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Articolo 94 Costituzione

Dispositivo dell'art. 94 Costituzione

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenere la fiducia.

Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione (1).

Note

(1) Dalla mozione di sfiducia al Governo deve essere tenuta distinta quella che può essere avanzata verso un singolo ministro. Questa non trova cittadinanza nella Costituzione ma nel regolamento della Camera (art. 115) mentre per il Senato si è sviluppata in base ad una prassi. Formalmente, essa si articola nel medesimo procedimento previsto per la sfiducia al Governo ma la differenza fondamentale sta nel fatto che essa non importa l'obbligo di dimissioni per l'esecutivo. La dottrina ha sottolineato la difficoltà ad inquadrarla giuridicamente proprio perchè, di regola, il consenso parlamentare si rivolge a tutto il Governo e non a parti di esso. Tuttavia, la Corte Costituzionale ha messo in luce come in sua assenza ogni comportamento ministeriale tenuto in violazione dell'indirizzo politico dell'esecutivo dovrebbe determinarne le dimissioni. Con la mozione di sfiducia individuale, quindi, la formazione iniziale del Governo cambia. A questo risultato si giunge anche nel caso del c.d. rimpasto di Governo con il quale, a fronte di vari eventi (dimissioni per nuovo incarico o altre cause, morte ecc.) vengono sostituiti più ministri.

Ratio Legis

La fiducia consente al Parlamento di assolvere ad uno dei compiti cui è tenuto: vigilare sull'operato del Governo. Quest'ultimo, infatti, non può operare se non con il consenso del primo. Nello specifico, il bicameralismo perfetto su cui poggia il nostro sistema legislativo (v. art. 55 Cost.) impone che la fiducia provenga da entrambe le Camere.

Spiegazione dell'art. 94 Costituzione

Il Governo costituisce l'organo costituzionale che dà diretta ed immediata applicazione alla Costituzione, dato che esercita sia un potere di indirizzo politico, che una funzione amministrativa.

Il Governo deve, entro dieci giorni, presentarsi davanti a ciascuna Camera al fine di ottenere la fiducia, ovvero l'atto di gradimento politico con cui il Parlamento aderisce al programma dell'esecutivo.

Oltre che al momento della sua nascita, il Governo deve avere la fiducia delle Camere durante tutta la sua esistenza. Lo strumento con cui si mette in luce la concessione della fiducia o la sua revoca è la mozione (di fiducia o sfiducia).

Nello specifico, il Governo che si presenta dinnanzi alle Camere espone il proprio programma e queste votano la fiducia motivando le ragioni del loro consenso. Invece, se il Parlamento decide di revocare il suo consenso viene avanzata una mozione di sfiducia e anche questa deve essere motivata (v. comma 5). Entrambe le istanze, inoltre, vengono votate per appello nominale. In tal modo ogni parlamentare si assume la responsabilità del proprio voto dinnanzi l'opinione pubblica.

Ai sensi del disposto costituzionale, se un ramo del Parlamento o entrambi respingono un iniziativa dell'esecutivo ciò non implica sfiducia dello stesso. Tuttavia, questo può autonomamente scegliere di dimettersi anche in questo caso, se ritiene che lo strappo con l'organo legislativo sia tale da non consentire la prosecuzione del proprio lavoro.

Le stesse crisi di governo, peraltro, non si sono avute per sfiducia se non in pochi casi. Di regola, infatti, si hanno crisi extraparlamentari causate da vari accadimenti (ad esempio, dimissioni del Capo del Governo o fratture nella maggioranza). In sostanza, il Governo verifica fuori dal Parlamento che non vi sono le condizioni perchè il suo lavoro vada avanti e rassegna le sue dimissioni. A volte il Capo dello Stato opera affinchè la crisi venga formalizzata in Parlamento al fine di consentire anche all'opinione pubblica di conoscerne le cause.

Con la mozione di sfiducia il Parlamento revoca il proprio consenso al Governo. Essa deve essere presentata da almeno un decimo degli appartenenti ad una Camera e questo perchè le istanze rispondano ad una certa rappresentanza parlamentare e non siano prive di fondamento. Inoltre, deve essere motivata perchè siano chiare le ragioni della revoca del consenso. Quindi, devono trascorrere almeno tre giorni perchè venga messa in discussione: ciò per permettere che su di essa le forze politiche possano confrontarsi esprimendo il proprio punto di vista ed evitando decisioni frettolose.

Relazione al Progetto della Costituzione

(Relazione del Presidente della Commissione per la Costituzione Meuccio Ruini che accompagna il Progetto di Costituzione della Repubblica italiana, 1947)

94 Senza la volontà del Parlamento nessun governo può sorgere o durare in vita. Per dare espressione a questa volontà, al momento della costituzione del governo, ed in sede di appello per la sfiducia, interviene l'assemblea riunita delle due camere. Si evitano così gli inconvenienti del passato, le imboscate e le «buccie di limone», su cui cadevano i governi. Si considera anche qui l'esigenza della riflessione, del «pensarci su», che è un motivo ricorrente nei procedimenti costituzionali.

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