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Diritto penale -

Hate Speech online: il diritto italiano e statunitense a confronto

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2018
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Trieste
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Questa tesi si pone l’obiettivo di analizzare lo stato dell’arte in materia relativamente alle posizioni assunte dall’Italia e dagli Stati Uniti rispetto al tema dell’Hate Speech. Per farlo, si sviluppa in cinque capitoli. Attraverso i capitoli primo e secondo si è cercato di definire il concetto stesso di Hate Speech, concetto che assume distinte sfumature a seconda dell’ordinamento che lo studia. Si è posto subito il focus sul cuore del problema: il diritto alla libertà di espressione, che verrebbe chiaramente compresso da una disciplina di contrasto ai discorsi d’odio fondata sui mezzi coercitivi. Infine, sono state introdotte le caratteristiche specifiche dell’Hate Speech online, con un particolare focus sulle sue manifestazioni attraverso Facebook e Twitter. Il terzo capitolo si concentra sulla posizione assunta dalla legge italiana in tema di Hate Speech, attraverso un’analisi che muove dall’art. 21 Cost. per poi spostarsi sulla disciplina di dettaglio, dalla legge Reale ai nostri giorni. Il quarto capitolo analizza viceversa la posizione statunitense, introducendo brevemente le origini storiche del Paese - i presupposti e le rivendicazioni che hanno portato all'indipendenza dalla Gran Bretagna - e considerando alcuni emblematici casi giunti fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Infine, il quinto capitolo è stato dedicato alle conclusioni di questo percorso. Si è giunti alla conclusione che i due approcci sono radicalmente diversi: l’Italia da un lato limita effettivamente l’Hate Speech, temendo che gli effetti di tale odio diffuso nella società siano più deleteri che limitare leggermente il diritto alla libertà di espressione. Dall’altro lato, gli Stati Uniti non tollerano che vi siano dei restringimenti alla manifestazione del pensiero, vera pietra fondante delle democrazie. Entrambe le posizioni hanno dei lati positivi e negativi: l’Italia cerca di proteggere maggiormente le vittime, ma vi è il rischio che in nome di tale protezione venga eccessivamente limitato il diritto alla libertà di espressione; viceversa, gli Stati Uniti proteggono strenuamente tale diritto, ma forse lasciano alla mercé degli haters le vittime dell’Hate Speech.

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