei periodi di anzianità convenzionale; per i periodi inferiori all'anno la riduzione è rapportata a mese. Se il rapporto si svolge per un numero di ore inferiore a quello ordinario previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro, la somma è proporzionalmente ridotta. L'imposta è applicata con l'aliquota determinata con riferimento all'anno in cui è maturato il diritto alla percezione, corrispondente all'importo che risulta dividendo il suo ammontare netto, aumentato delle somme destinate alle forme pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, per il numero degli anni e frazione di anno preso a base di commisurazione, e moltiplicando il risultato per dodici. L'ammontare netto delle indennità, alla cui formazione concorrono contributi previdenziali posti a carico dei lavoratori dipendenti e assimilati, è computato previa detrazione di una somma pari alla percentuale di tali indennità corrispondente al rapporto, alla data del collocamento a riposo o alla data in cui è maturato il diritto alla percezione, fra l'aliquota del contributo previdenziale posto a carico dei lavoratori dipendenti e assimilati e l'aliquota complessiva del contributo stesso versato all'ente, cassa o fondo di previdenza.

3. Se per il lavoro prestato anteriormente alla data di entrata in vigore della legge 29 maggio 1982, n. 297, il trattamento di line rapporto risulta calcolato in misura superiore ad una mensilità della retribuzione annua per ogni anno preso a base di commisurazione, ai fini della determinazione dell'aliquota ai sensi del comma 1 non si tiene conto dell'eccedenza.

4. Salvo conguaglio all'atto della liquidazione definitiva, sulle anticipazioni e sugli acconti relativi al trattamento di fine rapporto e alle indennità equipollenti, nonché sulle anticipazioni relative alle altre indennità e somme, si applica l'aliquota determinata, rispettivamente, a norma dei commi 1, 2 e 2-bis, considerando l'importo accantonato, aumentato dalle anticipazioni e degli acconti complessivamente erogati e al netto delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva. Non si considerano anticipazioni le somme e i valori destinati alle forme pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124.

4-bis. [Per le somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto al fine di incentivare l'esodo dei lavoratori che abbiano superato l'età di 50 anni se donne e di 55 anni se uomini, di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), l'imposta si applica con l'aliquota pari alla metà di quella applicata per la tassazione del trattamento di fine rapporto e delle altre indennità e somme indicate alla richiamata lettera a) del comma 1 dell'articolo 17] (1)

5. Nell'ipotesi di cui all'articolo 2122 del codice civile e nell'ipotesi di cui al comma 3 dell'articolo 7 l'imposta, determinata a norma del presente articolo, è dovuta dagli aventi diritto proporzionalmente all'ammontare percepito da ciascuno; nella seconda ipotesi la quota dell'imposta sulle successioni proporzionale al credito indicato nella relativa dichiarazione è ammessa in deduzione dall'ammontare imponibile di cui ai precedenti commi.

6. Con decreti del Ministro delle finanze sono stabiliti i criteri e le modalità per lo scambio delle informazioni occorrenti ai fini dell'applicazione del comma 2 tra i soggetti tenuti alla corresponsione delle indennità e delle altre somme in dipendenza della cessazione del medesimo rapporto di lavoro.

Note

(1) Comma abrogato dal D.L. 4 luglio 2006, n. 223, come modificato dalla relativa legge di conversione.

Tesi di laurea correlate all'articolo

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 25 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Consulenze legali
relative all'articolo 19 TUIR

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Ivan M. chiede
lunedģ 14/06/2021 - Emilia-Romagna
“Buongiorno, vorrei un chiarimento in merito alla tassazione applicata sul TFR. Ho percepito il TFR nel 2016 dopo essermi licenziato dalla mia azienda, privata con più di 200 dipendenti. Il sostituto d'imposta ha applicato un aliquota del 23.7%, ovvero l'aliquota dell'anno di riferimento (2016) relativamente al reddito da me percepito. L'agenzia delle entrate chiede il conguaglio sulla media della tassazione rivalutata sui 5 anni precedenti, corrispondente al 25.07%. La mia domanda è questa: in base alla legge finanziaria del 2007 (legge 296 del 27 dicembre 2006) non sarebbe di obbligo l'applicazione della clausola di salvaguardia ovvero delle aliquote in vigore nel 2006 per i redditi di riferimento, che nel mio caso sarebbero per l'appunto il 23.7% applicato dal sostituto d'imposta? La replica dell'agenzia delle entrate ai miei dubbi è che, secondo loro, la clausola di salvaguardia si applica solo ai redditi percepiti prima del 31/12/2000 mentre, a mio avviso, la situazione è esattamente l'opposto. Allego parte della loro risposta: la risposta dell’Ufficio è conforme alle indicazioni rese sull’argomento dal Dipartimento delle Politiche Fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ritiene tale clausola finalizzata unicamente a tutelare il pregresso in quanto la sua applicazione alla liquidazione dei TFR maturati dal 01/01/2001 svuoterebbe di contenuto l’articolo 19, comma 1, del TUIR il quale prevede, per i TFR maturati dal 2001, la riliquidazione dell’imposta in base all’aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione.
Resto in attesa di un vostro riscontro
Cordiali saluti”
Consulenza legale i 21/06/2021
Le modalità di tassazione dell’indennità di fine rapporto sono disciplinate, sotto il profilo fiscale, dall’art. 19 del TUIR, approvato con d.P.R. n. 917/86.
In base alla citata disposizione, occorre distinguere tra:
- la tassazione operata dal datore di lavoro, a titolo provvisorio;
- la riliquidazione dell’imposta operata dagli uffici finanziaria, a titolo definitivo.
Prima di entrare nel merito della tassazione occorre precisare che, per la quota di TFR da assoggettare ad imposizione, occorre distinguere tra quote maturate prima del 31 dicembre 2000 e quote maturate dal 1° gennaio 2001. In particolare:
  • con riferimento alle quote di Tfr maturate alla data del 31 dicembre 2000, resta applicabile la disciplina previgente. L’imponibile è determinato sottraendo all’importo maturato fino alla data citata un ammontare pari a euro 309,87 per ogni anno di anzianità effettiva. Se il rapporto di lavoro si è svolto ad orario ridotto, la somma citata è proporzionalmente decurtata; qualora invece il periodo di lavoro sia inferiore all’anno, l’importo della detrazione deve essere rapportato a mese;
  • con riferimento alle quote di Tfr maturate dal 1° gennaio 2001, la base imponibile è rappresentata dal Tfr al netto delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva da parte del sostituto di imposta. Infatti, la quota capitale, comprensiva delle rivalutazioni effettuate sino al 31.12.2000, viene assoggettata ad IRPEF a titolo provvisorio; la rivalutazione, effettuata a partire dal 01.01.2001, viene assoggetta ad imposizione sostitutiva del 17% sulla rivalutazione maturata anno per anno.

La tassazione sulla quota capitale e sulla rivalutazione effettuata sino al 31.12.2000 da parte del datore di lavoro ha carattere provvissorio poiché la tassazione a titolo definitivo è operata da parte dell’amministrazione finanziaria.
La tassazione a titolo provvisorio è operata dal datore di lavoro sulla base dell’aliquota media che si determina, sul reddito di riferimento. Come indicato nel comma 1 del citato art. 19, il reddito di riferimento, su cui il datore di lavoro calcola l’imposta provvisoria applicando l’aliquota determinata con riferimento all’anno in cui è maturato il diritto alla percezione, corrispondente all’importo che risulta dividendo l’ammontare del TFR, aumentato delle somme destinate alle forme pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124 e al netto delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva, per il numero degli anni e frazione di anno preso a base di commisurazione, e moltiplicando il risultato per dodici.

Nel caso di specie, il reddito di riferimento individuato da datore di lavoro è pari ad euro 28.130,99. Applicando gli scaglioni e le aliquote previste per il periodo di imposta 2016, in cui il rapporto di lavoro è terminato, si determina un’imposta di euro 6.683,23 che, rapportata al predetto reddito medio, da luogo ad un’aliquota media di 23,76%.
Applicando la predetta aliquota media si determina l’imposta lorda dalla quale devono essere detratti i seguenti importi:
  • per tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato (di qualsiasi natura) e a tempo indeterminato, che si risolvono nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2001, fino alla data di entrata in vigore della riforma del TFR e comunque non oltre il 31 dicembre 2005: euro 61,97 per ciascun anno di maturazione del TFR, a partire dal 1° gennaio 2001;
  • per i rapporti di lavoro a tempo determinato, di durata effettiva non superiore a due anni: ulteriori euro 61,97 per ciascun anno di maturazione del TFR a partire dal 1° gennaio 2001.
Per i periodi inferiori all’anno, la detrazione è rapportata a mese.
Sull’importo del TFR e della rivalutazione monetaria maturati sino alla data del 31.12.2000, la detrazione, come detto, è invece pari ad euro 309,87 per ciascun anno preso a base di commisurazione del TFR.

L’assoggettamento a tassazione da parte del datore di lavoro è a titolo di acconto.
Gli uffici finanziari, infatti, entro il termine di decadenza di cui all’art. 43 del d.P.R. n. 600/73, decorrente dalla data di presentazione della dichiarazione del sostituto di imposta del modello 770, provvedono a riliquidare l’imposta in base all’aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione, iscrivendo a ruolo le maggiori imposte dovute ovvero rimborsando quelle spettanti.
L’aliquota media calcolata dall’ufficio si ottiene, quindi, dal rapporto tra la somma delle imposte calcolate con riguardo al reddito complessivo del contribuente, al netto degli oneri deducibili e senza considerare i crediti di imposta, di ciascuno dei cinque anni precedenti a quello in cui è sorto il diritto alla percezione del TFR e la somma dei redditi stessi considerati.

Nel caso in cui in uno o più dei cinque anni precedenti l’anno di maturazione del diritto a percepire il TFR nonvi sia stato reddito imponibile, l’aliquota media è calcolata in riferimento agli anni in cii vi è stato reddito imponibile. Se in tutti e cinque gli anni non vi è stato reddito imponibile, deve essere applicata l’aliquota prevista per il primo scaglione di reddito IRPEF.
Nel caso di specie, l’amministrazione finanziaria ha determinato l’aliquota media del quinquennio 2011 – 2015, in misura pari al 25,07%.
Con riferimento alla determinazione dell’IRPEF dovuta sul TFR è prevista una clausola di salvaguardia che consente l’applicazione, se più favorevoli, delle aliquote e degli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006 (art. 1, comma 9, della Legge 296/2006).

Come precisato nella Circolare 15/E del 16.03.2007, par. 4, la clausola di salvaguardia è diretta ad assicurare che il nuovo sistema delineato dalla legge 296/2006 non comporti per i contribuenti il pagamento di una imposta maggiore rispetto a quella che sarebbe stata dovuta sulla base delle aliquote in vigore nel 2006.
La norma non specifica se la clausola di salvaguardia debba essere applicata dal sostituto d’imposta ovvero dall’amministrazione finanziaria in sede di riliquidazione.
Tuttavia, se le somme sono erogate da un sostituto d’imposta, in base al tenore letterale della disposizione secondo la quale “ai fini della determinazione dell’imposta...si applicano, se più favorevoli.....” si ritiene che la verifica debba essere effettuata direttamente dal sostituto d’imposta il quale, in sede di determinazione dell’imposta, utilizzerà le aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006, se più favorevoli. Ciò in quanto la determinazione dell’imposta, ancorché provvisoria, è effettuata dal sostituto d’imposta.

Successivamente, l’amministrazione finanziaria, in sede di controllo e di riliquidazione dell’imposta, effettua nuovamente la verifica della tassazione più favorevole nei riguardi del contribuente confrontando i risultati ottenuti applicando il sistema della tassazione separata e quello della tassazione ordinaria. In base alla verifica effettuata, l’amministrazione finanziaria applicherà la tassazione più favorevole per il contribuente.
La clausola, quindi, va applicata comunque per effetto delle modifiche introdotte nel TUIR dalla legge 27 dicembre 2006, n 296 (legge finanziaria per il 2007) che, con varie disposizioni contenute nei commi da 6 al 9 dell’articolo 1, ha innovato dal 2007 le modalità di determinazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF).