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Diritto pubblico comparato -

Trasparenza e controllo dei tetti di spesa nelle campagne elettorali: un’analisi comparata

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2015
TIPOLOGIA: Laurea liv. II (specialistica)
ATENEO: Universitą degli Studi di Perugia
FACOLTÀ: Scienze Politiche
ABSTRACT
La previsione di limiti alle spese che possono essere sostenute in campagna elettorale ricopre un’importanza fondamentale - nonostante la scarsità di interesse e di letteratura in proposito - per il corretto svolgimento del processo democratico. Il finanziamento della campagna elettorale, infatti, per quanto rappresenti una porzione dell’intera materia elettorale, incide sul grado di soddisfacimento di importanti diritti, primi tra tutti quelli politici.
Su questo versante, l’ordinamento italiano attribuisce una preminenza al diritto di elettorato passivo, assicurato garantendo ai candidati uguali opportunità di partecipazione alla corsa elettorale e uguali condizioni di partenza sin dalle primissime fasi del procedimento elettorale. L’unico modo per realizzare tali finalità è porre dei limiti alle spese per la propaganda elettorale, ispirati al concetto dell’uguaglianza numerica: lo stesso per tutti, in modo tale da garantire a tutti i partecipanti un’uguaglianza di chance nell’accesso alle cariche pubbliche elettive.
Gli ambiti di interesse in proposito sono numerosi e riguardano l’aspetto tanto procedurale quanto sostanziale della disciplina in esame.
È interessante notare, in primo luogo, la scarsità di fonti e di materiale, nonostante la centralità del tema; la letteratura in materia è carente e rende difficile la ricostruzione del meccanismo di funzionamento effettivo dell’intero sistema di controllo.
Altri aspetti riguardano, in particolare, l’estensione del sistema di controllo della normativa nazionale al livello locale e la centralità assunta, nell’ambito della campagna elettorale, dalle forme di finanziamento privato, a seguito del progressivo prosciugamento delle fonti di contribuzione pubblica.
Un’importanza centrale è poi ricoperta dal carattere diffuso del modello di controllo italiano, dal livello di trasparenza che è in grado di assicurare, dalle sue criticità e dai suoi limiti, che emergeranno nel corso della trattazione attraverso soprattutto il confronto con il modello – accentrato – francese e di cui si cercherà di dare una soluzione nella parte conclusiva, attraverso anche la considerazione dei sistemi di controllo inglese e tedesco sulle spese elettorali.

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Norme di riferimento

  • L. 5 luglio 1982, n. 441
    L. 25 marzo 1993, n. 81
    L. 10 dicembre 1993, n. 515
    D. Lgs. 14 marzo 2013, n. 33

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