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Lo Smart Working nella Pubblica... - Tesi di Laurea - Brocardi.it
Diritto del lavoro e previdenza sociale -

Lo Smart Working nella Pubblica Amministrazione: dalla teoria alla pratica

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2019
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Cassino
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Il presente lavoro, così come si evince dal titolo della tesi, nasce dalla necessità di analizzare il fenomeno dello Smart Working, inteso come un nuovo modello organizzativo, che ripensa le modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, grazie allo sviluppo incessante delle tecnologie, delle nuove forme di comunicazione e dei nuovi spazi di gestione del lavoro, tramite l’evoluzione della digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni. Lo Smart Working è entrato a far parte della normativa italiana con la Legge 22 maggio 2017, n.81, e la successiva Circolare INAIL del 2 novembre 2017, n.48, che ha dettato i criteri applicativi di tale disciplina. In questa ricerca si evidenziano le forme di Smart Working presenti nel contesto pubblico, ponendo particolare attenzione alla evoluzione della disciplina in materia, alle nuove forme di reclutamento ed impiego presso le Pubbliche Amministrazioni ed al benessere organizzativo. Il nucleo centrale della tesi è l’analisi vera e propria dello Smart Working in generale, con i vari elementi di natura intersoggettiva e oggettiva come fiducia, autodisciplina, condivisione, ecc. e dei benefici che lo Smart Working genera a livello ambientale. Lo studio-analisi-ricerca sottolinea gli ostacoli che si possono incontrare nella Pubblica Amministrazione nell’attuazione dell’istituto, con riferimento alla nuova metodologia contrattuale nel pubblico impiego, tra cui la convinzione che il lavoratore sia maggiormente produttivo in ufficio, il blocco delle assunzioni e la scarsa formazione dei dipendenti a livello tecnico, organizzativo e informatico. La definizione di benessere organizzativo è meglio illustrata anche grazie all’instaurazione della figura del Consigliere di Fiducia, dello sportello di counseling, della figura del Mobility Manager e la previsione di spazi di co-working. Si descrivono, poi, ipotesi pratiche di applicazione di Smart Working quali: la Regione Lazio, col progetto VeLa, la Regione Emilia-Romagna, la Regione Veneto e la provincia autonoma di Trento oltre in generale alle esperienze attuative dello Smart Working e del welfare nella Pubblica Amministrazione. Si analizzano le esperienze attuative dello Smart Working a partire dalla definizione delle Linee Guida in materia di promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e del loro approfondimento, riprendendo anche i modelli regionali per la sperimentazione del Lavoro Agile, che successivamente vengono spiegati nel dettaglio. Si analizza poi il potere di controllo del datore di lavoro nei confronti dei beneficiari dello Smart Working. Il lavoro di tesi si conclude con la definizione di accomodamento ragionevole, inteso come un adattamento rispetto alle normali procedure perché permette al lavoratore diversamente abile di lavorare e di far carriera e con l’analisi della figura del Disability Manager, che ha come compito quello di focalizzarsi sulle persone con disabilità e valorizzarle anche in ambito lavorativo.

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Norme di riferimento

  • L. 124/2015; L. 81/2017; Circolare INAIL n.48/2017.
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