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Diritto penale -

Il diritto penale a servizio dell'ambiente. Tra tendenze armonizzatrici e prospettive di uniformazione

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2018
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Trento
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
L’elaborato intende indagare alcune delle strategie che si sono predisposte per la protezione dell’ambiente, in particolare in ambito penale, e si cimenta nel tentativo di dimostrare l’opportunità della costituzione di un crimine internazionale per combattere le impunità legate agli attacchi più gravi ed estesi contro l’ambiente.
Lo studio principia dalla valutazione della stessa nozione di ambiente, che molto ha impegnato i giuristi nel tentativo di renderla un oggetto inquadrabile in termini giuridici, a partire dalla considerazione della sua tutela in termini antropocentrici o ecocentrici. La discussione sulla natura del bene in oggetto si sposta, complicandosi, in relazione alla concezione di bene giuridico che, insieme al vaglio di ragioni di politica criminale, ha fondato il dibattito sul ruolo e sulle forme del diritto penale in relazione alla tutela ambientale.
Con l’intenzione di servirsi di osservazioni empiriche, l’indagine prosegue attraverso l’analisi delle scelte di politica normativa di taluni sistemi nazionali, che sono apparse, per rilevanza nel panorama comparatistico o originalità delle soluzioni, meritevoli di attenzione.
In particolare, ci si concentra su tre requisiti fondanti i modelli di protezione del bene.
Gli stessi elementi sono vagliati più approfonditamente nell’ordinamento italiano.
Ciò che emerge dalla sintetica analisi è il percorso che ha portato alla necessità e al rafforzamento dello strumento penale nella lotta alla criminalità ambientale e, al contempo, i limiti insiti nella dimensione nazionale.
Questi aspetti affiorano anche a livello di Unione Europea, e in questa sede hanno rappresentato l’impulso per lo sviluppo di una dimensione penale ambientale comunitarizzata.
L’opportunità di penalizzazione delle più gravi offese all’ambiente si coglie anche nell’ambito della giurisprudenza dei sistemi regionali di protezione dei diritti umani, nel quale l’ambiente viene assurto a diritto umano, in considerazione della sua natura di presupposto essenziale per la tutela di altri diritti umani già riconosciuti. Seppur non può parlarsi di obblighi di penalizzazione, non avendo tali organismi - in materia - alcuna competenza, emergono obbligazioni, rivolte agli Stati, di predisporre le misure più idonee a prevenire e reprimere le lesioni ambientali che minacciano la vita e la salute dell’uomo. In questo modo, oltre ad accrescere una coscienza sull’essenzialità della protezione dell’ambiente, tali meccanismi stanno producendo un avvicinamento delle soluzioni nazionali, dimostrando che la questione ha assunto un’estensione globale.
Lo sguardo si sposta poi sul diritto internazionale generale, nel quale la tutela dell’ambiente riveste oramai una dimensione comune e fondamentale, e dal quale emerge l’impegno di riconoscere un diritto umano all’ambiente. Nonostante il processo non possa dirsi compiuto, la panoramica svolta mostra l’identità strutturale esistente tra la protezione dei diritti umani fondamentali e la tutela dell’ambiente e prosegue tentando di dimostrare che la natura delle lesioni più gravi, estese e durature nei confronti di tale bene, e l’insufficienza degli strumenti attuali, rendono opportuno il ricorso al diritto penale internazionale, così come - senza che si giungesse ad un risultato apprezzabile - era emerso in sede di discussione dello Statuto di Roma.
Il vaglio dei principi ispiranti e delle caratteristiche del diritto penale internazionale dimostra che oggi lo strumento risulta idoneo ad interessarsi alle forme più gravi di criminalità ambientale.
In ragione di queste osservazioni si suggerisce, attraverso lo studio di proposte dottrinali, l’opportunità del riconoscimento formale di un’autonoma fattispecie di crimine internazionale. La trattazione, pertanto, si concentra su alcuni aspetti problematici della costruzione del crimine. Nello specifico: la nozione di bene giuridico tutelato, che assume nel caso una natura peculiare; la soglia di gravità del danno; l’elemento di contesto; l’elemento soggettivo; la responsabilità individuale - anche in relazione all’opportunità di rinvenirla in capo alle persone giuridiche – accennando, in conclusione, a taluni possibili modelli di esecuzione del sistema.

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