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Diritto costituzionale -

Il referendum popolare nel procedimento di revisione costituzionale. Sull’ennesima trasfigurazione al servizio della legittimazione politica.

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2006
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi Roma Tre
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
La Costituzione italiana è stata concepita e redatta come ‹‹un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano›› , affidata a quest’ultimo, dall’Assemblea Costituente, affinché la custodisse e la realizzasse con severità e disciplina, con la consapevolezza che in ogni suo articolo sono condensati ‹‹tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie›› e le nostre speranze. Oggetto del presente lavoro è l’analisi della partecipazione popolare al procedimento di approvazione delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali, condotta alla luce delle dinamiche che storicamente l’hanno coinvolta e dei nuovi intenti di manipolarne forma e funzione. Nel primo capitolo della presente trattazione, si è scelto di indagare le ragioni che indussero l’Assemblea Costituente a prediligere, per la revisione del testo costituzionale, proprio in funzione della sua rigorosa custodia, un procedimento “aggravato” rispetto a quello legislativo ordinario e una partecipazione (seppur eventuale) del Corpo elettorale. Il ruolo che la comunità riveste nel nostro sistema costituzionale verrà ricostruito anche mediante il richiamo al pensiero di illustri autori, come Hobbes e Rousseau, rifacendosi, cioè, alle grandi teorizzazioni sul concetto di sovranità. La prima parte del lavoro, comunque, non trascura di delineare il prodotto delle decisioni dei Costituenti sulla partecipazione popolare alla modifica della Costituzione: si analizzeranno i requisiti formali e procedurali il cui rispetto è imposto ai fini della legittimità della richiesta di indizione della consultazione referendaria, per poi rivolgere l’attenzione agli interrogativi e alle problematiche, enucleate dalla dottrina, circa, rispettivamente, la funzione assolta dal referendum popolare ex art. 138 Cost. e la necessità o meno dell’omogeneità del quesito referendario. Il secondo capitolo è dedicato ad interrogarsi, alla luce delle esperienze e della dottrina espressasi sul tema, sulla legittimità della modifica e della deroga al procedimento di revisione costituzionale, le quali potrebbero ripercuotersi, con effetti diversificati, sul referendum costituzionale. Saranno allora esaminate le leggi costituzionali del 1993 e del 1997, istitutive, rispettivamente, della Commissione Bicamerale De Mita-Iotti e della Commissione Bicamerale D’Alema, che propugnavano la deroga una tantum alla procedura di revisione ex art. 138 Cost. e che, in particolare, avrebbero inteso convocare il popolo a legittimare le riforme costituzionali. Così, si giungerà al debutto del referendum costituzionale nell’esperienza repubblicana per discutere la distorta e discutibile funzione che all’istituto è stata attribuita, prima nel 2001 e, poi, nel 2006. Il terzo capitolo, infine, rivolge l’attenzione agli attuali risvolti del tema: il suo oggetto sarà l’analisi e la critica dei recenti tentativi di riforma costituzionale, con special riguardo alle ripercussioni sull’istituto referendario. Come si vedrà, soprattutto nelle conclusioni che seguiranno alla ricognizione, è possibile ritenere che le scelte politiche effettuate in questa materia conducano all’alterazione della democrazia rappresentativa, riverberandosi anche sul referendum costituzionale, che diverrebbe uno strumento a funzione plebiscitaria con cui il popolo non avrebbe altro ruolo se non quello di “acclamare” le decisioni riformatrici del Governo, per il soddisfacimento di esigenze contingenti di “stabilità”. Secondo certa dottrina, il loro fine è stato (ed è), addirittura, quello di stravolgere la forma di governo parlamentare. In riferimento particolare all’attuale processo di riforma, come si vedrà, sembra fuor di dubbio che tali considerazioni derivino dalla valutazione congiunta del contenuto della riforma costituzionale che vuole il superamento del bicameralismo paritario e della nuova disciplina elettorale.

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