Cassazione civile Sez. I sentenza n. 3483 del 4 aprile 1998

(3 massime)

(massima n. 1)

Ai fini della sussistenza della responsabilitÓ degli amministratori per la loro partecipazione ad una delibera riguardante un'operazione in conflitto di interessi con la societÓ, Ŕ sufficiente che tale operazione presenti una utilitÓ per la controparte nella quale i suddetti amministratori abbiano un interesse, risultando ininfluente, a tal fine, la valutazione delle scelte gestionali e delle ragioni che hanno indotto gli amministratori a compierle, posto che, in presenza di un conflitto di interessi, la fonte della responsabilitÓ Ŕ costituita dal compimento dell'azione in sÚ e per sÚ considerata, dalla sua illegittimitÓ conseguente all'essere stata compiuta in violazione di precisi canoni generali e specifici di comportamento, e dalla dannositÓ della scelta gestionale, senza che, peraltro, possa rilevare il merito di tale scelta.

(massima n. 2)

La responsabilitÓ solidale degli amministratori a norma dell'art. 2392 c.c. pu˛ essere in parte attenuata soltanto nelle ipotesi in cui la complessitÓ della gestione sociale renda necessaria la ripartizione di competenze ed attivitÓ mediante ricorso ad istituti specifici, quali le deleghe di funzioni al comitato esecutivo o ad uno o pi¨ amministratori, attraverso una procedura formalizzata secondo la previsione dell'art. 2381 c.c., Ŕ pertanto da escludere che, al di fuori delle ipotesi riconducibili al citato art. 2381, una divisione di fatto delle competenze tra gli amministratori, l'adozione, di fatto, del metodo disgiuntivo nell'amministrazione, o, semplicemente, l'affidamento all'attivitÓ di altri componenti il collegio di amministrazione, possano valere ad escludere la responsabilitÓ di alcuni amministratori per le violazioni commesse dagli altri, posto che la condotta omissiva per affidamento a terzi, lungi dal comportare esclusione di responsabilitÓ, pu˛ costituire invece ammissione dell'inadempimento dell'obbligo di diligenza e vigilanza.

(massima n. 3)

Nella societÓ per azioni, quando siano nominati pi¨ amministratori, il metodo di collegialitÓ, diretto ad assicurare una gestione unitaria e responsabile, rende inammissibile, tra gli amministratori, deleghe atipiche o di fatto, attuate attraverso una mera ripartizione di compiti e comportamenti.

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